Inter, 94 tiri e “solo” 9 gol: Chivu cerca la mira perduta
La Gazzetta dello Sport

Inter, 94 tiri e “solo” 9 gol: Chivu cerca la mira perduta

Lunedì 14 settembre 2026
1 visualizzazione

Contro Monza, Cagliari, Napoli e Real, i nerazzurri hanno creato tantissimo e concretizzato poco. Serve più cinismo di fronte a un Udinese che l'anno scorso vinse a San Siro

Contro Monza, Cagliari, Napoli e Real, i nerazzurri hanno creato tantissimo e concretizzato poco. Serve più cinismo di fronte a un Udinese che l'anno scorso vinse a San Siro

Filippo Conticello Giornalista 14 settembre - 11:24 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Inter baldanzosa, quella che finora non ha lasciato briciole nelle tavole italiane e ha spaventato il grande Real nel suo tempio, ha segnato in tre incroci di campionato le stesse reti dell’anno passato: otto a questo punto del cammino, ma intanto è cambiato il mondo. Nel 2025-26 era partita col singhiozzo, aveva perso sei punti e due partite giusto all’inizio, mentre adesso è a punteggio pieno con tutt’altro vento che soffia alle spalle. Il gol, in fondo, è stato la costante di tutta la stagione scudettata, marchia la squadra di Chivu, la identifica perché l’allenatore romeno può attingere ad opzioni multiple: sfonda con la ThuLa, la creatura mostruosa che ha risvegliato dai mari l’anno passato, ma anche con le punte subalterne come Pio Esposito, senza contare i laser da fuori degli specialisti alla Calha e le incursioni della batteria di mezzali d’assalto e di saltatori specializzati in arrivo dalla difesa. Con questa gamma di opzioni varie, Chivu ha chiuso il campionato con 89 centri complessivi, la possenza di 2,34 a partita: è stato il miglior attacco della Serie A per dispersione, 24 reti di vantaggio sul secondo posizionato in questa particolare classifica. Sarebbe il Como-show di Cesc, che adesso raccoglie col secchiello complimenti in tutta Europa e che, almeno a guardare i numeri freddi e testardi, ha tutt’altra efficienza sottoporta nel 2026-27. Vale lo stesso per la Roma garibaldina del Gasp ed è proprio questa una tendenza di stagione approfondita ad Appiano: l’Inter sarà pure partita sgasando in classifica e arriva al tiro con una certa facilità, ma stavolta attorno a sé ha rivali capaci di segnare quanto lei, anzi persino di più per il momento. Il dettaglio non preoccupa di certo, ma Chivu intende presto riposizionarsi in vetta e con questo spirito guarda ora all’Udinese, squadra fisica e che evoca sinistri ricordi: l’anno passato alla seconda giornata cadde in casa contro i friulani e servirono settimane per spazzare via i dubbi. 

VIDEO: Chivu torna sull’errore di Martinez: poi spiega cosa deve imparare l’Inter

Lo spreco

—  

Se si somma la quaterna nello storico debutto comasco in Champions alle sette reti in tre sfide di campionato, Cesc arriva a 11 centri complessivi, come i giallorossi con cui finora l’Inter ha condiviso la vetta in Serie A: spinta dal turbo di Malen, la Roma mescola le 10 reti realizzate in patria al golletto della speranza di Cristante in Turchia. La somma nerazzurra campionato + trasferta al Bernabeu arriva “solo” a 9: Chivu, per una volta, sta dietro a qualcuno ed è una sensazione a cui si era disabituato. In realtà, una spiegazione per lo strano fenomeno esiste e salta agli occhi di tutti, non solo a quelli degli analyst di Appiano: la squadra ha bombardato senza sfondare abbastanza le linee nemiche. Dopo il debutto ha sprecato più del necessario. Nel dettaglio, ha tirato 94 volte - una vertigine - in quattro partite, 27 delle quali nello specchio della porta. Nel 4-1 iniziale al Monza la percentuale realizzativa è stata intorno a un nobile 30%, poi i nerazzurri hanno avuto bisogno di fatiche supplementari per raccogliere almeno il minimo indispensabile rispetto a quanto seminato. Il conto, in fondo, è impressionante: sono servite 13 conclusioni contro il Monza per racimolare 4 gol in un match solo, poi ecco il diluvio con 31 tiri a Cagliari, 29 con il Napoli e altre 21 al Bernabeu contro il Real Madrid. A voler infierire, l’Inter sciupona si è dilettata tentando un tiro ogni poco meno di 4’ di gioco, ma ha visto la percentuale realizzativa precipitare di colpo: a Cagliari addirittura fino al 3% e in Spagna martedì scorso al 4%. 

Guarda tutte le partite di Serie A Enilive in esclusiva nei locali Sky! Trova il locale più vicino a te.

Fiducia chivu

—  

Quella cifra, 94, non è solo rimpianto, ma anche una buona notizia dalle parti di Appiano. Significa che l’Inter arriva a destinazione, insiste, banchetta: riempie l’area avversaria e riesce a costruire occasioni contro avversari di diverso lignaggio. Il passo successivo è quasi obbligato: sprecare meno, migliorare la lucidità al momento opportuno, cosa che potrebbe accadere quando la condizione della compagnia migliorerà. Se Lautaro ha sbloccato il mirino con la doppietta al Napoli, ed è pronto a riprovarci assieme a Thuram stasera con l’Udinese dopo la pausa del Bernabeu, l’altro capocannoniere della squadra è l’eterno Calhanoglu, regista goleador a segno nelle prime due. Vista dal punto di vista di Chivu, non ci sono particolari motivi di preoccupazione perché la sua squadra arriverà, senza più fermarsi sul più bello. Ieri lo ha ribadito con orgoglio presentando la sfida all’Udinese: "Con il Real abbiamo perso una grande occasione, ma abbiamo una squadra evoluta che sa fare tante cose. Siamo sulla strada giusta per crescere ancora in futuro". Sempre a patto di raddrizzare presto la mira.

Leggi anche Inter, la terza maglia arriva dagli anni '90: torna il grigio con fascia orizzontaleInter, è il momento di Stones! Dimarco a disposizione: le probabili di Inter-Udinese

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo