Dopo una notte in bianco, meglio un sonnellino o un po' di attività fisica?
La Gazzetta dello Sport

Dopo una notte in bianco, meglio un sonnellino o un po' di attività fisica?

Mercoledì 16 settembre 2026
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Secondo uno studio, una breve sessione di attività fisica può aiutare il cervello a riprendersi quasi quanto 90 minuti di sonno

Secondo uno studio, una breve sessione di attività fisica può aiutare il cervello a riprendersi quasi quanto 90 minuti di sonno

Eu.Spa. 16 settembre - 10:13 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Un sonnellino di 90 minuti o 20 minuti di bicicletta? Se il sonno non è stato sufficiente, entrambe le soluzioni sembrano proteggere il cervello con risultati quasi identici. Strano, ma vero: lo ha scoperto uno studio della McGill University (Canada), secondo cui l'attività fisica non sostituisce il riposo, ma può diventare una risorsa quando dormire non è possibile e bisogna continuare a lavorare mantenendo la mente efficiente. 

Allo studio hanno partecipato 54 volontari, tenuti svegli per 30 ore consecutive. Dopo una notte e un giorno senza sonno, alcuni di loro hanno pedalato per 20 minuti a varie intensità, mentre altri hanno potuto fare un sonnellino di 90 minuti. A tutti, subito dopo l'esercizio o il riposo sono state mostrate delle immagini. E tre giorni più tardi è arrivata la verifica: chi aveva fatto attività fisica o dormito ricordava circa il 22 per cento in più rispetto a chi non aveva fatto né l'una né l'altra cosa.Una differenza non da poco, soprattutto se si pensa che sono bastati 20 minuti di bici per ottenere un risultato paragonabile a quello di un'ora e mezza di sonno. 

"La perdita di sonno influisce su quasi ogni aspetto del nostro modo di pensare e funzionare, ma molte persone non possono semplicemente interrompere ciò che stanno facendo e dormire di più", spiega Marc Roig, docente alla School of Physical and Occupational Therapy della McGill University. "I nostri risultati dicono che anche una breve sessione di attività fisica può contribuire a preservare una delle nostre capacità cognitive più importanti". E il vantaggio non sta solo nel sentirsi più svegli subito dopo essersi attivati. Nel test a distanza di tre giorni, si è scoperto che i volontari conservavano meglio le informazioni apprese quando erano ancora pesantemente privati del sonno.

Sonno in palestra

Dormire o allenarsi?

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Sonnellino e allenamento hanno dato risultati quasi sovrapponibili, ma non hanno agito allo stesso modo. Le registrazioni dell'attività cerebrale dicono che il riposo ha permesso al cervello di ricaricarsi, rendendo più semplice acquisire nuove informazioni e conservarle. L'esercizio, invece, lo ha aiutato a utilizzare meglio le risorse ancora disponibili, senza aumentare la sensazione di stanchezza. Da una parte, quindi, il cervello recupera almeno in parte ciò che la veglia prolungata gli ha sottratto; dall'altra riesce a far rendere meglio le energie residue. Una scoperta che può essere utile soprattutto nei lavori in cui la privazione del sonno è frequente e un errore rischia di avere conseguenze serie.  "Un sonnellino non è sempre possibile nel mezzo di un turno di lavoro", osserva Madhura Lotlikar, dottoranda al Dipartimento di Neurologia e Neurochirurgia della McGill University. "L'attività fisica invece è accessibile, poco costosa e facile da mettere in pratica. Per questo rappresenta uno strumento promettente per aiutare le persone a mantenere la mente più lucida quando il sonno è limitato".

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