Occasione Europa League: perché Juve e Milan devono crederci
Qualche insidia inglese per i rossoneri, più complicato il percorso dei bianconeri: ma senza favorite la strada è tutt'altro che in salita
Qualche insidia inglese per i rossoneri, più complicato il percorso dei bianconeri: ma senza favorite la strada è tutt'altro che in salita
Fabio Licari Giornalista 16 settembre (modifica alle 08:29) - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleNon è la Champions, ma Milan e Juventus non sono in condizioni di fare gli snob. È la seconda coppa europea, l’Europa League: erede della gloriosa Coppa Uefa, è stata oscurata da una Champions che accoglie le migliori di ogni campionato, ma resta un torneo che le grandi inseguono. Basta leggere l’albo d’oro recente: Aston Villa, Tottenham, Siviglia, Chelsea, Atletico Madrid, United, per non dire l’Atalanta che nel 2024 ha strapazzato in finale il Leverkusen. L’Italia non vinceva da venticinque anni. Questa può essere di nuovo la stagione giusta.
VIDEO: "Siete tutti uguali": Amorim rimprovera i giornalisti e la sala stampa scoppia a ridereStoria e obiettivi
—Milan e Juve sono quelle con più storia. Le uniche, con il Benfica e il Marsiglia, ad aver vinto anche la Champions. Sono inevitabilmente tra le favorite per nome, valore attuale, giocatori, tecnici. Soprattutto hanno un bisogno disperato di tornare al successo. Il Milan e la Juve hanno segnato anni di coppe con Sacchi, Capello, Lippi, Ancelotti. L’ultima gioia del Milan risale al 2007, la Champions contro il Liverpool. I bianconeri vanno più indietro nel tempo: la Champions di Roma contro l’Ajax ha appena compiuto trent’anni. Questione di prestigio, morale, soldi (una quarantina di milioni non disprezzabili) e anche di qualificazione di diritto alla prossima Champions. Non sarà facile, infatti, arrivare tra le prime quattro in campionato.
possibili vincenti
—Le avversarie? Mancano i top club. Ci sono inglesi, spagnole, tedesche e francesi, ma non City, Bayern e Real Madrid. Neanche medio-alte come Porto, Feyenoord, Bruges. C’è però un gruppo di squadre temibili. Una dozzina circa: Benfica (Portogallo), Real Sociedad e Celta Vigo (Spagna), Leverkusen e Hoffenheim (Germania), Bournemouth, Crystal Palace e Sunderland (Inghilterra), Lione, Rennes e Marsiglia (Francia), Olympiacos (Grecia), Besiktas (Turchia). I campioni dovrebbero uscire da qui e forse ci siamo anche allargati.
le italiane
—Dipenderà anche da Milan e Juve. Ramos, Modric, Rabiot, Maignan, Moreira, Pulisic, Bremer, Yildiz, Kolo Muani, Conceiçao, McKennie, Alajbegovic sono nomi da copertina che gli altri non possono vantare. Però non si sono ancora viste le “squadre”. E noi italiani siamo attesi all’esame del ritmo europeo drammaticamente superiore negli ultimi anni. Certo, non giocarsi fino in fondo un’occasione così sarebbe folle. O l’ultima prova che non siamo più nell’élite.
milan, le avversarie
—Subito il Benfica, poi il Salisburgo quindi il Bournemouth. Fuori casa la partita con più insidie è quella di Atene contro l’Olympiacos che ha sconfitto la Fiorentina (1-0) nella finale di Conference 2024. Alla sesta, invece, l'avversario sarà il Sunderland di Xhaka: sfida non semplice. Meno problematiche le altre gare. Il Salisburgo non è quello dei tempi belli con Haaland, il Ferencvaros e l’Ararat, all’ultima a Milano, devono portare sei punti, e la trasferta a Sofia contro il Levski arriva in uno dei momenti di maggior crisi del calcio bulgaro.
juve, le avversarie
—La Juventus contro il Nec deve partire con una vittoria. Tre punti per affrontare con più tranquillità la seconda giornata a Vigo contro il Celta, non al top della Liga, ancora zero successi in quattro giornate: Leggendo le classifiche dei campionati europei, qualche brivido potrebbe arrivare alla terza giornata contro il Rennes dei miliardari Pinault, oggi sorprendentemente in testa in Ligue 1 grazie anche ai gol di Lepaul: servirà l’aiuto dell’Allianz, come nella quinta, molto più abbordabile, contro l’Omonia Nicosia. Più temibile al quarto turno la trasferta ad Alkmaar contro l’Az, al secondo posto in Olanda: qui gioca Peer Koopmeiners, fratello di Teun. Nel finale, due trasferte abbordabili: la prima a Bucarest, in Romania, perché l’israeliana Hapoel Beer-Sheva gioca sul campo neutro, la seconda a Budapest, Ungheria, contro il Ferencvaros rivale anche del Milan. Chiusura non semplice, ma a Torino, contro la Real Sociedad del campione del mondo Oyarzabal.
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