Coppa Davis, oggi il sorteggio: per il poker l'Italia sogna... Sinner
Alle 12 il tabellone, Spagna e Germania potrebbero schierare i big: gli azzurri vincono dal 2023 e aspettano Jannik
Alle 12 il tabellone, Spagna e Germania potrebbero schierare i big: gli azzurri vincono dal 2023 e aspettano Jannik
Riccardo Crivelli Giornalista 22 settembre - 08:18 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleE se a Bologna chiudessero la stagione tutti insieme appassionatamente? Sinner, Zverev e Alcaraz, i primi tre giocatori del mondo a contendersi l’Insalatiera più famosa dello sport: è la spesso criticata Coppa Davis a regalare una coda di 2026 con i fuochi artificiali. Il sogno della triplice presenza aleggerà oggi a mezzogiorno sul sorteggio che deciderà le sfide dei quarti dopo che nel weekend si è completato il quadro delle sette qualificate accanto all’Italia, già alle Final Eight di diritto in quanto (tripla) detentrice del trofeo. È vero, mancano due mesi (la prima partita il 24 novembre, la sfida per il titolo il 29 novembre), tra l’altro nella fase più delicata dell’anno, con due Masters 1000 (Shanghai e Parigi) ancora in calendario e le Atp Finals la settimana precedente la Davis, dunque c’è il rischio che le superstar abbiano i muscoli avvelenati dalla fatica con la conseguente necessità di saltare la Coppa per anticipare le tanto agognate vacanze.
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—Al momento, tuttavia, Zverev ha confermato di voler rispondere alla convocazione dopo aver regalato due punti decisivi al team contro la Croazia: sono un ricordo sbiadito i feroci attacchi alla manifestazione sotto la gestione Piqué (e infatti non la giocava), adesso è esaltato "dallo spirito di squadra che si respira". Quanto ad Alcaraz, l’anno scorso volò a Bologna ma fu costretto al forfeit all’ultimo minuto per un infortunio, però la Davis resta in cima ai suoi pensieri, perché gli darebbe la consacrazione definitiva a degno erede di Nadal (che ne ha vinte 5...). Rimane Sinner: l’eroe dei trionfi azzurri del 2023 e del 2024, dodici mesi fa si sfilò dopo una stagione intensissima (con 15 partite giocate e vinte dal 22 ottobre al 16 novembre tra Vienna, Parigi e Torino), ma il momento attuale potrebbe spingerlo a scelte diverse: Jannik causa ginocchio destro infiammato è fermo dal 12 luglio, finale di Wimbledon, e si sta allenando a Montecarlo, ciononostante il rientro a Pechino la settimana prossima (inizia il 30) resta in dubbio. Anzi, secondo alcuni rumors potrebbe saltare la massacrante trasferta asiatica (nel 2025 a Shanghai si ritirò per i crampi provocati dal caldo umido) e ripresentarsi a Vienna a fine ottobre, con il grande obiettivo del triplete alle Finals. A quel punto un ritorno in Davis corredato da un altro trionfo gli restituirebbe un po’ delle gioie cui è stato forzatamente costretto a rinunciare.
Gli incroci
—Aspettando conferme, oggi il sorteggio determinerà gli incroci della finale. Italia e Spagna (fortissima anche senza Carlitos, con Jodar, Merida, Landaluce e il doppista Granollers), prime due del ranking, potrebbero affrontarsi solo con il titolo in palio; le altre due teste di serie sono appunto la Germania di Zverev, che forse non ha un secondo singolarista di sostanza ma compensa con un doppio di altissimo livello (Krawietz e Puetz, finalisti a New York) e la temibilissima Repubblica Ceca, capace di tutto con Mensik, Lehecka e Machac. Per un primo turno sulla carta morbido, le quattro più forti ambiranno a pescare la Corea, mai così avanti in Davis, e in seconda battuta l’Austria, mentre la Gran Bretagna ha il doppio migliore di tutti (Patten e Skupski, n.1 e 3 del mondo) e il Canada è complicato se recupererà Shapovalov e Diallo. Questioni lasciate alle brume novembrine.
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