Montella: "La Turchia poteva esonerarmi, ma ha guardato al futuro. Il ruolo di Yildiz? Vi spiego..."
Il ct della Turchia alla vigilia della doppia sfida in Nations League: "Avrei voluto affrontarle tutte ma non l'Italia. Qui si investe nello sport, si programma tutto a lungo termine. Con Mancini ho giocato, è l'uomo giusto per il rilancio azzurro"
Il ct della Turchia alla vigilia della doppia sfida in Nations League: "Avrei voluto affrontarle tutte ma non l'Italia. Qui si investe nello sport, si programma tutto a lungo termine. Con Mancini ho giocato, è l'uomo giusto per il rilancio azzurro"
Fabio Licari Giornalista 24 settembre - 09:40 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google"Avrei voluto affrontarle tutte, ma non l’Italia, figuriamoci due volte in pochi giorni. Sarò molto emozionato, lo so. Però la Turchia ha un obiettivo: i quarti di Nations, arrivando prima o seconda...". Riparte la giovane Italia di Roberto Mancini ma riparte anche la Turchia di Vincenzo Montella: ct da tre anni, era stato chiamato in emergenza per qualificarsi a Euro 2024, missione compiuta, e molto bene, fino ai quarti nella fase finale tra gli applausi, e poi al Mondiale americano, con risultati meno piacevoli. Ma Montella è ancora sulla panchina turca "perché credo abbiano valutato tutto il mio lavoro, non solo il Mondiale".
Ripartenza per due, Montella?
"L’Italia ha cambiato tanto, non solo il ct. Anche noi abbiamo tanti giovani in squadra e non da ora: a volte forse si anticipano un po’ i tempi, e con questo format non si può sbagliare una partita. Però è bello così, sono tutte partite decisive. E per noi è la prima volta in Serie A di Nations: vogliamo confrontarci con il meglio d’Europa".
Euro 2024, Mondiale 2026: non siete già tra il “meglio”?
"Siamo la neopromossa, nel gruppo siamo la quarta forza. Dovremo farci strada".
Si può dire che la situazione psicologica dell’Italia sia più complessa?
"Quello che è successo è sinceramente incredibile. Può accadere, ma tre Mondiali di fila non è immaginabile... C’è stata anche un po’ di cattiva sorte: arrivi a tutte le partite decisive senza più essere sereno, con troppa voglia. Però mi sembra di percepire grande entusiasmo, con un nuovo ct che sa lavorare con i giovani, anzi li anticipa, se pensiamo al suo primo ciclo".
Com’è il rapporto con Mancini?
"Non ci frequentiamo ma c’è stima, rispetto, affetto. Abbiamo giocato assieme nella Samp. Credo in lui, ha l’esperienza e le conoscenze per riportare l’Italia in alto. È la persona giusta".
Senza Calhanoglu e Yildiz non è la stessa Turchia...
"All’inizio mancherà anche Muldur. Sarà un banco di prova per i nuovi anche se, con quattro partite, tutto diventa per forza più difficile".
Qual è il ruolo vero di Yildiz? Sembra più un Del Piero che un 10.
"Anche quando Ale ha cominciato si sprecavano i paragoni con Baggio. C’è il talento, ci sono le potenzialità di un grande giocatore. Yildiz diventerà uno dei top mondiali. Forse oggi Kenan non è un 10 classico, ma a quell’età si cambia, ci si trasforma, e si può fare il 10 anche partendo dalla fascia e incrociando".
VIDEO: La Turchia sta davvero rubando il calciomercato all’Arabia?Il gruppo non è semplicissimo e tutte sono in cerca di riscatto: non solo il Belgio, anche la Francia.
"La Francia ha una qualità e un bacino di giocatori inarrivabile per le altre: soltanto la Spagna e forse il Portogallo possono competere. Ha perso la semifinale ma contro la Spagna: le vere delusioni sono altre. E con Zidane hanno di nuovo entusiasmo. Ma non sarà facile neanche per loro".
Come saranno le due sfide con gli azzurri?
"Molto equilibrate. Almeno me lo auguro".
Cos’è successo alla sua Turchia in America?
"È una bella domanda. Guardando i risultati, sicuramente non è andata bene. Guardando le prestazioni, si poteva fare di meglio. Ci è mancata un po’ di fortuna, ma non cerco alibi: dovevamo essere più concreti in zona gol, per fare almeno un punto nelle prime due partite. Lì siamo mancati".
La sua Turchia ha soltanto una sconfitta in casa in dieci partite: contro la Spagna.
"Abbiamo fatto grandi risultati anche fuori, abbiamo vinto in Germania dopo settant’anni. Mi sono preso soddisfazioni. Sarà per questo che non mi hanno cambiato...".
In effetti non era scontato che lei restasse ct.
"Vero. Però non mi hanno giudicato per quelle due partite, ma per tutto il mio lavoro. Sono arrivato che non riuscivamo a qualificarci all’Europeo e abbiamo vinto il gruppo. Abbiamo giocato una grande fase finale. Siamo andati al Mondiale dopo ventiquattro anni. E per la prima volta siamo in Serie A di Nations League. L’esonero ci poteva stare, ma la federazione ha guardato oltre: al futuro".
Un futuro che, a parte il calcio, sembra sorridere alla Turchia nuova potenza economica, mentre noi stiamo retrocedendo.
"Sono in Turchia da cinque anni, credo che sia il Paese europeo più giovane, è in crescita dovunque e si investe tanto nello sport. Qui si programma tutto a lungo termine".
Anche i club stanno investendo tanto.
"Sì, e non soltanto sui giocatori affermati come Vlahovic: anche giovani".
E allenatori: Vincenzo Italiano adesso è al Besiktas.
"Vincenzo è un grande, ci sentiamo spesso".
Nel 2032 Italia e Turchia dovrebbero co-organizzare l’Europeo: appuntamento lontano, ma lei ci pensa già?
"Tra Adana e nazionale sono qui da cinque anni e mi sento a casa. Mi rispettano, mi stimano, non mi spiacerebbe continuare a lungo".
Qual è il giocatore più forte dell’Italia?
"Tanti. Ma soprattutto Donnarumma. Fare gol a Gigio è veramente un problema".
E alla Turchia?
"Non glielo dirò mai...".
Leggi anche Mezza Italia di Mancini gioca all'estero: da Doumbia a Ruggeri, mai così tanti. E ne arriveranno altri...© RIPRODUZIONE RISERVATA