"Salvato dal defibrillatore, mi godo la famiglia": Eriksen risolve con il Wolfsburg, le ipotesi per il futuro
Dopo il malore dello scorso giugno nel corso dell'amichevole contro l'Ucraina, il centrocampista ex Inter ha deciso di dire addio al club tedesco e dedicarsi a moglie e figli
Dopo il malore dello scorso giugno nel corso dell'amichevole contro l'Ucraina, il centrocampista ex Inter ha deciso di dire addio al club tedesco e dedicarsi a moglie e figli
Iacopo Iandiorio Giornalista 24 settembre - 09:49 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google"Al momento, per me è importante stare vicino alla mia famiglia in Danimarca". Così Christian Eriksen, 34 anni, ha salutato dal sito del club i tifosi e il Wolfsburg, sua ultima destinazione di una carriera iniziata oltre 15 anni fa in Olanda all’Ajax. Il nazionale danese, ex Inter, ha deciso di rescindere il contratto con il Wolfsburg di "comune accordo", sebbene fosse inizialmente legato al club tedesco fino all’estate del 2027. Il motivo? L’ultimo match disputato lo scorso 7 giugno, un’amichevole fra la sua Danimarca e l’Ucraina a Odense, quando al 64’ ebbe un nuovo malore cardiaco. "Il mio defibrillatore ha fatto esattamente quello che è stato costruito per fare: proteggermi quando ne avevo bisogno. Ora mi dedico al riposo, alle vacanze, alla mia famiglia e a giocare a calcio con i miei figli", spiegò allora il talento danese. Quella sera a Odense lui avverte una nuova aritmia, sviene "per un breve istante" per poi "riprendersi molto rapidamente" e lasciare il campo "cosciente", mentre la partita è interrotta dall’arbitro.
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—Quella sera rimanda alla mente la tragedia sfiorata il 12 giugno 2021: Eriksen colpito da un arresto cardiaco durante una partita degli Europei contro la Finlandia, a Copenaghen, l’accorrere dei medici, il capannello di compagni per proteggerne la privacy. E il dottor Morten Boesen, il medico della squadra, che gli salva la vita. Poi è arrivato il defibrillatore sottocutaneo, l’addio obbligato all’Inter dove aveva vinto uno scudetto – perché da noi è vietato fare sport agonistico con il defibrillatore. E la ripartenza in Inghilterra fra Brentford e tre stagioni al Manchester United.
Eriksen e il malore a Euro2020E adesso?
—Il saluto per ora: "Il mio periodo a Wolfsburg è stato caratterizzato da molti alti e bassi. So che il club è ora in buone mani mentre punta a tornare in Bundesliga, e sono convinto che attenda un futuro di successi. Vorrei ringraziare sinceramente tutti coloro che mi hanno sostenuto durante la mia permanenza al e a Wolfsburg. È stato un grande piacere per me giocare per voi e conserverò un bel ricordo di questo periodo". Sul futuro prossimo nessuna dichiarazione. Si ipotizza un addio definitivo al calcio.
Titoli
—A luglio aveva iniziato un programma di riabilitazione e recupero in accordo col club tedesco. Ma mesi fa erano arrivate le parole della moglie che chiedeva al compagno lo stop definitivo. Christian era approdato al Wolfsburg nel settembre 2025 con un contratto biennale dall’Inghilterra. Il club è retrocesso in seconda divisione nel giugno scorso, dopo aver perso lo spareggio contro il Paderborn. "Per noi era chiaro che la decisione sul suo futuro spettasse a lui. Volevamo lasciargli questa libertà in una situazione così particolare e abbiamo quindi accolto la sua richiesta di rescindere il contratto", ha dichiarato il direttore sportivo del Wolfsburg, Dieter Hecking. Difficilmente a questo punto Eriksen potrà tornare al calcio professionistico. E mettere ancora a rischio la sua salute. Il gran danese lascia con 5 trofei all’Ajax, una finale (persa) di Champions League col Tottenham nel 2019, lo scudetto in nerazzurro, 151 gare con la Danimarca (record) e 46 gol, due Coppe a Manchester e un’altra finale persa in Europa League, dopo quella con l’Inter contro il Siviglia. Con lo United in quell’occasione rimase in panchina, accanto ad Amorim. Ancora Milano nel suo destino.
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