"Fabio ha un occhio super, Giovanni è una spugna": Paratici e Manna raccontati da chi ci ha lavorato insieme
Filippo Fusco ha lavorato al progetto della Juve Under 23 insieme agli uomini mercato di Fiorentina e Napoli: "Entrambi sono competenti e scrupolosi. Ma le partite appartengono ad allenatori e giocatori..."
Filippo Fusco ha lavorato al progetto della Juve Under 23 insieme agli uomini mercato di Fiorentina e Napoli: "Entrambi sono competenti e scrupolosi. Ma le partite appartengono ad allenatori e giocatori..."
Antonio Giordano Collaboratore 16 settembre (modifica il 17 settembre | 07:18) - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleChe giorni, quei giorni ("soprattutto quelle notti, perché Fabio telefonava pure alle due...") in cui, gettandosi in un orizzonte ancora indefinito, la Juventus scelse di anticiparsi il futuro: estate 2018, nasce l’Under 23, la cosiddetta seconda squadra di Madame, su idea di Paratici, che cinque mesi dopo, chiama Filippo Fusco come responsabile e poi, a dodici mesi di distanza, colloca Giovanni Manna all’Under 19. È un tempo nuovo del calcio italiano, una finestra spalancata per provare a catturare aria fresca; e domenica a mezzogiorno e trenta - e dunque farà caldo - dietro al tavolo, Fiorentina-Napoli se la giocheranno anche Paratici e Manna, i due diesse ex bianconeri, che Filippo Fusco può raccontare rivivendo quegli anni.
VIDEO: Paratici risponde al giornalista: "La tua è una domanda di calcio?"LA FORZA DELLE IDEE
—Filippo Fusco ha già un passato, in quell’epoca, la B vinta a Napoli nel 2000 e poi a Verona, l’esperienza di Bologna, ma quando Paratici chiama e gli affida la responsabilità di quell’area così ampia, non ha dubbi. "Colsi il senso della novità progettuale, qualcosa mai esistita. Mi piacque e, dopo un po’, ad allenare quei ragazzi venne Fabio Pecchia, che aveva vinto in B com me a Verona. Paratici vide lungo, in un club di suo già visionario, perché c’erano Vinovo e la Continassa, la squadra femminile e una classe dirigente proiettata oltre da Andrea Agnelli. Con Paratici c’era Cherubini, nella zona di mia competenza c’erano invece Claudio Chiellini, Ottolini, Pessotto, Tognozzi, Ursino e poi si aggiunse Manna. Risultati ne sono stati conseguiti, in tutto questo periodo".
partita doppia
—Paratici era il vertice della piramide, detto con simpatia, d’una società che si era appena separata da Marotta e che quindi guidava con responsabilità gigantesche. "Ha sempre avuto il fiuto per i talenti, Fabio è un malato di calcio, osservatore scrupoloso, uno che ha occhio". E Manna arrivò da Lugano, per cominciare ad introdursi a livelli alti, la prima tappa di una carriera sviluppatasi in fretta. "Se vinci uno scudetto a Napoli, vuol dire che hai saputo metterci del tuo". Filippo Fusco ha lasciato da un po’ il Cesena, ha scelto di starsene momentaneamente a guardare il mondo che gli appartiene da spettatore, e Fiorentina-Napoli è una partita che ovviamente vedrà. "Ma che non giocheranno i manager. Le partite appartengono agli allenatori e ai calciatori, dei direttori sportivi ci sono però le tracce del lavoro fatto nei mesi o anche negli anni precedenti".
allo specchio
—Paratici è un divoratore seriale di partite, uomo dalla personalità con cui Fusco ha avuto modo di confrontarsi ripetutamente, visti i ruoli, pure aspramente. "Squillava il cellulare nelle ore più impensabili. Gli veniva una tentazione e te la proponeva. Ci sono stati anche contrasti veri, per il bene del club ovviamente, perché capitava di avere vedute diverse. Però è un genio". Che, ovviamente, ha i suoi difetti, racchiusi in quella che solitamente rappresenta l’altra faccia della medaglia. "Il genio è anche sregolatezza e a Fabio, che sa assumersi le responsabilità del ruolo a volte esagerando, è successo di venirne travolto". Manna è stato con Fusco compagno di cene interminabili, di chiacchierate oceaniche, in un rapporto tra fratello maggiore e minore che ha aiutato a condividere quell’epoca. "Giovanni ha una voglia bulimica di imparare. E un’ambizione che non nasconde. È stato bravo alla sua prima esperienza da diesse a riuscire ad arrivare al titolo". E però nessuno è perfetto e Manna, che ora abita a pochi chilometri da casa Fusco, qualcosa dovrà pur pagare per quelle sere da un ristorante all’altro. "Adesso per rifarsi mi deve almeno una cena, a distanza di anni gli tocca". Il tavolo è imbandito: Fiorentina-Napoli può cominciare.
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