La conversione di De Bruyne: da Pep a Max, ora si diverte anche a giocare per un difensivista
A 35 anni il belga si stato reinventando: meno spettacolare rispetto ai tempi di Guardiola, ma più tuttocampista. Allegri l'ha messo al centro del progetto azzurro
A 35 anni il belga si stato reinventando: meno spettacolare rispetto ai tempi di Guardiola, ma più tuttocampista. Allegri l'ha messo al centro del progetto azzurro
Alessandra Vaccaro 15 settembre - 17:56 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleDe Bruyne come non l’abbiamo mai visto. A trentacinque anni compiuti si riscopre tuttocampista, stacanovista, onnipresente, la vera anima del Napoli di Massimiliano Allegri. La chiesa è tornata al centro del villaggio, dopo un’accurata opera di restyling. Kevin non è più lo stesso in azzurro: diverso sia dalla prima evanescente versione in Serie A, sia dal decennio al Manchester City. Il centrocampista belga, ormai ultratrentenne, reduce da una fastidiosa lesione muscolare, sta proponendo una nuova e sorprendente immagine di sé. Merito di Allegri, che dal primo giorno di ritiro l’ha reso il cuore del progetto, riservandogli le coccole che spettano ai campioni.
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—Kevin non ruba l’occhio come nei migliori anni coi Citizens, ma lavora sottotraccia, si sacrifica, detta i tempi, visualizza la giocata e lascia che le nuove leve la sviluppino. Corre senza sosta, si abbassa sulla linea di difesa, imposta l’azione e l’attimo dopo è già in zona gol, pronto a propiziare il tiro in porta di qualcuno. Si arrabbia Kevin, redarguisce i compagni, anche solo con uno sguardo. Tira le orecchie a Lucca quando è fuori posizione, battibecca con Di Lorenzo, ma poi è il primo ad esultare con l’ultimo arrivato, Favasuli. Ci ha messo un anno a scrollarsi di dosso l’etichetta di miglior centrocampista dell’ultimo decennio, di "miglior giocatore della storia del City", volendo citare l’allenatore che gli ha svoltato la carriera. Con Pep Guardiola, Kevin si è fatto ammirare in tutto il mondo. Ha trasformato il ruolo del centrocampista, diventando, di fatto, un attaccante aggiunto: libero di muoversi sulla trequarti ha spaziato per anni su tutto il fronte d’attacco regalando agli appassionati di calcio azioni che restano impresse negli annali. Memorabili le sue giocate di prima, capace di partire dal binario di destra ed accentrarsi, di aggredire la porta, di decidere in extremis il piede per il tiro, sorprendendo in qualsiasi momento gli avversari. De Bruyne è stata la declinazione sublime della ricerca dello spazio, la teoria che ha reso grande Pep, ma che sarebbe rimasta parzialmente inespressa se non avesse avuto il belga in rosa, in stato di grazia.
allegri e guardiola
—Per non cadere in equivoci, agli albori della seconda stagione in azzurro, Kevin ci ha tenuto a chiudere col passato, dichiarando ai microfoni di Prime nel post partita di Napoli-Arsenal: "Non so cosa vi aspettate da me, sono questo, è questo il vero De Bruyne". Che piace tanto a Massimiliano Allegri. Non deve essere stato semplice per Kdb passare da una media di 600 passaggi a partita in Premier, al più lento fraseggio della Serie A, eppure ha abbracciato la proposta del nuovo allenatore senza battere ciglio. Del resto, il gioco di Allegri è la perfetta antitesi di quello di Guardiola. Il tecnico del Napoli, al centro della bufera sollevata dai cultori del bel gioco, ha trovato una spalla forte su cui contare. Max ha convertito alla soluzione "difesa e contropiede" il più illustre rappresentante del tiki taka. Un’impresa impronosticabile fino a qualche mese fa, considerando le dure parole di Kevin dal Mondiale: "Adattarmi al gioco di Conte è stato complicato perché ha una visione del calcio molto diversa dalla mia. Giocavamo in maniera molto difensiva. All’inizio della stagione giocavamo addirittura molto arretrati". Poco o niente è cambiato tatticamente nel Napoli rispetto alla scorsa stagione, ma è cambiato De Bruyne: ha scoperto di avere l’indole da leader, tecnico e non solo, grazie alla piena fiducia di Max. In fondo, Kevin deve averci preso gusto.
l'obiettivo di max
—Ha celebrato la prima vittoria stagionale al Maradona anche sui social, con un post Instagram: "+3". La didascalia è un chiaro riferimento all’obiettivo dichiarato alla vigilia da Allegri: "Il risultato conta più della prestazione". Peccato che Max abbia disattivato i profili social da anni, altrimenti avrebbe potuto gioire per la conversione completa del belga. La foto pubblicata da Kevin ha sbancato in poche ore, superando i 300 mila like e 10 mila commenti. Per la prima volta i tifosi del City e del Napoli sono apparsi pienamente d’accordo, inviando a Kevin messaggi di stima e di affetto all’unisono. Napoletani in delirio per le ultime prestazioni del belga: "Porta pazienza, lo sappiamo che fa un altro sport rispetto agli altri", "Sei sempre il migliore in campo", "Allenaci a vincere", "Fenomeno, grazie!", "Kevin sei l’unico che può dare luce a questa squadra", "Ti amiamo Kevin, sei un grande leader". Si dice che chi ben inizia è già a metà dell’opera e De Bruyne, quest’anno, ha tutto dalla sua parte: la fiducia dell’ambiente e del suo allenatore valgono tanto.
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