La dura legge di Klopp per la Germania: niente cellulari, puntualità, parrucchieri vietati e...
Le regole del tecnico fanno discutere, verso l'esordio di stasera contro l'Olanda di Xavi
Le regole del tecnico fanno discutere, verso l'esordio di stasera contro l'Olanda di Xavi
G.B. Olivero Giornalista 24 settembre - 11:55 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleCi sono posti peggiori dell’Amsterdam Arena per iniziare una nuova avventura. E anche partite meno affascinanti di Olanda-Germania, che vale per la Nations League e pure per altri aspetti. Xavi e Jurgen Klopp cominciano il loro viaggio con ottimismo e serenità. Lo spagnolo, che era la terza scelta dei dirigenti oranje dopo Pep Guardiola e Arne Slot, può lavorare con calma alla ricostruzione della nazionale: al Mondiale americano Ronald Koeman fu eliminato ai sedicesimi dal Marocco dopo aver impostato una gara esclusivamente difensiva. Koeman non sarà rimpianto e questo è un buon punto di partenza per Xavi che già sostituì Ronald a Barcellona e che si è presentato spiegando cosa pretende dai suoi giocatori: "Voglio una squadra che abbia passione, ambizione e intensità. Cercheremo di giocare nella metà campo avversaria, di avere il possesso e di essere coraggiosi in fase difensiva". Progetto un po’ scontato, vedremo se sarà realizzato e in quanto tempo. Di sicuro Xavi non guarda in faccia a nessuno: ha escluso Memphis Depay (miglior marcatore di sempre in nazionale) e ha rimbrottato a distanza Donyell Malen, assente per un problema fisico: "Peccato, è in gran forma. Secondo me sta bene". Xavi ha un contratto fino al prossimo Mondiale, è inevitabilmente legato al calcio olandese che con Michels e Cruijff ha avuto grandi influenze sulla filosofia del Barça ed è il primo tecnico straniero su questa panchina dai tempi di Ernst Happel (1977-78).
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—Se Xavi è stata la terza scelta dell’Olanda, Klopp è stata la primissima della Germania: candidatura nata spontaneamente mentre l’ultimo rigore condannava i tedeschi alla clamorosa eliminazione al Mondiale contro il Paraguay. Jurgen ha convocato 44 giocatori, ma dividendoli in due gruppi: 22 (tra cui l’interista Bisseck) per le sfide con Olanda e Grecia, gli altri (tra cui lo juventino Woltemade) per le partite con Serbia e ancora Grecia. Un modo per vedere da vicino il numero più alto di calciatori. La rivoluzione è in atto: rispetto alla rosa del Mondiale, ci sono undici volti nuovi tra addii alla nazionale (Neuer, Rudiger), infortuni (Goretzka, Ouedraogo e Stiller) e scelte tecniche. La necessità è quella di trasformare un gruppo in una squadra: "Abbiamo talenti eccezionali - ha detto Klopp -. Dobbiamo vincere insieme. Io nervoso per il debutto? Non ho avuto tempo per esserlo". Che qualcosa sia cambiato, si evince anche dalle regole che Klopp ha stilato. Alcune basilari: la puntualità a cena o il divieto all’uso del cellulare prima delle partite e durante il riscaldamento o la fisioterapia. Non si chatta: si parla. Altre regole, invece, sono più curiose: ad esempio, il divieto di tagliarsi i capelli in ritiro e la chiusura alle famiglie che con Nagelsmann potevano almeno saltuariamente essere presenti. Concentrazione e spirito di gruppo: questo chiede subito Klopp, in attesa che i giocatori metabolizzino le richieste tecniche e tattiche del loro nuovo allenatore.
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