I volti del basket italiano in Nba: Gallinari e Bargnani ospiti del Festival dello Sport
Appuntamenti con l'ex Raptors sabato 3 ottobre, mentre l'ex Knicks sarà presente domenica 4 ottobre. E non finisce qui: ci sarà anche l'Armani Milano
Appuntamenti con l'ex Raptors sabato 3 ottobre, mentre l'ex Knicks sarà presente domenica 4 ottobre. E non finisce qui: ci sarà anche l'Armani Milano
Dal nostro corrispondente Davide Chinellato 17 settembre - 08:20 - LONDRA Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleSono 1327 partite Nba, spalmate in 24 stagioni complessive. Andrea Bargnani e Danilo Gallinari sono stati, con Marco Belinelli, i simboli oltre oceano dell’Italia a canestro. Hanno contribuito ad abbattere lo stereotipo verso i giocatori europei, aiutato a far capire che non serviva venire dall’Indiana o Los Angeles per essere prima scelta assoluta al Draft o il simbolo di una franchigia. E anche adesso che hanno smesso di fare canestro sono pronti a dare una mano a far crescere il basket. Come, lo racconteranno tra sabato 3 e domenica 4 ottobre al Festival dello Sport.
gallo
—Gallinari sul palco del Festival ci salirà domenica, accolto da un’intervistatrice d’eccezione: la moglie Eleonora Boi, una delle conduttrici dell’edizione 2026. Insieme, ripercorreranno il viaggio di Danilo sotto canestro, in quel mondo del basket che ha nel Dna grazie ai successi di papà Vittorio e che l’ha portato a diventare, nel 2008, la sesta chiamata assoluta al Draft. Dopo due stagioni e mezzo ai Knicks, Gallinari è finito a Denver, dove si è trasformato in uno dei simboli dei Nuggets, riuscendo anche a tornare ad altissimi livelli dopo un grave infortunio. La stagione numericamente migliore per l’oggi 38enne è stata il 2018-19, chiuso coi Los Angeles Clippers a 19,8 punti e 6,1 rimbalzi di media, anche se la sua cavalcata più lunga nella postseason resta quella con gli Atlanta Hawks 2020-21, accompagnati fino in finale di conference. Gallinari ha lasciato l’Nba nel 2024, dopo 16 anni compresi i due che ha perso per infortunio. Ha chiuso col basket un anno fa, giocando l’ultima partita della carriera con la maglia numero 8 della Nazionale, con cui nel 2021 aveva giocato le Olimpiadi. Con Eleonora e i loro tre figli, Gallo oggi vive a Miami, ma sta lavorando con Gerry Cardinale al progetto Nba Europe del fondo RedBird, pronto a passare da dietro la scrivania l’esperienza accumulata in una carriera speciale. Da campione, da simbolo di quel basket italiano a cui, come Bargnani, ora è pronto a restituire qualcosa.
VIDEO: Una giornata a Miami con Gallinari: esce con la maglia del Milan e collabora... con RedBird!mago
—Vent’anni fa esatti, Bargnani è il primo giocatore nato in Europa scelto alla numero 1 al Draft Nba. Lo chiamavano «Il Mago» per quello che faceva in campo con la Benetton Treviso. In quel 2006, i Toronto Raptors sotto la guida di Maurizio Gherardini scelsero quello che era appena stato nominato miglior giovane dell’Eurolega. Il Draft da prima scelta è stata la porta d’ingresso nel basket più bello del mondo per Bargnani: Toronto, città cosmopolita, lo ha accolto con curiosità e speranza e il Mago si è cucito quella maglia numero 7 dei Raptors addosso, crescendo fino ai 21,4 punti di media del 2010-11, una stagione quasi da All Star. Resta quella l’annata migliore di un giocatore che sarebbe perfetto per l’Nba di oggi . Ha giocato per 10 anni, rallentato dagli infortuni prima di salutare nel 2016, dopo 550 partite anche con New York e Brooklyn. Dopo una pausa lo scorso anno è tornato a dedicarsi al basket, come Executive Advisor della Lba: lavora accanto proprio al presidente Gherardini su un fronte trasversale, soprattutto sulla Lega come azienda: commerciale, marketing, branding, comunicazione, intrattenimento e rapporto con i club. È diventato anche un volto di Basketball & Conversations, format in cui incontra proprietari e dirigenti per capire come creare valore nel movimento. Come sta aiutando il basket italiano lo spiegherà sul palco sabato 3 ottobre.
olimpia
—Il grande basket al Festival non è solo Nba. Domenica 4 ottobre salirà sul palco l’Armani Milano, che con coach Poeta, Stefano Tonut e Giampaolo Ricci celebrerà il primo, storico Triplete della sua storia, i trionfi in Coppa Italia, campionato e Supercoppa con cui ha reso indimenticabile il suo 2026.
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