La rinascita di Fagioli, pilastro della Fiorentina: ora punta l'azzurro
Il play di nuovo al centro dopo i pensieri d'addio estivi. Mancini lo valuta e la Coppa Italia è il suo torneo
Il play di nuovo al centro dopo i pensieri d'addio estivi. Mancini lo valuta e la Coppa Italia è il suo torneo
Fabiana Della Valle Giornalista 14 settembre - 10:02 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDalla delusione col Real all’investitura di Mastantuono, stellina arrivata da Madrid: l’estate di Nicolò Fagioli non è stata semplice, tra amichevoli saltate e prestazioni opache di inizio stagione, con in mezzo pensieri negativi che l’hanno spinto anche a valutare l’ipotesi di un addio. Con Fabio Grosso non è mai scoccata la scintilla, il ritorno di Paolo Vanoli invece l’ha rimesso al centro del villaggio viola, con una prestazione di altissimo livello nel primo successo stagionale in Serie A a Venezia. Adesso Nico è pronto a riprendersi la Fiorentina e anche l’azzurro, con gli exit poll che lo danno tra i candidati per la prima lista di convocati di Roberto Mancini. Prima però c’è la Coppa Italia, competizione che Nico ha vinto due volte quando era alla Juventus: domani al Franchi arriverà il Pisa per il derby tutto toscano dei sedicesimi di finale e servirà la lucida regia di Fagioli per andare avanti in un torneo che rappresenta l’unica occasione per vincere un trofeo nell’anno del Centenario.
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—"Fagioli ha fatto una partita incredibile, volevo dare a lui il premio di Mvp": così Franco Mastantuono ha incoronato il compagno di squadra dopo la tripletta servita in Laguna. L’argentino ha segnato, il centrocampista però è stato uomo ovunque, esibendo la miglior versione di sé in questa stagione: difesa e attacco, qualità e sostanza, personalità e visione di gioco. "Vanoli è arrivato super carico e ci ha dato subito delle mazzate nel primo allenamento, ma ce le meritavamo — ha raccontato dopo il 4-2 sul Venezia —. Non stavamo facendo bene, avevamo una squadra slegata, non ci aiutavamo in campo. Puoi avere tutte le qualità che vuoi ma se non sei legato in campo non serve a nulla. Ora testa alla Coppa Italia di martedì". Il sorriso con cui si è presentato in sala stampa racconta molto di quanto abbia influito il cambio di rotta sul suo umore. Fagioli in estate si era sentito messo da parte, l’arrivo di Christ Inao Oulai e soprattutto la convinzione iniziale di Grosso che i due fossero alternativi gli aveva fatto pensare di non essere più al centro del progetto viola. L’idea di un addio estivo lo aveva sfiorato e il malumore aveva accompagnato le esclusioni in alcune amichevoli (su tutte quella col Real a inizio agosto, dove era entrato nel secondo tempo, servendo l’assist per Kean) e anche la panchina alla seconda giornata.
azzurro e coppa italia
—Con Vanoli tutto è cambiato e Fagioli è tornato quello della scorsa stagione, insostituibile e imprescindibile, anche se adesso gioca in un’altra posizione: a Venezia lo abbiamo visto accanto a Cher Ndour, perno centrale di sinistra nel 4-2-3-1 ma solito direttore d’orchestra della sinfonia viola. Suo il lancio preciso e stuzzicante per Pellegrino, la giocata più appariscente ma non l’unica cosa importante dentro una partita piena di idee ma anche di chiusure e coperture. Fagioli adesso sente di nuovo la fiducia e ha ritrovato quella leggerezza che gli era mancata nei primi match. Un giocatore come lui è determinante per la Fiorentina, lo è stato lo scorso anno, quando ha trascinato la Viola verso la salvezza con un ottimo girone di ritorno, e lo è ancora adesso, perché le sue caratteristiche sono difficilmente replicabili. Lo sa bene anche Mancini, che sta valutando di richiamarlo in azzurro oltre due anni dopo l’ultima volta. Prima però c’è la Coppa Italia, l’ultimo trofeo sbaciucchiato in carriera, sempre due anni fa, nel 2024, con la Juventus.
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