Fischnaller, caccia all'oro olimpico a 45 anni e alla settima Olimpiade
Lo snowboarder azzurro, 2 ori mondiali e 27 vittorie in Coppa del Mondo, parteciperà alla settima olimpiade, ma il podio gli è sempre sfuggito: "Il silenzio della montagna e il lavoro manuale mi caricano le batterie più di ogni palestra"
Lo snowboarder azzurro, 2 ori mondiali e 27 vittorie in Coppa del Mondo, parteciperà alla settima olimpiade, ma il podio gli è sempre sfuggito: "Il silenzio della montagna e il lavoro manuale mi caricano le batterie più di ogni palestra"
Dalla nostra inviata Giulia Toninelli 8 febbraio - 12:30 - LIVIGNO (SONDRIO)Ha una tavola come elisir di eterna giovinezza, Roland Fischnaller, lo snowboarder azzurro che a 45 anni si appresta a vivere la sua settima Olimpiade invernale, primato assoluto per un atleta italiano. Ma per il capitano Fisch, Milano Cortina 2026 non rappresenta solo una passerella celebrativa ma un vero e proprio assalto finale all'unico trofeo che ancora manca nella sua bacheca sportiva quasi perfetta costruita negli anni: una medaglia olimpica.
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—Il palmares di Fischnaller, oggi “nonno” - come gli piace definirsi - di questa delegazione olimpica, è da capogiro: nella sua disciplina, lo slalom gigante parallelo, ha ottenuto 26 vittorie e 57 podi in Coppa del Mondo, una Coppa del Mondo generale di parallelo, tre di slalom parallelo e tre di gigante parallelo. Ai Mondiali, 7 podi: due ori, tre argenti e due bronzi. Ma il podio olimpico, nelle sei partecipazioni ai Giochi già archiviate, è sempre sfuggito a Roland. Il miglior risultato è stato, sarcasticamente, anche quello più doloroso per l’azzurro: un quarto posto a Pechino 2022 dal sapore amarissimo. A Livigno, sulla neve di casa, Roland insegue così quella medaglia cercata fin dal suo debutto olimpico a Salt Lake City 2002, quando molti di quelli che sono oggi i suoi attuali avversari non erano ancora nati: “Era un mondo che oggi appare lontanissimo - ha recentemente raccontato in un’intervista alla Gazzetta dello Sport -, senza social, con una comunicazione completamente diversa. E io ero un semplice ragazzo con la sua tavola e un mare di emozioni”. Tante cose sono cambiate da allora ma l’amore per lo snowboard e per la neve delle sue montagne è rimasto immutato: “Quando ero giovane non sapevo quanto a lungo avrei potuto competere. Soffrivo per dolori alle ginocchia che pensavo mi avrebbero portato a un ritiro in giovane età, eppure eccomi qui”. Pronto per i suoi secondi Giochi in casa a Milano-Cortina dopo aver già preso parte a Torino 2006. E la forma fisica dell’azzurro non potrebbe essere migliore: Fischnaller arriva alle Olimpiadi dopo che, questa stagione, ha già trionfato nelle tappe della Coppa del Mondo di Carezza, Scuol e Simonhöhe, confermandosi come uno dei favoriti per lo slalom gigante parallelo.
vita privata
—E dopo? Roland ha già la risposta in tasca: “Con il ritiro mi vedo nel ruolo di contadino felice, al fianco della mia famiglia”. Casa per lui si trova a 1.700 metri di quota, nel silenzio e nella natura della Val di Funes. Lì sorge il Munthof, il maso di famiglia che Fischnaller gestisce con la moglie Elisabeth. Lontano dai riflettori, dove l’atleta si trasforma in contadino e allevatore. È lui stesso a occuparsi delle vacche nutrici di razza Grigio Alpina e della fienagione estiva, un lavoro fisico che Roland considera il segreto della sua eterna giovinezza atletica. "Il silenzio della montagna e il lavoro manuale mi caricano le batterie più di ogni palestra", ha spiegato, sottolineando come la vita agricola sia la sua vera ancora di salvezza. A tenerlo in allenamento ci pensano anche i suoi due figli, Heidi e Florian, che hanno già iniziato a gareggiare nello snowboard alpino, ereditando la passione del padre. Fischnaller, che ha già annunciato che questa stagione 2025-26 sarà l'ultima da professionista, dopo il settimo traguardo olimpico ha dunque un programma ben definito in testa: il ritiro tra i suoi campi, il lavoro a tempo pieno all'agriturismo di famiglia e lo snowboard che resterà come passione - personale - e nella guida e nell’allenamento dei due figli. Prima, però, manca ancora un compito da portare a termine: cercare di conquistare quella medaglia mancante.
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