Anterselva, il luogo sacro del Biathlon che custodisce le medaglie azzurre
Il generale Mismetti, pioniere del biathlon italiano, scovò tra gli anni 60 e 70 questa sorta di stadio in mezzo alla natura e lo fece diventare la Coverciano della disciplina. Che ci vede protagonisti in tutte le competizioni
Un passo alla volta. Certo, miravano all’oro i nostri Fantastici Quattro dello “scia e spara”, nella gara ormai diventata la nostra cassaforte: quella staffetta mista che non è mai scesa dal podio sin dalla sua introduzione. Bronzo a Sochi, PyeongChang e Pechino, l’Italia del biathlon ieri ha scalato un gradino, finendo seconda alle spalle della Francia. E se da un lato l’assalto all’oro finora stregato può aver lasciato un pizzico di amaro in bocca, dall’altro questo argento brilla eccome. Ed è manna per le aspettative azzurre in una disciplina che sta vivendo il suo momento magico e che in quella cattedrale che è la Biathlon Arena di Anterselva, al cospetto di un pubblico da brividi, per numeri, entusiasmo e competenza, può riservarci due settimane cariche di metalli preziosi da consegnare all’oreficeria dello sport tricolore.