Vittozzi: calciatrice mancata, ha visto i demoni e poi si è presa il mondo col biathlon
Da bambina era iperattiva: sapeva che poteva eccellere nello sport. Nel suo percorso nuoto, arrampicata e danza, prima di scoprire il fondo e il fucile. Poi la crisi e la svolta: "Prima mi identificavo nei risultati, ora non lo faccio più: se vinco o se perdo resto la stessa"
Da bambina era iperattiva: sapeva che poteva eccellere nello sport. Nel suo percorso nuoto, arrampicata e danza, prima di scoprire il fondo e il fucile. Poi la crisi e la svolta: "Prima mi identificavo nei risultati, ora non lo faccio più: se vinco o se perdo resto la stessa"
Stefano Arcobelli Giornalista 8 febbraio - 12:28 - MILANOVittozzi è un cognome che ha una certa assonanza con la parole vittoria. La Coppa del Mondo che Lisa vinse nel 2024 a Canmore, stringendo i denti, tanta era la tensione nella Mass Start per gli ultimi, interminabili 12.5 km, fu un capolavoro portato a termine e pensato da quando la perse per un pugno di punti (22) dalla compagna Dorothea Wierer. Era il 24 marzo 2019, e Lisa si fece una promessa: "Quella Coppa un giorno sarà mia, ho tutto il tempo davanti e le capacità per riuscirci. Piano piano raggiungo ogni obiettivo, e ne ho ancora tanti". Prima di quel trofeo, Lisa aveva raccolto ben quattro medaglie mondiali a Nove Mesto, dove ha completato la rincorsa al suo primo titolo iridato individuale. A 29 anni raggiunse la maturità di una carriera vissuta in parallelo con quella della Wierer: "È sempre stata un riferimento". Anche se quando Doro era al top, Lisa ha sofferto non poco. "Ho visto i demoni" ha raccontato Lisa, lei che da ragazzina era già slanciata, voleva fare la modella di Victoria’s Secret ma soprattutto la calciatrice. Attaccante che poteva giocare solo con i ragazzi. Era iperattiva, sentiva di poter eccellere nello sport. Non c’era una squadra di calcio a Sappada, così la baby juventina, in terza media, provò con il nuoto, l’arrampicata, la danza. "Mi ruppi tibia e perone sugli sci da discesa e non volevo sciare più, ma i compagni di classe praticavano tutti gli sport invernali e ricominciai col fondo". Il fondo è una delle due sezioni del biathlon: "Feci qualche gara col fucile ad aria compressa". E non smise più, fortificandosi al poligono di Forni Avoltri.
Crisi
—Prima o poi la crisi arriva, e Lisa ha dovuto chiedere aiuto, smarrita. "Ho vissuto momenti terribili, ho pensato più volte al ritiro. Avevo solo dubbi". Si portava il mental coach Aiace Rusciano anche al poligono per capire le reazioni cerebrali: "Da sola non ce l’avrei fatta. Ma mi sono anche guardata molto dentro per poter vivere lo sport e la vita in modo diversi. Prima mi identificavo nei risultati, ora non lo faccio più: se vinco o se perdo resto la stessa. Faccio quello che mi fa stare bene, al momento mi sento proprio in una fase zen. Ho vissuto davvero sulle montagne russe del biathlon in questi anni, ma ora sono in vetta al mondo. Sono orgogliosa di me stessa per essere stata capace di lottare per il mio sogno che è diventato realtà".
Palmares
—Lisa Vittozzi è nata a Pieve di Cadore 31 anni fa e vive a Sappada, la città di Silvio Fauner e Pietro Piller Cottrer. Pure la carabiniera aveva provato col fondo, prima di scegliere il biathlon. La sua prima medaglia mondiale assoluta risale alla staffetta donne di Konthiolati 2015. Ai Giochi i suoi migliori risultati erano stati un bronzo in staffetta mista nel 2018 e un 4° posto individuale. Ai Mondiali in totale, invece, 2 ori (staffetta 2023, Individuale 2024), 6 argenti e 4 bronzi. Solo nella Sprint non è andata a medaglia. In Coppa del Mondo è stata seconda nella classifica finale del 2019 ma poi regina nel 2024, con 4 trofei di specialità, 51 podi e 8 vittorie individuali su 13. Dopo il magico 2024, ha perso un anno a combattere con gli infortuni alla schiena, in un mood negativo che le ha fatto perdere serenità. Ma questa stagione olimpica era troppo importante per farsi condizionare e ha ripreso a vincere. È tornata la vera Lisa.
Leggi anche Elisa Caffont, l'eroina che sfida le regine dello snowboard nel gigante paralleloWierer, la wonder woman del biathlon che gioca in casa: "Anterselva, che emozione"© RIPRODUZIONE RISERVATA