Bormolini, l'asso dello snowboard gioca in casa e nel nome di Vittoria
La Gazzetta dello Sport

Bormolini, l'asso dello snowboard gioca in casa e nel nome di Vittoria

Domenica 8 febbraio 2026
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In gara nel gigante parallelo, Maurizio corre nella sua Livigno e la figlia appena nata porta buoni auspici: "Neve stupenda, e la spinta del pubblico può fare la differenza"

In gara nel gigante parallelo, Maurizio corre nella sua Livigno e la figlia appena nata porta buoni auspici: "Neve stupenda, e la spinta del pubblico può fare la differenza"

Giulia Toninelli Giornalista 8 febbraio - 12:31 - MILANO

Maurizio Bormolini ha un’arma in più. Conosce Livigno, il teatro dello spettacolo che lo vedrà protagonista del gigante parallelo ai Giochi di Milano Cortina, come nessun altro. Perché lui a Livigno è nato e cresciuto ed è sulla neve della Valtellina che si è mosso per la prima volta su una tavola da snowboard, scoprendo una passione che sarebbe diventata il motore di tutta la sua vita. “C’è chi sogna per l’intera carriera di disputare un’Olimpiade nel proprio paese – ha raccontato il trentunenne al via di questa edizione dei Giochi invernali – e io invece ho addirittura la possibilità di gareggiare proprio dove sono nato”. Un privilegio sportivo che rende ancora più magico questo momento della carriera di Bormolini, arrivato al suo esordio olimpico proprio quest’anno dopo aver dovuto rinunciare all’ultima manifestazione: nel 2022 infatti Maurizio era stato costretto a saltare i Giochi di Pechino a causa di un importante infortunio al ginocchio dell’estate precedente non recuperato in tempo per presentarsi in modo competitivo al debutto olimpico. Lo scorso anno però l’azzurro è riuscito a dimostrare con continuità il proprio valore sulla tavola, raggiungendo i risultati sperati con otto podi individuali sul massimo circuito internazionale e la vittoria, in un colpo solo, sia la Coppa del Mondo generale 2025 sia quella di slalom gigante parallelo 2025. A marzo dello stesso anno ha inoltre conquistato il successo mondiale a Engadina nello slalom parallelo a squadre insieme ad Elisa Caffont. A un palmarès di questo calibro per Bormolini ora manca solo aggiungere una medaglia olimpica, un obiettivo che tenterà di agganciare sulle piste familiari della sua Livigno, prima nella qualificazione e poi – in caso di successo – nella finale del gigante parallelo: “La neve qui è fantastica – ha confermato – penso sia una delle migliori e delle più divertenti d’Europa. E poi dalla nostra parte in questi Giochi abbiamo il tifo, che può fare davvero la differenza in una situazione così importante”. 

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Vita personale

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E se non fossero sufficienti le ambizioni sportive arrivate al termine di un periodo di grande solidità agonistica, e neanche la magia del tifo di casa, per l’azzurro si è fatta strada da poco una spinta in più. Perché la prima vittoria per Maurizio Bormolini è arrivata lunedì, a pochi giorni dall’inizio dei Giochi, quando il campione livignasco è diventato papà, accogliendo con la compagna Alice la piccola Vittoria. Un nome non casuale, “ma non lo abbiamo scelto come buon auspicio” assicura, che si sposa perfettamente con il carattere di un atleta che da sempre insegue l’ebrezza dei successi più dolci con la sua tavola ma che, fuori dalle competizioni, si concede la passione per le moto e il motomondiale da grande appassionato di MotoGP. Un mondo scoperto grazie al fratello maggiore Andrea che, da ragazzo, in una piccola rimessa dietro casa teneva sotto chiave la sua preziosa moto da trial. Il divertimento per Maurizio e il fratello più piccolo Lorenzo era cercare di salirci di nascosto, per fare parte di qualcosa di speciale, per sentirsi vivi tra mille guai combinati da bambini e piccole mascalzonate. Poi, come in ogni grande storia, è arrivato l’amore per lo snowboard che ha rimesso in ordine le priorità e fatto scoprire nuove prospettive. A Livigno, dove tutto è iniziato e dove tutto, in questi Giochi, potrebbe cambiare ancora.

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