Maratona di New York, la sfida è anche tecnologica: è boom delle super scarpe da oltre 500 euro
La Gazzetta dello Sport

Maratona di New York, la sfida è anche tecnologica: è boom delle super scarpe da oltre 500 euro

Sabato 31 ottobre 2026
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Oltre 60 mila al via nella Grande Mela e intorno si accende la sfida dei materiale soprattutto tra Adidas e Nike. Calzature sempre più leggere e innovative e prezzi da centinaia di euro. Ecco che cosa c'è dietro la corsa ai record 

Oltre 60 mila al via nella Grande Mela e intorno si accende la sfida dei materiale soprattutto tra Adidas e Nike. Calzature sempre più leggere e innovative e prezzi da centinaia di euro. Ecco che cosa c'è dietro la corsa ai record 

Andrea Buongiovanni Giornalista 31 ottobre - 14:57 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Sul palcoscenico più prestigioso, quella della maratona di New York, una sfida nelle sfide: tra le scarpe di nuova generazione. Il confronto tra i brand è sempre più acceso: cadono i record, aumentano i praticanti e, di conseguenza, cresce il business legato alle relative calzature. Domani, tra i cinque distretti della Grande Mela, correranno in oltre 60.000, con l’obiettivo di portare a termine i 42 chilometri più celebri del mondo. Dalla partenza dal Ponte di Verrazzano, all’arrivo in Central Park, scorrerà come sempre una lunga strada fatta di colori e di emozioni. Da coprire passo dopo passo. 

la sfida

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Al vertice, nell’uno contro uno tra Adidas e Nike, i colossi di settore, al momento prevale la casa tedesca. Considerando i vincitori – uomini e donne - delle sei Majors disputate nel 2026 (Tokyo, Boston, Londra, Sydney, Berlino e Chicago, con New York la settima e ultima), Adidas conta otto successi, Nike due. Poi uno a testa per Asics e Under Armour. Non sarà dunque la gara di domani a spostare gli equilibri. La forbice, anzi, visto il cast e il materiale tecnico a disposizione dei favoriti, potrà persino allargarsi. Si prenda la prova maschile: il keniano Benson Kipruto, vincitore uscente, un personale di 2h02’16”, ancora uomo da battere e atleta come tanti alti big allenato dal bresciano Claudio Berardelli e gestito dal manager trentino Gianni Demadonna, veste Adidas dal 2016. Da poco dopo essersi piazzato al secondo posto alla maratona di Atene. Da allora si è imposto anche a Boston 2021 (dove è stata tre volte secondo), Chicago 2022, Tokyo 2024 e ha conquistato il bronzo olimpico a Parigi. 

la risposta

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È probabilmente anche per questo che Adidas, nei giorni scorsi, in riferimento al terzo trimestre dell’anno nel settore Running, ha potuto annunciare un incremento-record del 19% nei propri redditi. Per la soddisfazione, naturalmente, del Ceo, il 61enne norvegese Bjorn Gukden, corridore a sua volta. I dipendenti che lavorano nel settore oggi sono oltre cento: pochi anni fa erano una ventina. Del resto, sono sempre più numerosi gli appassionati che, sulla scia dei campioni più affermati, sono disposti a spendere centinaia di dollari (o di euro o qualsiasi altra valuta) per poter utilizzare l’ultimo modello delle nuove super shoes. Nuove, peraltro, fino a un certo punto, visto che l’introduzione risale ormai a una decina di anni fa. Ma la relativa evoluzione è sempre più dirompente. L’attuale prototipo vincente di Adidas è l’Adizero Adios Pro Eva 3. Cista circa 500 euro. La peculiarità sta nel peso: una numero 42 - con suola al tallone alta 39 millimetri, uno meno del consentito e all’avampiede di 35 - non supera i 97 grammi, il 30% in meno della versione precedente, la Eva 2. Mai ce n’è stata una così leggera. Era ai piedi del keniano Sabastain Sawe quando, il 26 aprile, a Londra, è diventato il primo uomo della storia a infrangere ufficialmente il muro delle due ore (1h59’30”). 

le caratteristiche

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Non è adatta a tutti: lo strato di gomma che calpesta la strada è super sottile. La soletta interna in fibra di carbonio, a forma di “U”, che corre solo lungo il perimetro, è ridotta ai minimi termini. E le schiume utilizzate sono ultraleggere. Per giustificarne l’acquisto - visto che sostanzialmente non sono utilizzabili per più di un paio di volte a seconda del peso dell’atleta e comunque per non oltre 80-160 chilometri - serve un appoggio di avampiede consolidato e una prospettiva cronometrica di un certo tipo, probabilmente non superiore alle tre ore. Nike, sin dai tempi del leggendario Eliud Kipchoge, risponde con le Vaporfly, in tutte le sue continue evoluzioni. Alla fine dello scorso decennio dominava: nelle Majors 2019, con Sydney non ancora parte del gruppo, portò i propri atleti al successo in dieci occasioni su dodici. Ora, nel giro di poche stagioni, con l’impetuosa crescita di Adidas, le gerarchie si sono ribaltate. Fino però alle prossime novità e a risposte imprevedibili. L’azienda statunitense, proprio a New York, lancia le Apex, versione aggiornata della Alphafly 4. Saranno per esempio ai piedi dell’atleta di casa più atteso, Connor Mantz, primatista del continente americano con 2h04’43”. E sul mercato da gennaio, a un costo di corca 380 euro. Se l’azienda, nel suo complesso, vive un periodo difficile e turbolento, non così è per la parte legata al Running. Le crescite, qui, sono costantemente in doppia cifra percentuale. Per non andare lontano: le scarpe col baffo, tre settimane fa, alla maratona di Chicago, erano calzate da sei dei primi dieci uomini e da tre delle prime cinque donne. Ci sono mercati emergenti: soprattutto in Europa, per esempio, quello legato al marchio svizzero di On. Yeman Crippa, l’azzurro domani più atteso, ne è un prestigioso testimonial.

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il business

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Il boom delle maratone, insomma, non si arresta. Da tanti punti di vista, il fenomeno va ben oltre le mode, le supera. New York, che per questa edizione ha ricevuto circa 240.000 richieste di iscrizione, domani punta a migliorare il proprio record del mondo di arrivati. Risale a dodici mesi fa: 59.226. Londra, nel 2027, viste le richieste sempre più crescenti di partecipazione, si dividerà in due: una prova al sabato, una alla domenica, per un totale di circa 100.000 adepti. C’è un’industria che si muove nel dietro le quinte di questi enormi eventi di massa. E quella delle scarpe è a primi posti della lista.

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