Juve, analisi di un disastro: perché le cause del gol preso dalla Juve al 93' risalgono a 7 giorni fa
I bianconeri si sono fatti trovare completamente scoperti in occasione del contropiede che ha portato al gol decisivo di Adzic. Ecco cos'è successo tra i bianconeri
I bianconeri si sono fatti trovare completamente scoperti in occasione del contropiede che ha portato al gol decisivo di Adzic. Ecco cos'è successo tra i bianconeri
Fabio Russo Giornalista 14 settembre - 17:23 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google"Tutti all'attacco", era il titolo di un film di non particolare successo diretto da Massimo Ceccherini nel 2005. Lo stesso atteggiamento scriteriato, dall'esito nefasto, lo ha messo in campo la Juve nel finale della partita contro il Sassuolo, finendo per buttare via la doppia rimonta firmata Zhegrova e aprendo una serie di processi sul destino di questa stagione. Ma come mai la squadra di Spalletti ha finito per farsi trovare completamente scoperta all'ultimo minuto, permettendo ad Adzic di andare a segnare in scioltezza il 3-2 finale?
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—Veloce rewind dei fatti: è il 92'40'' quando Douglas Luiz batte una punizione poco oltre la metà campo. Oltre la palla ci sono 8 calciatori bianconeri (tra area e limite) e 10 neroverdi. Il brasiliano tocca corto, Oboavwoduo perde palla e parte un contropiede rapidissimo della squadra di Aquilani, che Adzic non sfrutta. A ripiegare su di lui, infatti, sono in tre: lo stesso 20enne inglese, Douglas Luiz e Sarr. A quel punto, manca un minuto esatto alla fine e la Juve prova un ultimo tentativo offensivo: dopo 15 secondi, Kolo Muani è di nuovo al limite dell'area del Sassuolo, che difende con 7 uomini complessivi, accompagnato da Woltemade, Kalulu e Celik nei sedici metri e da Sarr, Kelly e Zhegrova alle sue spalle. Oboavwoduo, dopo il ripiegamento precedente, è nel guado, con la postura rivolta in avanti. Così, quando Matic strappa il pallone in area al centravanti francese e fa ripartire l'azione del Sassuolo, appoggiandosi a destra su Laurienté, la squadra di Spalletti si trova in inferiorità numerica: dietro sono rimasti soltanto Bremer e Douglas Luiz contro lo stesso francese, Benja Dominguez e l'ex Adzic. A completare il disastro contribuiscono la mollezza dell'intervento del brasiliano sul montenegrino e la qualità tecnica nel destro di quest'ultimo.
juve, i motivi del contropiede subito
—Spalletti si è assunto fin da subito tutte le responsabilità: "Sono stato io che ho stimolato la squadra di andare a vincere questa partita da ultimo, quando eravamo in pari. E forse hanno eseguito troppo alla lettera quello che io gli ho chiesto...", si è quasi rammaricato, salvo poi palesare la perplessità per la gestione dell'azione da parte di Kolo Muani: "Laggiù, al limite dell'area, siamo otto contro sette o no? Se qui siamo due contro tre, là siamo otto contro sette - ha spiegato -. Si può perdere una palla infilandosi in un vicolo cieco in quella maniera lì, invece di farla girare e tirare in porta? Abbiamo quella palla lì, siamo due contro tre, non riusciamo a finire quell'azione, a portarla a termine e perdiamo la partita". La sensazione è che, comunque, tutto nasca dal finale di una settimana prima: nell'ambiente juventino molti avevano rimproverato a Gatti e alla squadra di aver festeggiato eccessivamente il gol dell'1-1 segnato al 92' contro il Milan, invece di recuperare rapidamente la palla e provare a vincere la partita. Anche lo stesso Spalletti, come mostrato dalle telecamere nei giorni successivi, aveva fatto ampi gesti alla squadra di tornare velocemente verso il centro campo, senza esito. L'impressione, insomma, è che sette giorni dopo i bianconeri si siano fatti prendere dalla foga memori proprio di quell'episodio, stavolta prendendo "troppo alla lettera" le richieste dell'allenatore. Buttandosi "tutti all'attacco" e finendo per perdere partita e rimediare una figuraccia.
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