Apnee ostruttive del sonno: ora c'è una pillola che riduce il rischio
La Gazzetta dello Sport

Apnee ostruttive del sonno: ora c'è una pillola che riduce il rischio

Mercoledì 16 settembre 2026
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Il farmaco sperimentale AD109 ha fatto registrare ottimi risultati nello studio di fase 3: si attende l'approvazione entro il 2027

Il farmaco sperimentale AD109 ha fatto registrare ottimi risultati nello studio di fase 3: si attende l'approvazione entro il 2027

Francesco Palma 16 settembre - 10:13 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Le apnee ostruttive del sonno sono una delle malattie respiratorie più comuni legate al sonno e si verificano quando le vie aeree collassano durante la notte, interrompendo temporaneamente la respirazione. Questo provoca continui risvegli, riduzione dell’ossigenazione del sangue e una sensazione di stanchezza cronica durante il giorno, oltre ad aumentare il rischio cardiovascolare. Oggi il trattamento principale è la CPAP, cioè la ventilazione a pressione positiva continua tramite maschera, ma molti pazienti fanno fatica a tollerarla o finiscono per abbandonarla. Proprio per questo una nuova pillola sperimentale potrebbe rappresentare una svolta importante per prevenire le apnee ostruttive del sonno.

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Apnee del sonno: la pillola che riduce il rischio

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I ricercatori dell’University of Pittsburgh Medical Center hanno testato un farmaco sperimentale chiamato AD109, una compressa da assumere una volta al giorno – la sera – che ha mostrato una significativa riduzione delle apnee ostruttive del sonno. Lo studio di fase 3 è stato pubblicato sull’American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine. Questo farmaco combina due molecole, aroxybutynin e atomoxetine, che agiscono direttamente sui meccanismi neuromuscolari coinvolti nel collasso delle vie respiratorie. In pratica il trattamento aiuta a sostenere la muscolatura della gola durante il sonno, evitando che le vie aeree si chiudano e interrompano il passaggio dell’aria. Nei pazienti che soffrivano di apnea del sonno (alcuni lieve, altri moderata, altri grave) trattati con AD109 è stata osservata una riduzione di circa il 44% dell’indice apnea-ipopnea (il parametro che misura quante interruzioni respiratorie avvengono ogni ora di sonno, ndr) contro il 18% registrato nel gruppo placebo.

I benefici osservati della pillola contro l’apnea del sonno

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I ricercatori hanno osservato anche una riduzione della desaturazione dell’ossigeno e del cosiddetto “hypoxic burden”, cioè il carico di ipossia provocato dalla malattia. Secondo gli autori dello studio oltre il 40% dei pazienti ha migliorato la categoria di gravità della patologia, mentre il 18% ha raggiunto un controllo completo della malattia. “Questi risultati forniscono prove incoraggianti del fatto che intervenire sulla disfunzione neuromuscolare possa tradursi in benefici clinici significativi” ha spiegato il dottor Patrick John Strollo, specialista in medicina del sonno presso l’University of Pittsburgh Medical Center. Come spiegano i ricercatori, il miglioramento è stato osservato in modo costante indipendentemente dalla gravità della malattia o dalle caratteristiche corporee dei pazienti. Per quanto riguarda la sicurezza, gli effetti collaterali più comuni sono stati secchezza della bocca, nausea, insonnia e difficoltà urinarie. Circa il 21% dei partecipanti ha però interrotto il trattamento a causa degli effetti indesiderati. Secondo i ricercatori la disponibilità di una terapia orale potrebbe ampliare enormemente le opzioni terapeutiche per chi oggi non riesce a seguire la CPAP. Il farmaco ha già ricevuto dalla Food and Drug Administration americana la designazione Fast Track e l’azienda Apnimed ha presentato domanda di autorizzazione alla commercializzazione: la decisione della FDA potrebbe arrivare entro il primo trimestre del 2027.

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