Totti, Spalletti e lo spot del disgelo: "Con me non si è comportato benissimo, ma faremo davvero pace se..."
La Gazzetta dello Sport

Totti, Spalletti e lo spot del disgelo: "Con me non si è comportato benissimo, ma faremo davvero pace se..."

Martedì 22 settembre 2026
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L'ex capitano giallorosso racconta il rapporto con l'allenatore in un estratto del suo libro "Oltre", da oggi nelle librerie. Dal primo incontro nel 2023 a 6 anni dalla rottura, alla pubblicità che ha favorito il riavvicinamento

L'ex capitano giallorosso racconta il rapporto con l'allenatore in un estratto del suo libro "Oltre", da oggi nelle librerie. Dal primo incontro nel 2023 a 6 anni dalla rottura, alla pubblicità che ha favorito il riavvicinamento

Francesco Totti 22 settembre - 07:49 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Ecco due estratti dall’autobiografia di Francesco Totti nei quali il Capitano della Roma parla del suo rapporto con Luciano Spalletti, dalla rottura nella fase finale della sua carriera al disgelo degli ultimi tempi. Il volume dal titolo "Oltre" per Cairo Editore è da oggi nelle librerie e in edicola con il Corriere della Sera.

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rottura

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Le condizioni ideali per la pace tra me e Luciano Spalletti sono in costruzione, giorno dopo giorno. Diciamo che abbiamo intrapreso un percorso oltre il silenzio che c’era. Da dove nasca la nostra rottura non lo ripeterò qui, lo sanno anche i marziani. Il dopo è interessante. Dal 28 maggio 2017, giorno del mio ritiro forzato, e per oltre sei anni, non ci siamo più visti né sentiti. Nessuno di noi avvertiva il bisogno dell’altro. Strade separate. Nel novembre 2023 qualcosa ha iniziato a muoversi. Mi ha chiamato Vito Scala, l’amico di sempre. "Frà, sai che l’Italia, il 17, gioca a Roma contro la Macedonia?"."Eh, che c’è?". "Una delegazione della Nazionale andrà in visita al Bambino Gesù". Cioè all’ospedale pediatrico da dove ogni tanto, senza dirlo a nessuno, passo per salutare i giovanissimi pazienti. "Fanno bene". "Ecco, Frà, dovresti andarci anche tu". "Perché, Vito?". "Perché sarà un bel momento. Ci saranno il presidente della federazione Gabriele Gravina, il tuo amico Gigi Buffon, Giovanni Di Lorenzo, viene anche Angelo Peruzzi. E…". "E?". "E il ct della Nazionale". Cioè Luciano Spalletti. "No". Non ne volevo sapere. "Frà, pensaci…". 

La copertina del libro di Totti

bambin gesù

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E in effetti ci ho riflettuto, e ho capito che va bene essere egoisti, difendersi dal dolore e nascondere le ferite, ma non sulla pelle di altri. "Vito, okay". Chiudi un occhio e ascolti il cuore. Cerchi di accantonare le cose accadute per una nobile causa. Quindi ho accettato l’invito, tanto prima o poi doveva succedere. Il mondo del calcio è piccolo. O lo saluto, o gli do ’na capocciata. Sono arrivato prima di lui, quel giorno. Con lo scooter. Sono entrato nell’androne. In mezzo a quel casino, Vito si è fatto serio: "Stanno ad arrivà". Io in giacca di pelle, lui in abito scuro. Il presidente Gravina ha fatto lo splendido: "Lui è Luciano Spalletti…". Che, devo dire, ha pronunciato le parole giuste, per sdrammatizzare: "Dalla parte del cuore, ti do l’abbraccio? Dalla parte del cuore, via…". Un cinque veloce. Un abbraccio. Si è trattato di un gesto fugace, nulla di più. Non ho sentito nulla, non era ancora amore. Un fremito, o un brivido, niente di niente. L’ho rivisto all’Olimpico di Roma, il 14 maggio 2025, finale di Coppa Italia vinta dal Bologna contro il Milan. "Come va?". "Tutto bene, e tu?". "Bene, grazie". "Ciao". "Ciao". Solite cose, senza trasporto. Poi, spariti. 

Non vedevo l’ora di fare lo spot. Comunque mi devi ringraziare, mister. Se avessi detto no io, non avrebbero preso neanche te

Francesco TottiA Luciano Spalletti

amaro

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Finché Damiano Biondi si è fatto vivo con una proposta. "Ti vorrebbero per lo spot dell’Amaro Montenegro". "Bello". "Okay. Poi mi dicono che sarebbe molto bello se lo girassi con…". "Con?". "Con Spalletti". "Aspetta, forse ci sono delle interferenze. Con chi?". "Con Spalletti…". "No, ti voglio bene, ma non ce la faccio. Se lo incontro lo saluto per rispetto, per educazione, però davvero non riesco". La verità è che, sotto sotto, qualcosa mi stuzzicava. Il tira e molla è durato un mese. Non ero convintissimo però alla fine ho ceduto. Come location è stata scelta una zona di Roma che tutti chiamano I Ponti. Sono arrivato in motorino, era mattino presto. Ognuno aveva il suo camper per cambiarsi e per truccarsi. Sono sceso dal mio e mi sono avviato verso quello di Spalletti. Ho bussato. "Apri, che c’hai paura?". È sceso, ci siamo abbracciati, una cosa leggermente più vera rispetto a quella del Bambino Gesù. "Francesco, sei contento di fare lo spot con me?". "Non vedevo l’ora. Comunque mi devi ringraziare, mister. Se avessi detto no io, non avrebbero preso neanche te". In una pausa delle riprese, una vecchina si è affacciata a un balcone e ha urlato a Spalletti: "Aò, nun ce scherzà col capitano, che quello è nostro. Sta attento. Noi nun ce scordamo". Assist clamoroso. "Mister, stai attento per davvero, che se qui faccio scattare l’ignoranza finisce male". 

toscana

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Abbiamo lavorato insieme due giorni, è servito, ci siamo sciolti, abbiamo sorriso, di quei sorrisi spontanei, non comandati. Mi sono divertito. Devo dire che ne sono uscito più sereno. Nell’estate del 2026 ne abbiamo girato un secondo, per tre giorni nella tenuta di Spalletti, in Toscana. Una sera ci siamo ritrovati a tavola insieme ad altre persone. Ho parlato io, rivolgendomi a tutti: "Come allenatore era uno dei più forti, con me non si è comportato benissimo…". "No, Francesco, è tutta colpa tua, sei tu che hai voluto il male mio e mi hai cacciato dalla Roma".

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Come allenatore era uno dei più forti, con me non si è comportato benissimo…

Francesco Totti

"Ma che stai a dì, mister? Hai fatto tutto da solo". Non ne siamo usciti neanche lì, però il clima era decisamente più amichevole. Di spot in spot stiamo eliminando le scorie. Abbiamo iniziato un forte percorso di riavvicinamento. Quando ci racconteremo tutta la verità, nient’altro che la verità, io ci metterò una pietra sopra in maniera definitiva. Potremo tornare a essere quelli di prima. E dopo la verità, brinderemo alla nostra. Amaro Spalletti, sapore vero.

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