Lampeggiare per segnalare un posto di blocco: è legale?
Lampeggiare con gli abbaglianti per avvisare di un posto di blocco o di un autovelox è vietato dal Codice della Strada: ecco le sanzioni previste
Lampeggiare con gli abbaglianti per avvisare di un posto di blocco o di un autovelox è vietato dal Codice della Strada: ecco le sanzioni previste
Laerte Salvini 22 settembre - 07:00 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Lampeggiare con gli abbaglianti è un gesto molto diffuso tra gli automobilistiLampeggiare con gli abbaglianti per avvertire chi arriva della presenza di una pattuglia o di un autovelox è un gesto diffuso tra gli automobilisti italiani. La legge, però, non lo autorizza: si tratta di un comportamento sanzionabile, anche se è molto difficile sconfinare nel reato penale.
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—La norma permette l'uso intermittente dei proiettori solo per due scopi precisi: avvisare di un pericolo utile a evitare un incidente, oppure segnalare l'intenzione di sorpassare. Comunicare la presenza delle forze dell'ordine non rientra in nessuno dei due casi previsti, quindi configura un uso improprio del dispositivo luminoso. La sanzione prevista va da 42 a 173 euro. Il problema, in concreto, riguarda la prova: dimostrare che il lampeggio serviva davvero ad avvisare del controllo, e non a segnalare un ostacolo, un animale sulla carreggiata o un abbagliante lasciato acceso da un veicolo che arriva in senso opposto. L'agente può contestare la sanzione se ha osservato la condotta e la collega al contesto in cui è avvenuta, ma il conducente può comunque sostenere una motivazione diversa e, se lo ritiene, presentare ricorso.
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In caso di contestazione, anche le circostanze del lampeggio possono assumere rilievoÈ reato o solo un illecito amministrativo?
—Per anni si è discusso se avvisare gli altri automobilisti di un controllo potesse configurare il reato di interruzione di pubblico servizio, previsto dall'articolo 340 del Codice penale. L'idea di fondo era che segnalare la presenza della Polizia rendesse meno efficace la sua attività, permettendo a chi guida di evitare verifiche o sanzioni. Questa lettura non ha però trovato un orientamento favorevole nei tribunali. I giudici hanno stabilmente escluso la rilevanza penale per i casi ordinari: perché si configuri il reato serve infatti una condotta molto più incisiva, capace di causare un pregiudizio effettivo alla regolarità del servizio. Poiché la Polizia continua comunque a operare nei confronti della generalità degli utenti della strada, e il servizio non risulta realmente impedito, nella quasi totalità dei casi il colpo di abbaglianti resta esclusivamente un illecito amministrativo e non un fatto penale. Per le postazioni di rilevamento della velocità (gli autovelox fissi e mobili), tra l'altro, esiste già un obbligo di segnalazione previsto dalla legge. L'articolo 142 impone che questi dispositivi siano annunciati in anticipo con cartelli o segnali ben visibili, e il decreto ministeriale dell'11 aprile 2024 ha definito criteri più precisi su posizione, visibilità e distanze minime tra il cartello del limite e la postazione di controllo, differenziate in base al tipo di strada.
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Segnalare un controllo può avere conseguenze diversequali sono le sanzioni e come difendersi
—Chi riceve una multa per uso improprio dei fari può contestarla, ma serve una versione credibile: un pericolo reale, un veicolo con abbaglianti accesi, un ostacolo improvviso sulla carreggiata. La difesa perde forza se la strada era libera, il controllo era ben visibile e il lampeggio era rivolto proprio a chi arrivava dalla direzione opposta. Il quadro cambia se il gesto si accompagna ad altre violazioni, come eccesso di velocità o uso del cellulare, oppure se la segnalazione avviene tramite dispositivi che localizzano gli autovelox: in questo caso la sanzione sale fino a una cifra compresa tra 825 e 3.305 euro, con confisca dell'apparecchio, come previsto dall'articolo 45. L'ipotesi di reato non è esclusa in modo assoluto per qualsiasi comportamento, ma non è la conseguenza tipica di un semplice lampeggio. Per arrivare a quel livello serve una turbativa concreta e dimostrabile dell'attività di controllo. Il rischio cresce se la segnalazione diventa organizzata, sistematica o passa attraverso strumenti tecnologici pensati apposta per individuare le postazioni delle forze dell'ordine.
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