Linea alta e costruzione variabile: così l'Inter è una macchina da gol
I nerazzurri hanno il miglior attacco del campionato e sono ai vertici di quasi tutte le statistiche offensive. Dentro il segreto della squadra di Chivu
I nerazzurri hanno il miglior attacco del campionato e sono ai vertici di quasi tutte le statistiche offensive. Dentro il segreto della squadra di Chivu
Francesco Pietrella Giornalista 16 settembre - 18:12 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl motore di un’auto che produce gol e occasioni ha dozzine di ingranaggi. L’Inter di Chivu sta creando più dell’anno scorso e lo sta mostrando a tutta la Serie A. I crudi numeri, spesso manifesto di un’idea, sono lì a testimoniarlo.
VIDEO: Stones, Akanji o Bremer: chi è il difensore più forte della Serie A?come segna l'inter
—Fin qui i nerazzurri sono al vertice di quasi tutte le statistiche offensive: hanno il miglior attacco del campionato con 13 gol – l’anno scorso hanno chiuso la stagione con 119 reti in 54 partite, di cui 89 in Serie A -, e sono la squadra che ha confezionato più tiri in porta, 93. Questo perché dietro una “semplice” conclusione c’è una varietà di modi e soluzioni in cui si arriva a pungere. Prendiamo l’ultima partita contro l’Udinese vinta 5-3.
La linea contro l'Udinese, dopo il 2-2. Costruzione a 2+3 con quattro uomini in linea in avanti, più un filo staccato Barella Al Bernabeu, contro il Real. Linea a quattro davanti, con esterni e punte Col Monza, discorso simile. Baricentro altissimo in fase di costruzionebaricentro alto, sempre
—L’aspetto più importante è legato al baricentro alto. A Chivu, com’è noto, ama tenere la linea alta. L’Inter palleggia oltre la metà campo e attacca con tutti gli effetti, soprattutto le fasce, creando una sorta di costruzione a due o a tre e con cinque giocatori offensivi in linea. Lo si può vedere dal grafico. Minuto 44’, Zielinski e Stones in costruzione, poi linea a tre con Akanji e Bastoni poco più alti e infine tutti gli effettivi lì davanti: Diouf e Dimarco alti, Barella in mezzo, Thuram e Pio come punte, con Mkhitaryan a fare da cerniera. Questa soluzione, ovvero una folta linea offensiva lì davanti, è un must del gioco interista. Contro il Real – partita chiusa con 21 conclusioni verso la porta di Courtois – l’Inter ha avuto un baricentro alto e ha costruito soprattutto lungo le fasce. La profondità della rosa è una conseguenza: sono andati in gol nove giocatori diversi. Cinque di questi sono già a quota due reti (14 reti totali tra Serie A e Champions). Solo il Bayern Monaco supera la banda Chivu con 10 marcatori differenti. Dietro ci sono Arsenal, City, Psg, Chelsea...
Le posizioni medie viste contro l'Udinese. Getty
numeri offensivi al vertice
—L’Inter è una delle regina delle statistiche offensive: è prima per tocchi in area di rigore avversaria (193), seconda per cross totali dopo la Roma (75), terza per calci d’angolo dopo Juventus e Como, prima per gol attesi (11,6), prima per media di conclusioni a partita (8), prima per media di passaggi riusciti a partita (582) e per grandi occasioni mancate (14). Tornando ai cross, resta la squadra con la media più alta di traversoni a segno, senza contare il possesso palla medio più alto di tutti (66% in quattro partite, non male). Se analizziamo la precisione dei tiri in porta, poi, notiamo che l’Inter è al vertice anche qui, con una media del 46,7% di conclusioni finite nello specchio. La maggior parte dei tiri arrivano logicamente dalla fascia sinistra – 42 contro 33 -, mentre coi passaggi chiave è un testa a testa contro la Roma, 46 a 45. L’indole offensiva dell’Inter ha una logica precisa.
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