Dodici quadri per un secolo di motori
Dalla Vespa Faro Basso che nel 2026 compie 80 anni alle supercar ibride di oggi: dodici dipinti a olio della salentina Tiziana Carcagni diventano una linea del tempo tra strada e competizioni. Icone del dopoguerra, Frecce d’Argento, record a Monza, Le Mans e Formula 1, fino ai rally nel deserto e al ritorno delle café racer. Ogni quadro parte dal veicolo e ne ricostruisce un’epoca attraverso tagli ravvicinati, luce e dettagli. Rigorosamente olio su tela
Dalla Vespa Faro Basso che nel 2026 compie 80 anni alle supercar ibride di oggi: dodici dipinti a olio della salentina Tiziana Carcagni diventano una linea del tempo tra strada e competizioni. Icone del dopoguerra, Frecce d’Argento, record a Monza, Le Mans e Formula 1, fino ai rally nel deserto e al ritorno delle café racer. Ogni quadro parte dal veicolo e ne ricostruisce un’epoca attraverso tagli ravvicinati, luce e dettagli. Rigorosamente olio su tela
C’è un modo diverso dal solito per attraversare quasi un secolo di meccanica senza fare l’elenco dei modelli: osservare come sono catturati non da un obiettivo, ma interpretati attraverso pennelli e colori a olio. Nei dipinti di Tiziana Carcagni i vari veicoli non sono un pretesto decorativo, rappresentano un soggetto storico, un frammento di epoca. Lontana o vicina. A volte l’immagine nasce da una fotografia (anche firmata: come quelle di Allan Rosenberg, Franco Varisco o Gigi Soldano), altre volte è una composizione che unisce riferimenti diversi. Ma il criterio resta coerente, perché il quadro inquadra un dettaglio, taglia il superfluo, mette a fuoco una linea o uno sguardo, suggerisce un’atmosfera e spesso rimanda a una vicenda precisa, che può essere un record, un Gran Premio, un rally nel deserto, un’idea di stile. Tiziana Carcagni si è avvicinata alla pittura con una formazione classica (liceo artistico e Accademia di Belle Arti) a Lecce. Dal Salento si è trasferita in Lombardia e qui, dopo una fase di sperimentazione tecnica, decide di concentrarsi sui veicoli a motore, con un’attenzione particolare per quelli del passato. La scintilla, racconta, nasce davanti alle carrozzerie tirate a lucido del Concorso di eleganza di Villa d’Este, dove riconosce forme e proporzioni che non passano di moda, che incarnano i classici canoni della bellezza. Da lì la ricerca di ispirazione diventa itinerante, concorsi di eleganza internazionali da Windsor a Sankt Moritz, passando per Pebble Beach, eventi e rievocazioni, paddock e raduni dove l’auto e la moto sono ancora cultura materiale, non solo oggetto da museo.
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