Inter, allarme in difesa: mai così male in Serie A dal 2022-23
La Gazzetta dello Sport

Inter, allarme in difesa: mai così male in Serie A dal 2022-23

Martedì 22 settembre 2026
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Tra rotazioni e rendimento dei singoli, Chivu cerca la formula per ritrovare la solidità dello scorso anno

Tra rotazioni e rendimento dei singoli, Chivu cerca la formula per ritrovare la solidità dello scorso anno

Gregorio Spigno Giornalista 22 settembre - 09:01 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Un piccolo allarme è suonato. In modo flebile, sì, quasi silenziato da una classifica che comunque vede l’Inter in testa alla classifica - al pari di Roma e Lazio - con quattro vittorie e un pareggio nelle prime cinque giornate di campionato. Però le sveglie, anche quando si sentono solo in lontananza, non vanno ignorate. E l’allarme dell’Inter riguarda la difesa. I nerazzurri hanno incassato ben otto gol nelle prime cinque giornate di Serie A, un dato che mai era stato tanto negativo dalla stagione 2022-23 quando la squadra guidata da Simone Inzaghi chiuse la stagione al 3° posto dietro Napoli e Lazio. Di più: se il discorso si allarga anche oltre i confini italiani includendo la gara di Champions League al Bernabeu contro il Real Madrid, i gol incassati da Akanji e soci raggiungono addirittura la doppia cifra. Dieci tondi tondi. L’ultimo dato che preoccupa? Era da ottobre del 2024 che l’Inter non subiva almeno due gol in tre partite consecutive di campionato (quest’anno Roma, Udinese e Napoli).

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il confronto

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Dalle parti di Appiano Gentile però non è partito alcun allarmismo eccessivo, per una squadra che comunque è sempre stata capace di recuperare e nella maggior parte dei casi addirittura vincere. Ma è evidente che in queste prime 6 partite stagionali qualcosa non abbia funzionato. E non si parla certo del reparto offensivo, che - come al solito - gira a meraviglia sospinto da una ThuLa splendente, né di un centrocampo in grado di offrire una rigogliosa varietà di soluzioni. Piuttosto di un reparto arretrato (portiere incluso) che non ha ancora mostrato la solidità garantita lo scorso anno, quello del Doblete, quando l’Inter incassò 35 reti in 38 partite. La media relativa ai gol subiti nella scorsa stagione dice 0,92, quella attuale – Champions League inclusa – addirittura 1,66 (che resterebbe comunque a 1,6 se calcolata solo in base al rendimento in Serie A). Un problema di singoli o di gruppo? Né uno né l’altro, viene da pensare, anche (o soprattutto) perché la filosofia di gioco non si è discostata dal consolidatissimo 3-5-2 e gli interpreti sono rimasti gli stessi, se non per qualche piccola variazione, per di più ininfluente per quanto riguarda i titolari.

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Le variabili

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Il terzetto generalmente più utilizzato da Cristian Chivu è composto da Bisseck, Akanji e Bastoni, precisamente gli stessi dell’anno scorso. Però con loro tre in campo – ovvero contro Roma, Napoli e Monza – l’Inter ha concesso 5 gol in 3 partite. Troppi, per una squadra che ha l’obiettivo di ripetersi in Italia e migliorarsi in Europa. Ecco perché il tecnico nerazzurro, nella trasferta di Cagliari di fine agosto, decise di inserire Pavard al posto del gigante tedesco. Ed effettivamente l’esito fu più positivo: vittoria per 1-0 ed unico clean-sheet della stagione fino a questo momento. Contro il Napoli si è rivisto Bisseck - peraltro protagonista di una prestazione super -, ma nonostante la vittoria, la truppa di Chivu ha comunque concesso due reti (di cui una da mani nei capelli) prima che San Lautaro mettesse la propria sigla sulla rimontona. A Madrid è tornato titolare Pavard, questa volta per Akanji con Bisseck centrale, ma il risultato è stato lo stesso. E peggio è andata con Stones centrale contro l’Udinese a San Siro (5-3), prima di tornare al terzetto più “inflazionato” all’Olimpico contro la Roma. La certezza, a questo punto, diventa una: Chivu sta cercando di ruotare interpreti e ruoli a seconda di avversari e momenti, ma il risultato resta un reparto arretrato che generalmente traballa fra le scorie del Mondiale (Akanji) e una forma fisica ancora distante dal top (Bastoni e gli altri). Finché arriveranno le rimonte grazie all’attacco super non c’è da preoccuparsi, ma dalla sosta in avanti urge una difesa nuovamente tirata a lucido.

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