Dal tennis, al paragone con Tardelli e la fidanzata nipote di Conti: Pisilli va veloce e mette nel mirino l'Inter
Fidanzato con Anastasia, la nipote del grande Bruno, il 21enne Niccolò studia Scienze Motorie e sogna di diventare giornalista. Ma intanto è ormai un uomo chiave della Roma. Sabato potrebbe giocare dal 1' alle spalle di Dybala e Malen. Tutto su di lui
Fidanzato con Anastasia, la nipote del grande Bruno, il 21enne Niccolò studia Scienze Motorie e sogna di diventare giornalista. Ma intanto è ormai un uomo chiave della Roma. Sabato potrebbe giocare dal 1' alle spalle di Dybala e Malen. Tutto su di lui
Francesco Balzani Collaboratore 16 settembre - 15:18 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google“Sbrigatevi, dategli una sedia”. L’urlo di Malen, che in quel momento era in panchina, si è sentito fino in campo. E ha strappato un sorriso a Niccolò Pisilli che dentro rideva già come un matto. Fuori no, perché subito dopo il tiro imparabile che ha chiuso la gara col Torino il centrocampista romano si è accasciato a terra con i crampi che gli impedivano quasi di parlare e con De Roon pronto ad aiutarlo. Esausto dopo aver percorso 11,9 chilometri, più di tutti come spesso gli capita. Una crescita costante quella del ragazzo timido di Casal Palocco che si ispira a Marchisio, è nato nel giorno di Paolo Rossi e vive spesso a casa Bruno Conti. E che quest’estate ha convinto una volta per tutte Gasperini.
VIDEO: Roma, Gasperini: "Pisilli? Rimane qua"ORA SOGNA LA SFIDA ALL’INTER
—I motivi? Gamba, lavoro sporco e partecipazione offensiva: tutto ciò che Gasp richiede a un mediano che deve essere in grado di svolgere entrambe le fasi con intelligenza e decisione. Il numero 61 è rimasto in panchina solo contro l'Atalanta, subentrando contro Fiorentina e Lecce (oltre che col Fenerbahce in Champions) e giocando dal 1' nell'ultima gara contro il Torino. Sono già 2 i gol segnati dal classe 2004, la zampata del poker contro la viola e il 2-0 finale ai granata lunedì, rete per cui ha esultato con i crampi. Sfinito e distrutto dopo una grande gara di sacrificio, che gli ha comunque permesso di essere decisivo. E che lo proietta tra le possibili sorprese contro l’Inter, magari in un ruolo leggermente più avanzato a ridosso di Dybala e Malen. E pensare che Pisilli non ha nemmeno svolto buona parte della preparazione estiva a causa di una lesione di basso grado al soleo della gamba sinistra. E in mezzo ci si sono messi anche i rumors di mercato, che lo avevano visto nel mirino sia di Como e Porto. Gasp ha subito alzato il muro, “Piso” pure. Il tecnico ha preferito sacrificare El Aynaoui e tenersi stretto il prodotto della Primavera. E per lui ha scomodato l’ennesimo paragone: “Somiglia un po’ a Tardelli anche fisicamente, magari non ha la sua velocità ma ha la stessa capacità di inserirsi”. Mica male.
ANASTASIA E IL GIORNALISMO
—Pisilli in questi mesi non ha solo coronato il sogno di una vita giocando la squadra del cuore, ma ha trovato anche l’amore. Quello di Anastasia Conti, nipote del grande Bruno che ha scovato Pisilli ancora cucciolo e che tre mesi fa ha detto addio alla Roma dopo 53 anni di carriera a Trigoria. Anche per questo Niccolò è spesso ospite di casa Conti dove è ben voluto da tutti, in primis ovviamente da Anastasia. Che con Pisilli ha ritrovato il sorriso dopo una brutta storia di violenza testimoniata anche sui social. Maturo, fuori e dentro il campo, il ragazzo che è cresciuto a Casal Palocco a caccia di autografi di Totti e De Rossi. Qui ancora lo ricordano come un “bambino educato, serio”. Niente tatuaggi, gli studi universitari in Scienze Motorie e il sogno di diventare anche giornalista. Tre le passioni principali, oltre il calcio ovviamente: il mare, le serie tv e il tennis. Niente social, o meglio poco. “Preferisco la lettura. Sto leggendo un libro su come trattare il prossimo”, disse qualche mese fa alla Gazzetta dello Sport. Chissà che un giorno ne scriverà uno.
