La prof in campo, moglie e marito in panchina: quante storie nella Germania a caccia di una medaglia
Dalla professoressa Wilke alla famiglia Lange-Brondello, le storie dietro la loro impresa. Alle 20 l'altra semifinale tra Spagna e Usa
Dalla professoressa Wilke alla famiglia Lange-Brondello, le storie dietro la loro impresa. Alle 20 l'altra semifinale tra Spagna e Usa
Giulia Arturi Giornalista 12 settembre (modifica alle 16:53) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleUn'insegnante che salta la scuola per provare ad andare in finale mondiale. Alexandra Wilke, professoressa di educazione fisica e matematica al liceo, è anche il playmaker della Germania contro la Francia, nella semifinale del Mondiale di Berlino. Le tedesche sono la grande sorpresa del torneo: davanti al pubblico di casa hanno eliminato il Belgio, bicampione d'Europa in carica, con una dimostrazione di forza di squadra impressionante. Alexandra ha segnato 10 punti ed è stata tra le migliori del match. Ha 29 anni, gioca in Germania, a Keltern, una città di 9mila abitanti ai margini settentrionali della Foresta Nera. Nel 2026 è stata mvp della stagione regolare e della finale, vinta. Quest'anno la squadra tornerà in Eurocup.
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—È questo contesto di basket al massimo livello che rende Alexandra un po' più speciale. Non è stata una carriera da predestinata: a 19 anni giocava ancora nella seconda serie. E nemmeno una carriera costruita con la Wnba nel mirino. Se di pallacanestro si vive, difficile però che il dopo carriera sia sistemato senza pensarci e senza doversi reinventare. Alexandra non ha mai perso di vista l'obiettivo: salti di categoria, competizioni europee, convocazioni in Nazionale e Olimpiadi non le hanno impedito di finire gli studi per diventare insegnante e di concludere il Referendariat, il tirocinio previsto dal sistema tedesco. "Per me la formazione professionale ha sempre avuto la priorità", ha raccontato. Non è stato semplice. "Soprattutto quando durante il Referendariat dovevo sostenere gli esami, a volte è stato difficile, tra Bundesliga, coppe europee, Nazionale e tirocinio. Ma ho ricevuto un grandissimo sostegno da tutte le parti, sia dal club sia dalla scuola".
assenza giustificata
—Ecco, il futuro adesso è arrivato. Wilke è già operativa nel liceo di Karlsruhe. Giovedì ha saltato la riunione con gli insegnanti. Il motivo era valido: era impegnata a gasare i 10mila della Uber Arena raggiungendo una semifinale mondiale. Assenza firmata. Due sue studentesse sono venute fino a Berlino per veder giocare la loro professoressa al Mondiale. E ormai dalla scuola sono tutti sintonizzati sulle partite. Lunedì Wilke dovrebbe tornare a scuola per il primo giorno di lezioni. "Mi hanno già detto che, se arriviamo in finale, parleremo anche del lunedì", ha raccontato Alexandra. "Quando ho cominciato con la Nazionale maggiore, l'obiettivo era non perdere le partite di più di 20 punti. Adesso vinciamo e viviamo cose che cinque anni fa nessuno avrebbe ritenuto possibili". E la Germania, comunque vada oggi contro la fortissima Francia, si giocherà una medaglia.
moglie e marito in panchina
—La Germania aveva iniziato il torneo perdendo contro la Spagna e poi ha infilato quattro vittorie di fila. L'allenatore è Olaf Lange, berlinese, che ha costruito una carriera internazionale tra Germania, Russia e Wnba: ha allenato l'Ekaterinburg vincendo l'Eurolega nel 2013 ed è stato anche ct della Russia e assistente in diverse franchigie Wnba. Nel 1995, a Wuppertal, incontra Sandy Brondello, già stella dell'Australia e futura medaglia olimpica, che giocava nella squadra tedesca mentre lui era un giovane assistente. Storia lunga in breve: si sposano, hanno due figli, Brody e Jayda, e comincia una storia trentennale da marito e moglie, allenatore e giocatrice, poi colleghi e avversari. "Quando allenavo a Wuppertal lei era la nostra point guard. Quando ho vinto l'Eurolega con Ekaterinburg lei era la mia assistente. E nella Wnba (a Toronto questa stagione, ndr) io sono diventato il suo assistente", racconta Olaf. Oggi sono i primi marito e moglie ad allenare due Nazionali nello stesso Mondiale. Brondello, quattro Olimpiadi da giocatrice e due titoli Wnba da allenatrice, dal 2017 guida l'Australia, che a Berlino ha chiuso seconda nel girone e poi ha eliminato l'Italia 82-80, rischiando di farsi rimontare 26 punti di vantaggio e arrivando alla fine senza neanche la forza di esultare. Il figlio Brody, 19 anni e giocatore Ncaa, aveva studiato il tabellone per capire quando mamma e papà avrebbero potuto incontrarsi: "Non ho problemi, a meno che, Dio volendo, non arrivino entrambi alla finale per l'oro. A quel punto avremmo un problema serio". Non succederà. Dopo la vittoria della Germania sul Belgio, Brondello ha aspettato Lange nella mixed zone della Uber Arena e quando finalmente è arrivato lo ha abbracciato per congratularsi per la semifinale. Poi quasi non c'è stato tempo per parlare: Sandy giocava subito dopo e ha perso nettamente contro la Spagna. Stavolta i ruoli delle due potenze si sono invertiti: l'Australia è fuori, la Germania continua a sognare. Niente finale in famiglia, ma la famiglia può ancora avere il suo posto in finale.
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