Milan, allarme nove: Gonçalo Ramos non decolla, resta a secco e adesso è un caso
Nemmeno l’aria d’Europa risveglia il portoghese. Per l’ex Psg terza partita di fila senza tiri in porta
Nemmeno l’aria d’Europa risveglia il portoghese. Per l’ex Psg terza partita di fila senza tiri in porta
Marco Guidi Giornalista 17 settembre - 00:00 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleAlla vigilia, in omaggio al suo passato al Benfica, aveva annunciato che in caso di gol non avrebbe esultato. Per Gonçalo Ramos, però, il problema di passare dalle parole ai fatti non è andato nemmeno vicino a porsi. Il centravanti del Milan, tenuto in campo da Ruben Amorim per tutti i 90’, ha chiuso la terza partita consecutiva senza mai centrare la porta avversaria. Mira sballata? La questione pare decisamente un’altra. Il portoghese fatica tremendamente anche solo a farsi vedere in zona gol. Appena quattro palloni toccati in area avversaria (per dire, Adrien Rabiot – che attaccante non è - ne ha messi assieme sei entrando nella ripresa…), tre conclusioni fuori dallo specchio (due di testa), addirittura 16 contrasti (quanto un difensore come Pavlovic). Le statistiche di Ramos non sembrano quelle di un bomber pagato oltre 70 milioni di euro più bonus in estate. E il nervosismo per la penuria di occasioni finisce per penalizzare Gonçalo pure lontano dai sedici metri: ieri ben 16 palle perse, più di tutti. Dato non da lui, che nella gestione del pallone è sempre stato una garanzia, perfino nelle serate più complicate.
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—La terza gara di fila senza tiri in porta - la quarta in cinque partite restando all’asciutto di gol – non potrà che alimentare le critiche. Per il prezzo sborsato al Psg, le aspettative dei tifosi e quella voglia matta di rompere la maledizione del numero 9, che nel San Siro rossonero aleggia sempre come uno spettro nascosto. Eppure, pretendere che Ramos risolvi il problema da solo potrebbe essere ingiusto, oltre che esagerato. Come ha sottolineato nel recente passato Amorim, è tutto il Milan a dover crescere per accompagnare al meglio il suo centravanti, spesso troppo isolato o costretto ad abbassarsi per entrare nel vivo del gioco. Un tema è poi quello della sterilità nei primi tempi: in cinque partite ufficiali, il Diavolo non è mai riuscito a segnare prima dell’intervallo. Chiaro segnale delle difficoltà offensive quando la gara deve ancora salire di tono, che si riflettono gioco forza sullo stesso Ramos.
modello ibra
—Una mano a Gonçalo, poi, potrebbe arrivare da uno dei suoi idoli, come confessato nell’intervista concessa ai canali della Uefa. "Una delle mie più grandi fonti d’ispirazione è Zlatan Ibrahimovic. Mi è sempre piaciuto e ho cercato di riprodurre alcuni dei suoi gesti in campo. È un modello per me e il fatto che abbia giocato nel Milan lo rende ancora più speciale". Ecco, Ibra è tornato a Milanello in settimana e di sicuro due parole con Ramos le avrà già scambiate. Chissà che non sia il caso di dispensare altri suggerimenti all’erede nelle prossime settimane, nonostante lo svedese non sia un dipendente del club, ma un partner di RedBird.
Male la prima
—Non solo Ramos, però. Tutto l’attacco del Milan è andato in bianco per la prima volta in stagione. Non ha convinto Omari Hutchinson, all’esordio da titolare in maglia rossonera: dopo una partenza promettente, l’ex Nottingham Forest si è spento in fretta, fino al cambio all’intervallo con Pulisic, che stavolta non è riuscito a dare la spinta alla rimonta, come invece era successo contro la Lazio. Così come pochino è arrivato da Cisse e dallo stesso Saelemaekers, che nel dopo partita si è presentato ai microfoni di Sky. "Non abbiamo scuse", il commento laconico del belga. Forse la sintesi più azzeccata di tutte.
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