Sofia Goggia vuole scrivere la storia nella sua Cortina
La Gazzetta dello Sport

Sofia Goggia vuole scrivere la storia nella sua Cortina

Domenica 8 febbraio 2026
6 visualizzazioni

Dopo l'oro del 2018 e l'argento del 2022, Sofia insegue un'altra medaglia in discesa all'Olimpiade

Dopo l'oro del 2018 e l'argento del 2022, Sofia insegue un'altra medaglia in discesa all'Olimpiade

Dalla nostra inviata  Marisa Poli 8 febbraio - 12:25 - CORTINA D'AMPEZZO

Sofia Goggia a Cortina vuole scrivere ancora la storia. Come 8 anni fa a PyeongChang, quando divenne la prima azzurra a vincere l'oro in discesa. Come a Pechino 2022, quando finì d'argento dopo una incredibile rincorsa.

chi è

—  

Nata a Bergamo il 15 novembre 1992, Sofia ha messo gli sci a 4 anni, sulle orme del fratello maggiore Tommaso. È amore a prima vista: con le vittorie anche davanti ai maschi, la propensione per la velocità, la passione scritta anche nei temi: "Da grande voglio vincere l'Olimpiade".  

Nel 2013 Sofia Goggia si fa conoscere ai Mondiali di Schladming. Finisce quarta in superG, a una manciata di centesimi dal podio. E subito si capisce che ha una mancia in più, per le dichiarazioni mai banali, per lo stile in pista sempre all'attacco. In una carriera costellata da infortuni crudeli, ha raccolto i più grandi successi quasi sempre di rincorsa. Cade a Cortina prima di partire per i Giochi di PyeongChang 2018, scende con le ginocchia doloranti, ma con una discesa perfetta vince l’oro olimpico in discesa nell’arena alpina di Jeongseon. Storico, perché nessuna donna italiana era mai riuscita nell’impresa. 

E Sofia è ancora così, nonostante i tanti stop, spesso nei momenti migliori della carriera. Il suo ultimo crac (frattura di tibia in allenamento a Ponte di Legno 2024) ha rischiato di farle dire addio allo sci, una ferita nell’anima oltre che nel corpo. Il suo palmares è da record, dalla medaglia mondiale in gigante a St. Moritz 2017 al bronzo in superG a Are 2019 in poi, ancora di più la capacità di scatenare emozioni con atti e parole. In questi otto anni le storie si sono succedute con colpi di scena ed emozioni: da vittorie epiche, come a St. Moritz il giorno dopo essersi fratturata una mano, a cadute spaventose. A rincorse incredibili, vedi le tre settimane di fuoco che l’hanno riportata in pista ai Giochi di Pechino Pechino 2022, dove già Sofia ha sfiorato il bis. Si è fermata all’argento, battuta di 16 centesimi dalla svizzera Corinne Suter. Ma la storia continua. “Penso di aver sempre dimostrato, quando la pressione era alta, di essere riuscita a non farmi schiacciare. Per andare forte ci vuole pressione, l’importante è concentrarsi su quella giusta”. E a Cortina, la sua pista del cuore, vuore fare ancora la storia.

la vita privata

—  

Per anni ha girato le tappe di Coppa del Mondo con una macchina fotografica, il lato artistico arriva da papà Ezio, ingegnere e pittore. La mamma Giuliana è un'insegnante in pensione. Suona il pianoforte, ama leggere, anche se negli ultimi anni si è dedicata soprattutto ai testi universitari: dopo l'Olimpiade si laureerà in Scienze politiche alla Luiss di Roma. Negli anni del Covid è diventata socia di un allevamento di galline, "Le Selvagge", perché vivono allo stato brado nel bosco. 

Leggi anche Elisa Caffont, l'eroina che sfida le regine dello snowboard nel gigante paralleloWierer, la wonder woman del biathlon che gioca in casa: "Anterselva, che emozione"

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Condividi questo articolo