Bonus benzina: normativa e fiscalità dei bonus carburante
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Bonus benzina: normativa e fiscalità dei bonus carburante

Lunedì 14 settembre 2026
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I buoni benzina concessi dalle aziende ai dipendenti rientrano tra i fringe benefit e possono essere esenti da tasse entro determinati limiti. Ecco come sfruttarli al meglio

I buoni benzina concessi dalle aziende ai dipendenti rientrano tra i fringe benefit e possono essere esenti da tasse entro determinati limiti. Ecco come sfruttarli al meglio

Luca Giaffreda 14 settembre - 11:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Il bonus carburante è uno dei fringe benefit che le aziende possono erogare ai dipendenti

I buoni benzina sono uno degli strumenti che le aziende possono utilizzare per contribuire alle spese di carburante dei propri dipendenti. Possono essere erogati sotto forma di voucher o carte utilizzabili presso le stazioni di servizio e, entro determinati limiti, non concorrono alla formazione del reddito del lavoratore. Negli ultimi anni, però, le regole sono cambiate più volte. Il vecchio bonus carburante da 200 euro, introdotto in via straordinaria nel 2022 e riproposto nel 2023, non esiste più come agevolazione autonoma. Nel 2026 i buoni benzina rientrano normalmente nella disciplina dei fringe benefit.

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Bonus carburante: la soglia di esenzione 2025-2027 può arrivare a 2000 euro

Bonus benzina 2026: i limiti

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La Legge di Bilancio 2025 ha stabilito per il triennio 2025-2027 una soglia di esenzione dei fringe benefit pari a 1.000 euro all'anno per la generalità dei lavoratori dipendenti. Il limite sale invece a 2.000 euro per i dipendenti con figli fiscalmente a carico. La stessa disciplina è riportata dall'Agenzia delle Entrate nelle istruzioni fiscali relative alle erogazioni in natura. Entro queste soglie i buoni benzina non concorrono alla formazione del reddito imponibile del dipendente. Questo significa, ad esempio, che un lavoratore può ricevere 800 euro di buoni carburante nell'arco dell'anno senza pagarci le tasse, a condizione che gli altri fringe benefit ricevuti non facciano superare il limite previsto.

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fringe benefit: I LIMITI

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La cosa fondamentale da sapere è che i 1.000 o 2.000 euro non sono un limite riservato esclusivamente al carburante. I buoni benzina si sommano agli altri fringe benefit ricevuti durante l'anno. Nel calcolo possono quindi rientrare altri beni e servizi riconosciuti dall'azienda e, secondo la disciplina prevista per il 2025-2027, anche somme erogate o rimborsate per alcune spese, come le utenze domestiche di acqua, luce e gas, l'affitto dell'abitazione principale e gli interessi sul mutuo relativo alla prima casa. Un dipendente che riceve 800 euro di buoni benzina e altri 150 euro di fringe benefit arriva quindi a 950 euro complessivi e rimane sotto la soglia ordinaria.

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Il bonus carburante si cumula agli altri fringe benefit ricevuti durante l'anno

Cosa succede se si supera IL LIMITE

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La seconda regola fondamentale da conoscere è che i 1.000 o 2.000 euro rappresentano una soglia e non una franchigia. Se un lavoratore soggetto al limite ordinario riceve complessivamente 1.050 euro di fringe benefit, non vengono tassati soltanto i 50 euro eccedenti. Diventa imponibile l'intero importo di 1.050 euro. Lo stesso meccanismo vale per il limite di 2.000 euro. L'Agenzia delle Entrate specifica infatti che, una volta superata la soglia, l'intero ammontare concorre alla determinazione del reddito imponibile e non soltanto la parte eccedente. Per questo è importante considerare tutti i benefit ricevuti durante l'anno e non soltanto il valore dei buoni carburante.

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Il bonus autonomo da 200 euro non esiste più dal 2024

bonus benzina da 200 euro

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Il Bonus Benzina da 200 euro, introdotto nel 2022 dal governo Draghi, non esiste più. Il riferimento ai 200 euro che ancora si trova in alcune guide riguarda una misura temporanea del passato. Nel 2022 era stato introdotto un bonus specifico che permetteva ai datori di lavoro privati di riconoscere fino a 200 euro in buoni carburante ai propri dipendenti senza farli concorrere alla formazione del reddito. Una misura simile era stata prevista anche nel 2023, seppur con regole differenti. Dal 2024 il bonus autonomo da 200 euro non è stato rinnovato. Nel 2026, quindi, il normale buono carburante rientra nel limite generale previsto per i fringe benefit. Tuttavia, non è da escludere che il bonus venga reintrodotto in futuro.

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Chi può ricevere i buoni benzina

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I buoni carburante possono essere riconosciuti dal datore di lavoro ai propri dipendenti. Non si tratta però di un contributo richiesto direttamente dal lavoratore: è l'azienda a decidere se concederli nell'ambito dei benefit previsti per i propri dipendenti. Per usufruire della soglia maggiorata di 2.000 euro, il lavoratore deve invece comunicare al datore di lavoro di avere diritto all'agevolazione prevista per chi ha figli fiscalmente a carico.

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Bonus carburante e rimborso chilometrico seguono regole diverse

Buono benzina O rimborso chilometrico?

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Il buono benzina non va confuso con il rimborso chilometrico riconosciuto per l'utilizzo dell'auto durante una trasferta di lavoro. Il primo è un benefit concesso al dipendente e rientra normalmente nel limite dei fringe benefit. Il secondo riguarda invece gli spostamenti effettuati per ragioni professionali e segue regole fiscali differenti. Per le trasferte effettuate con il proprio veicolo possono essere utilizzati come riferimento i costi chilometrici Aci, rispettando le condizioni e la documentazione previste. Non basta quindi presentare lo scontrino della stazione di servizio per trasformare una normale spesa di carburante in un rimborso chilometrico esentasse.

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