Decide il solito Haaland, il City in dieci piega lo United. Maresca a punteggio pieno
A Old Trafford il derby finisce 1-0 per i Citizens. Tanti rimpianti per il Manchester United, in superiorità numerica dal 23' del primo tempo
A Old Trafford il derby finisce 1-0 per i Citizens. Tanti rimpianti per il Manchester United, in superiorità numerica dal 23' del primo tempo
Dal nostro inviato Davide Chinellato 13 settembre - 20:07 - MANCHESTER Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleL’arte di vincere. Il Manchester City mostra la sua interpretazione con l’1-0 nel derby con lo United, giocato in 10 per oltre 70’ dopo l’espulsione di Phil Foden a metà primo tempo e conquistato con organizzazione, la capacità di difendere, una clamorosa parata nel finale di Gigio Donnarumma e il gol del solito Erling Haaland. La rete del norvegese viene convalidata solo dopo un lungo controllo Var, ribaltando la decisione iniziale dell’arbitro, ma trasforma il norvegese nel massimo goleador con 9 centri della storia moderna della sfida di Manchester. L’arte di vincere, che Enzo Maresca celebra con una corsa verso lo spicchio di Old Trafford occupato dai tifosi ospiti, per il City significa anche quattro successi su quattro in campionato, significa primo posto a punteggio pieno come l’Arsenal. Significa soprattutto che la squadra di Maresca continua a crescere, a differenza di quella di Carrick che perde per la seconda volta in stagione una partita che avrebbe dovuto vincere: perché ha preso due pali, ma soprattutto perché ha giocato con l’uomo in più per oltre 70’. E non ne ha approfittato.
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—Phil Foden che al 23’ rifila un calcio a Bruno Fernandes dopo un fallo avrebbe potuto cambiare tutto. Invece il City ha dimostrato quanto è già organizzato sotto Maresca, quanto sta diventando bravo a interpretare quello che il suo nuovo tecnico gli chiede. Gli ospiti giocano costantemente meglio dei padroni di casa pur con l’uomo in meno, soffrendo davvero solo a inizio ripresa, prima del gol di Haaland. Merito del gladiatorio Marc Guehi in difesa, delle geometrie in mezzo al campo di Elliot Anderson, dello spirito da battaglia di Enzo Fernandez e del senso del gol di Haaland, che ha avuto due palloni buoni e li ha trasformati nella rete decisiva e un’altra grossa occasione. Il City ha vinto perché non ha mai perso la calma, perché ha tirato fuori la sua convinzione, ha fatto appello alle sue certezze. Considerando anche la Champions, sono 5 vittorie di fila senza aver concesso gol nelle ultime tre. Questa vale doppio, perché è un derby e perché tiene il City al passo con l’Arsenal. Per lo United, invece, è una mezza catastrofe, una bocciatura alla prima vera partita della stagione resa ancora più pesante dall’aver perso in casa un derby giocato per oltre 70’ con l’uomo in più. I Red Devils sono vissuti di fiammate, i pali di Rashford a fine primo tempo e Mainoo nella ripresa sono stati, con la gran parata nel finale di Donnarumma su Mbeumo, le occasioni migliori di una squadra che ha sbandato sugli esterni in difesa (Dorgu disastroso a sinistra) e che non è mai riuscita a far fruttare la forza del suo attacco. Una che adesso si ritrova con 4 punti in 4 partite e la sensazione forte di non essere all’altezza del meglio della Premier.
la partita
—L’espulsione di Foden al 23’ è un episodio controverso, perché anche Fernandes meritava un provvedimento disciplinare, ma anche una decisione inevitabile. Il City si riorganizza e ringrazia il palo che Rashford centra su punizione prima del riposo, poi quello che salva Donnarumma sul gran tiro di Mainoo a inizio ripresa. Anche il gol di Haaland è controverso: l’arbitro inizialmente lo annulla, poi la Var evidenzia che Dorgu, in contrasto su Gvardiol che sforna il cross, tiene in gioco il norvegese. I rumorosi tifosi del City possono esultare, con la vittoria legittimata da un palo di Fernandez e sigillata poi dal miracolo finale di Donnarumma. I derby si vincono anche sapendo soffrire. Come i trofei.
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