TRA TENNIS E CALCIO, POI LA ROMA...
—Un progetto da rimandare perché oggi Pisilli si è costruito un’altra carriera che lo ha portato a essere tra i migliori centrocampisti in Serie A. Entrato alla Roma all’età di 8 anni, come documenta una foto di lui bambino con la fascia di capitano, Pisilli viene da una famiglia avvezza allo sport: suo padre Francesco, tifoso juventino, gli ha trasmesso la passione per il tennis, avendo giocato a buoni livelli ed entrando anche in classifica ATP. Oggi è dirigente di banca. La madre invece si chiama Valentina e fa la psicoterapeuta. Niccolò ha anche un fratello maggiore, Mattia. Anche lui gioca a calcio, in Promozione. Romanisti, come quasi tutta la famiglia tranne il papà che è nato juventino ma col tempo ha cambiato idea. Per i figli si fa questo e altro. “Ricordo tre provini a Trigoria, partitelle tra ragazzi selezionati. E l’emozione per la consegna del kit giallorosso. Non mi aspettavo nulla, ma ci tenevo tantissimo visto che sono sempre stato tifoso della Roma. Mia madre me l’ha comunicato nascondendomi la lettera della società sotto la tovaglia mentre eravamo a pranzo…”, dice col sorriso Niccolò. Dalla racchetta Piso passò presto al pallone, per fortuna. I primi calci li dà nella scuola calcio “Helios” ma la Roma ci mette poco a scovare il suo talento. Alberto De Rossi prima di lasciare la panchina, lo ha lanciato in Primavera strappandolo all’under 18 di Scurto, dopo che l’anno precedente aveva anche vinto lo scudetto under 17 (gol decisivo in semifinale). Poi la consacrazione: 20 gol e 10 assist.
MOU E DE ROSSI, DUE SNODI
—Se ne accorge Mourinho che se lo porta in prima squadra e lo fa esordire in Europa League. La prima grande emozione con la maglia dei grandi per Pisilli è stata nella serata del 14 dicembre dove ha realizzato il suo primo gol in maglia giallorossa contro lo Sheriff. L’esultanza con le mani tra i capelli, le lacrime poi l'abbraccio con Mou. La prima immagine di un sogno destinato a diventare lungo, forse a vita. Daniele De Rossi ha raccolto subito il testimone lanciandolo dal primo minuto contro la Juventus. Da quel momento in poi è stata un’escalation che ha conosciuto però anche il suo momento di “crisi”. La scorsa stagione, infatti, Gasperini lo ha impiegato pochissimo nel girone d’andata: solo 70 minuti nelle prime 18 partite. Tanto che qualcuno gli suggerì di prendere la strada di Genova, dove lo avrebbe accolto proprio De Rossi. Almeno in prestito. Anche in quel caso Gasperini alzò il muro. Perché in Pisilli aveva visto altro e il tempo gli avrebbe dato ragione. Nel girone di ritorno 2 gol e 4 assist in 15 partite. Oggi un ruolo centrale in una macchina perfetta.
PRONTO PER L’AZZURRO
—Lo sa bene Roberto Mancini che ha già inserito Pisilli in quella lista di riscatto per una Nazionale a caccia di giovani promettenti. Nella Roma, oltre a Niccolò, ci sono Lulli e Ghilardi. Niccolò però è un passo avanti soprattutto dopo quanto fatto vedere in under 21: 19 presenze e 4 gol. Ma il successo non l’ha cambiato: gli amici di sempre, quella timidezza che sa tanto di buona educazione, una famiglia presente e un’idea per il futuro piuttosto chiara. “Come mi vedo tra dieci anni? Spero felice, un giocatore migliore, con qualche trofeo magari. E soprattutto spero di restare una persona umile, buona, che si comporta bene con gli altri”. Capito il segreto?
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