Difesa bucata, attacco che non segna: il Benfica ha messo a nudo i limiti del Milan
I problemi emersi già nelle precedenti occasioni al debutto in Europa si sono fatto giganti. Si può anche rischiare, ma davanti bisognerebbe combinare qualcosa...
I problemi emersi già nelle precedenti occasioni al debutto in Europa si sono fatto giganti. Si può anche rischiare, ma davanti bisognerebbe combinare qualcosa...
Marco Pasotto Giornalista 17 settembre (modifica alle 08:57) - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleIl concetto è chiaro, la filosofia nota: il Milan di Ruben Amorim è stato concepito per collocarsi agli antipodi del cortomusismo. Se il tecnico portoghese prima di ogni partita potesse scegliere, preferirebbe di gran lunga un 4-3 a un 1-0. Il problema è che - quando si gioca a viso aperto e con un atteggiamento dichiaratamente offensivo - per fare un gol più dell’avversario servono quelle qualità di cui l’allenatore parla fin da luglio e che sino a questo momento si sono viste soltanto con Torino e, parzialmente, col Venezia. Dominazione, intensità, pressione, raddoppi: diventa tutto una scatola vuota quando le componenti mancano. Con un aggravio pesante: l’incapacità di generare una fase offensiva importante (o peggio: tentare di attuarla maldestramente) porta ad esporsi ai rischi. E qui magari ci sarà qualcuno che sta iniziando a rimpiangere Allegri: a parte l’ultimo mese catastrofico, il Milan della scorsa stagione non faceva stropicciare gli occhi in attacco, ma garantiva sicurezza in difesa.
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—Ora come ora, in questo Milan non c’è nulla. Non c’è una fase offensiva convincente e dietro è come stare su una highway americana: corsie larghe per inserirsi, spazi enormi. Sarebbe meglio un’autostrada italiana con i lavori in corso: attenzione, restringimento carreggiata, si passa uno alla volta. Il Benfica ha messo a nudo tutti i limiti della fase difensiva rossonera, emersi peraltro già nelle precedenti occasioni. Difficile, nel ripercorrere i gol subiti sin qui, trovarne uno arrivato soltanto per meriti altrui. Quelli di stavolta, poi, sono stati particolarmente imbarazzanti perché hanno evidenziato una mollezza preoccupante da parte di tutti i giocatori coinvolti. In occasione della prima rete Kaminski è scattato a sinistra infilandosi tra Chukwueze e Terracciano e convergendo verso il centro del campo con una facilità disarmante. Lo scarico, preciso, su Lukebakio è stato l’ovvia conseguenza e qui è andato in scena il secondo tempo del film horror: l’esterno dei rossi ha portato palla in orizzontale inseguito pigramente da Bartesaghi e quando ha trovato il varco ha avuto il tempo di prendere la mira per infilarla nell’angolino senza che Jashari accorciasse di mezzo passo.
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—Il secondo gol somiglia alle esercitazioni che si fanno in settimana sulle palle inattive: quando la difesa è schierata e attende di essere attaccata. Solo che qui la palla era in gioco (e soprattutto era ancora una partita rimediabile). El Karouani invece ha avuto il tempo di osservare il piazzamento di Kaminski e servirlo basso. Palla soltanto da spingere dentro perché la linea difensiva rossonera, mentre gli avversari si muovevano, è rimasta immobile. Ognuno sulle proprie zolle, in particolar modo Gila e De Winter. Gli errori di attenzione dei singoli dunque si sommano a quelli di reparto, che si sommano a loro volta con quelli dell’intera fase difensiva. Il Diavolo ha incassato sei gol nelle prime cinque uscite stagionali, riuscendo a non subirne in una sola occasione (Venezia). Per come concepisce il calcio Amorim, è un dato che in sé non rappresenta un problema particolare: lo diventa però nel momento in cui mancano i propri.
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