Figc, si accende il duello Malagò-Galliani: resa dei conti in Serie A, pressing sui club indecisi
Oggi è prevista una riunione tra 14 società che potrebbe spostare gli equilibri
Oggi è prevista una riunione tra 14 società che potrebbe spostare gli equilibri
Elisabetta Esposito Giornalista 27 ottobre (modifica alle 07:41) - ROMA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleSono ore di trattative intense, telefonate fiume e grandi manovre all’interno della Serie A. Il tema da venerdì scorso è sempre lo stesso: confermare il formale sostegno a Giovanni Malagò così come accaduto a giugno o candidare alla presidenza Figc (elezioni in programma il 14 dicembre) Adriano Galliani? Il tempo stringe, tra una settimana e un giorno, il 4 novembre, scadranno i termini per presentare le candidature. E la situazione è ancora molto poco chiara. L’attuale commissario della Federcalcio ha sicuramente l’appoggio di Napoli, Roma, Bologna e Monza; il senatore di Forza Italia può contare su Inter, Atalanta, Como e Sassuolo. E abbiamo voluto limitarci alle certezze, perché - come sempre avviene in queste circostanze - le due campane suonano melodie diverse. Quel che è certo è che al momento nessuno dei due “schieramenti” è troppo vicino alla maggioranza (servono 11 firme per accreditare qualcuno alla corsa presidenziale), visto che le indecise restano diverse.
VIDEO: Malagò: "Galliani? Curioso che la Serie A stia valutando alcune alternative"L’incontro Molte si incontreranno (anzi si vedranno, dato che ci si collegherà da remoto) questa mattina in una riunione informale che coinvolgerà 14 società, in pratica tutte tranne Inter, Milan, Juventus, Roma, Napoli e Lazio. Il partito dei “gallianisti” avrà i suoi rappresentanti di rilievo che cercheranno di portare avanti la tesi che a loro dire giustifica questa improvvisa virata, ovvero un malcontento di alcuni club e di certe componenti federali soprattutto rispetto a diverse decisioni che Malagò ha preso in totale autonomia e senza coinvolgere chi lo aveva sostenuto nella prima elezione: da Mancini ct a Bianchedi capodelegazione, fino a Signori all’Under 20, oltre all’annosa questione “segretario generale” che in realtà riguarda più le componenti tecniche, ma certe società ne hanno fatto una questione di principio. Di certo si faranno sentire anche i sostenitori di Malagò, che daranno semplicemente seguito alla posizione che la Lega Serie A aveva esternato fino a pochi giorni fa ("Malagò il nostro candidato? Io credo che la cosa non sia in discussione", aveva detto il presidente Simonelli il 14 ottobre): dare continuità al lavoro dell’ex presidente Coni, eletto a giugno con quasi il 70% dei voti e che anche dopo il commissariamento per il caso tesseramento ha proseguito le sue attività, tanto da aver già tenuto una riunione (necessariamente informale) con i membri del decaduto Consiglio federale, prevedendone un’altra per il 26 novembre. I “malagoiani” sicuramente sottolineeranno anche i risultati positivi delle Nazionali, a partire da quella maggiore, e gli accordi commerciali migliorativi già firmati o prossimi alla firma. Orientamenti Oggi dunque gli scenari potrebbero cambiare e si definisca così almeno in parte l’orientamento di questa A divisa. È anche possibile che né Malagò né Galliani alla fine arrivino a undici firme e che la Serie A non esprima un suo candidato, visto che non c’è alcun obbligo formale. Ma è difficile, perché eleggere qualcuno che sia espressione della propria categoria è un’opportunità che i club non vorrebbero perdere. Non dimentichiamo poi che le componenti che il 14 dicembre voteranno sono sei e ognuna sta facendo i propri ragionamenti. Ieri ci sono stati i direttivi delle Associazioni di allenatori e calciatori. Nessuna posizione ufficiale, restano entrambe in attesa della decisione della Lega Serie A a cui ultimamente si sono sempre accodate con il loro 30% di voti. Ma anche qui, non c’è alcun obbligo formale.
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