Modulo, atteggiamento, scelte e comunicazione: cosa non funziona nella Juve di Spalletti
Il tecnico toscano aveva avuto un grande impatto sulla panchina bianconera, ma a un certo punto sembra essersi fermato in nome della ricerca dell'equilibrio. Dubbi pure sulle scelte degli uomini e sul suo modo di provare a motivare i calciatori
Il tecnico toscano aveva avuto un grande impatto sulla panchina bianconera, ma a un certo punto sembra essersi fermato in nome della ricerca dell'equilibrio. Dubbi pure sulle scelte degli uomini e sul suo modo di provare a motivare i calciatori
C'era una volta una Juve che sembrava essere diventata l'espressione migliore di un calcio moderno e innovativo, capace di aggredire alta, creare occasioni e difendere con efficacia. Adesso, pochi mesi dopo, di quella squadra sembra non essere rimasto niente: la Vecchia Signora sconfitta a Reggio Emilia dal Sassuolo e finita in crisi già dopo 4 giornate di campionato è apparsa una formazione prevedibile, lenta, con una manovra affidata quasi esclusivamente alle giocate dei singoli e, soprattutto, costretta a prendere uno schiaffo per reagire. Una situazione simile a quella che si respirava già nel finale della scorsa stagione, quando il pareggio interno con il Verona (già retrocesso) e la sconfitta con la Fiorentina (già salva) costarono il quarto posto e la qualificazione alla Champions League. E così su Luciano Spalletti iniziano ad aleggiare pesanti ombre.
VIDEO: "Spalletti out", "Povera Juve": le reazioni social a Sassuolo-Juve© RIPRODUZIONE RISERVATA