Oltraggio a Mazzola, oggi la sentenza sui tifosi Juve: la situazione e cosa rischia il club
La Gazzetta dello Sport

Oltraggio a Mazzola, oggi la sentenza sui tifosi Juve: la situazione e cosa rischia il club

Martedì 22 settembre 2026
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In arrivo la sanzione per il gesto durante il minuto di silenzio: difficile il ricorso del club al “codice di gradimento”

In arrivo la sanzione per il gesto durante il minuto di silenzio: difficile il ricorso del club al “codice di gradimento”

Guglielmo Buccheri Giornalista 22 settembre (modifica alle 07:29) - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Il cartellino rosso in faccia ad una curva che sceglie la strada dell’oltraggio nel momento del ricordo di Sandro Mazzola può arrivare già nella giornata di oggi: la sanzione appare scontata, non la sua entità. Il primo livello, codice di giustizia alla mano, parla di una multa fino a 50 mila euro, il secondo della chiusura del settore incriminato o di una sua parte. C’è anche una soluzione intermedia, ma spesso usata dalla toga del pallone: rinvio alla procura della Figc per un supplemento di inchiesta e fascicolo investigativo da riempire. 

Le valutazioni

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Il gesto - spalle al campo durante il minuto di silenzio - ha avuto un impatto tale da toccare le corde dello choc in piena regola: nessuno poteva immaginarsi uno scatto del genere. Da qui, la possibilità che alla luce delle regole e di una reazione collettiva e profonda il giudice sportivo possa imboccare la via della pena più ingombrante: chiudere, come detto, il settore o uno dei suoi anelli e, magari, aprirlo alle scuole calcio o alle famiglie per la sfida del 18 ottobre all’Allianz Stadium con la Lazio. Alla Continassa è il momento delle riflessioni, soprattutto di natura tecnica e giuridica: i fatti di domenica pomeriggio possono configurare una situazione dove c’è spazio per far valere il “codice di gradimento”? Lo spazio c’è, anzi ci sarebbe, ma il contesto complica, e non poco, un intervento diretto e immediato del club bianconero: ad iscriversi al partito dei rivoltosi senza senso e logica alcuna sono state decine e decine di persone, un numero che, di fatto, annacqua la possibilità da parte della Juventus di mettere in campo lo strumento attraverso cui le squadre possono non vendere il titolo di accesso o sospenderne l’efficacia nei confronti di chi non tenga un comportamento conforme al codice di condotta. 

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Da Malagò a Marchisio

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Oggi la sentenza, ieri l’indignazione collettiva: quelle immagini lasceranno una ferita aperta. "Vanno individuate in modo chirurgico e scientifico tutte quelle persone che hanno fatto vergognare il 99% di chi era allo stadio. È qualcosa che mi dispiace, non c’è rispetto neanche per la morte di un grande giocatore, una persona - così il presidente della Figc Giovanni Malagò - che ha servito il Paese come atleta, poi c’è anche il percorso nella città di Torino della sua famiglia. È una storia che ci ha rattristato e amareggiato. Da Presidente, da appassionato e tifoso mi auguro che verranno colpiti i singoli soggetti perché la Juventus è assolutamente vittima". Dall’agosto del 2017, come detto, i club hanno adottato il “codice di gradimento” già applicato in diverse occasioni, ma là dove la responsabilità era di due, tre, quattro soggetti, non di una moltitudine. "Sandro Mazzola è un pezzo della storia del nostro calcio. E la storia si rispetta. Alla Juventus e ai suoi tifosi devo una parte enorme della mia vita. So quanto amore, passione e rispetto ci siano dietro quella maglia. Ed è proprio per questo - sottolinea Claudio Marchisio - che credo sia giusto dire, senza esitazioni, che gesti come quello di domenica non dovrebbero accadere... la rivalità è passione, appartenenza, orgoglio. Ma non può mai cancellare il rispetto...". Rispetto dimenticato in un attimo e memoria offesa in un minuto: la macchia prima di Juventus-Atalanta rischia di rimanere indelebile. 

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La procura Figc

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Il giudice sportivo Gerardo Mastrandrea prenderà al sua decisione tra poche ore dopo aver letto la relazione degli 007 federali presenti a bordo campo e sotto la curva sud bianconera. Una forte multa appare scontata, una limitazione del settore per la sfida in agenda dopo la sosta per gli impegni delle nazionali un’ipotesi ancora in campo: alla Continassa è tempo di riflessioni per capire come e se muoversi, il mondo del pallone, e non solo, si interroga. Qualcosa, domenica, è accaduto. Qualcosa di cui provare vergogna. La battaglia cultura è lunga.

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