Amorim: "Nel primo tempo il Milan non c'era. Con Modric in campo serve una gara di possesso, non di corsa"
La Gazzetta dello Sport

Amorim: "Nel primo tempo il Milan non c'era. Con Modric in campo serve una gara di possesso, non di corsa"

Sabato 12 settembre 2026
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Gila parla di "primo tempo disastroso" e il tecnico rossonero gli da ragione: "Non c'era l'energia giusta, poi è stato l'opposto"

Gila parla di "primo tempo disastroso" e il tecnico rossonero gli da ragione: "Non c'era l'energia giusta, poi è stato l'opposto"

Marco Pasotto Giornalista 12 settembre - 20:41 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

È più saggio godersi Jekyll o avere paura di Hyde? Questo Milan senza vie di mezzo stupisce nel bene e nel male, portando con sé punti di domanda giganteschi che forse vanno oltre la banale spiegazione generata da un'estate rivoluzionaria. Perché si possono cacciare dirigenti, allenatori, mettere ai margini della squadra i giocatori, ma il primo tempo dell'Olimpico non riesce a poggiare su alcuna spiegazione logica: una squadra in costruzione può subire gol perché sbaglia, non perché si dimentica - sotto ogni aspetto - di scendere in campo. E così Ruben Amorim fa quattro su quattro. Nel senso che per la quarta volta sistema la partita nel secondo tempo e grazie ai cambi. Il genere di conforto è prezioso, ma non sarebbe male portarsi avanti nel lavoro già nel primo round con i titolari.

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"Sono felice di aver sentito cosa ha detto Gila nel dopo partita - spiega Amorim -. Abbiamo portato a casa un punto, ma potevamo fare molto meglio, non si può regalare un tempo. Abbiamo perso troppi palloni". E allora vale ovviamente la pena riportare le parole, dure e oggettive, di Gila. Lapidario: "Nel primo tempo siamo stati sinceramente disastrosi". Poi Amorim prosegue nella sua analisi: "Nel primo tempo non c'eravamo proprio. Non c'era l'energia giusta. Abbiamo perso così tanti palloni senza alcuna pressione, passaggi semplici. Poi nel secondo tempo è stato l'opposto. Abbiamo messo energia, siamo stati davvero bravi con la palla, abbiamo controllato la partita. Siamo stati veloci quando dovevamo essere veloci, abbiamo controllato il ritmo e fermato il gioco quando avevamo bisogno di fermarlo. È stata una squadra completamente diversa, una partita completamente diversa. Siamo riusciti a portare a casa un punto, ma se guardi la partita dobbiamo fare meglio, perché non si può giocare facendo solo un tempo. Modric? Dobbiamo essere bravi con il pallone per far sentire Luka a suo agio nella partita. Se trasformiamo la gara in continui capovolgimenti di fronte e corse, non è il tipo di partita per lui. Ed è per questo che abbiamo cambiato impostazione nel secondo tempo inserendo Musah: avevamo capito che ci serviva un po' più di passo in mezzo al campo. In più penso che Luka si abbassasse troppo vicino ai centrali di difesa, trovandoci così con quattro giocatori per iniziare l'azione e con meno uomini tra le linee. Possiamo giocare con Luka e lo abbiamo dimostrato nelle ultime partite, ma per farlo dobbiamo trasformare la gara in un dominio di possesso e controllo. Se la trasformiamo in una gara di corsa, per lui diventa impossibile".

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Non può mancare un commento su Moreira: "Ad essere sincero, non stavo pensando al piede per i cross. Stavo pensando al passo e all'idea di schierare un altro esterno nei punti in cui loro avevano tre difensori. Questa era l'idea principale. Ramos? Dobbiamo passare più tempo vicino all'area di rigore. Passiamo molto tempo con la palla, ma lontano dall'area. Dobbiamo spingere la squadra in avanti e dobbiamo creare ancora più connessioni dentro l'area. Invece ci arriviamo quasi solo con i cross. E a volte, basandoti solo sui cross, puoi metterne dentro quanti ne vuoi, ma per l'attaccante diventa difficile. Quindi dobbiamo avere varianti nel modo in cui entriamo in area di rigore: a volte con i tagli verso l'angolo di Pulisic o Cisse che si inseriscono, e allora Ramos può avere più opportunità di toccare la palla".

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