In Lega Pro dopo 78 anni, tre tecnici in 20 giorni, Balotelli e il megafono: è il Vado di Tarabotto
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In Lega Pro dopo 78 anni, tre tecnici in 20 giorni, Balotelli e il megafono: è il Vado di Tarabotto

Giovedì 24 settembre 2026
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Da 13 anni alla guida del club ligure che vinse la prima Coppa Italia nel 1922, ha riportato la squadra tra i pro' e si comporta come un padre-padrone: "Se il presidente chiede una cosa, l’allenatore la deve fare"

Da 13 anni alla guida del club ligure che vinse la prima Coppa Italia nel 1922, ha riportato la squadra tra i pro' e si comporta come un padre-padrone: "Se il presidente chiede una cosa, l’allenatore la deve fare"

Federico Traverso 24 settembre - 12:55 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Ricordate Costantino Rozzi, Romeo Anconetani, Luciano Gaucci? Sì, proprio loro, i presidenti di una volta, che sono rimasti nei ricordi di tutti anche e soprattutto per i loro modi e toni poco convenzionali, tra sfuriate e riti scaramantici. Se negli ultimi anni, in mezzo a multiproprietà e fondi di investimento, la figura del patron scatenato, sempre presente in tribuna e legato visceralmente a squadra e territorio è quasi scomparsa, beh, c’è un’eccezione. Basta zoomare su Vado Ligure, dove la squadra della città in provincia di Savona - che è tornata tra i professionisti dopo 78 anni - è guidata da un presidente che, superati gli ottant’anni, assomiglia molto, per passione e gesti, ai nomi citati sopra. 

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Il patron

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Per gli appassionati, il Vado Football Club è una squadra ben nota: i rossoblù sono stati infatti i primi a vincere, nel 1922, la Coppa Italia, battendo 1-0 l’Udinese nella prima finale della storia. Nel 1947-48 il Vado disputò l’ultima stagione nel professionismo, almeno fino alla scorsa primavera, quando la squadra guidata da Marco Sesia vincendo il Girone A di Serie D ha riportato Vado Ligure sulla mappa del calcio che conta. Di quei 78 anni di assenza, gli ultimi tredici il Vado li ha trascorsi sotto la guida del vulcanico patron Franco Tarabotto. Uno che vive la società in prima linea, sempre al seguito del suo Vado con la sciarpa al collo. E che nonostante l’età continua a mettere la faccia su ogni decisione, spesso anche quelle di campo. Infatti la storia tra Tarabotto e gli allenatori è piuttosto tormentata… 

esonero facile

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Prendete Marco Sesia, appunto. L’anno scorso fu chiamato da Tarabotto a guidare il Vado a dicembre e, a giudicare dal risultato (la promozione in C) mai scelta fu più azzeccata. Certo, peccato che il Vado, al momento dell’esonero di Roselli, fosse primo in classifica. Da solo. Uno scossone clamoroso, un po’ meno per chi conosce Tarabotto. Che infatti quest’anno si è ripetuto. Lo scenario era diverso, comunque dopo la quarta giornata l’allenatore era già saltato. La sconfitta casalinga con il Campobasso, seppur dopo un avvio positivo con quattro punti in altrettante gare al ritorno tra i pro, è costata la panchina a Matteo Pastorino. “Se il presidente chiede una cosa, l’allenatore la deve fare”, ha dichiarato Tarabotto. D’altronde, che il patron non fosse del tutto convinto della squadra lo si era già capito durante i novanta minuti. Un video, infatti, ha ripreso il furente Tarabotto scendere dalla tribuna per gridare a giocatori e mister: “Se non tirate in porta non facciamo un ca…”. Da poche ore il Vado ha annunciato Giancarlo Riolfo come nuovo allenatore, facendo salire a tre (dopo l’interim di Annoni) il numero di mister alle soglie di ottobre. 

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il sogno

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Insomma, un patron vecchio stampo che vive le partite con passione, a volte anche troppa. Come quando, nel 2022, in un derby di Serie D contro il Ligorna, decise di averne abbastanza dopo il terzo rosso sventolato dall’arbitro verso un suo giocatore. Così prese in ostaggio l’altoparlante dello speaker dello stadio per gridare al direttore di gara: “Complimenti arbitro, sei un fenomeno!”. Alcuni tifosi si spinsero oltre, ma il presidente si beccò comunque mille euro di multa. Il video diventò virale, tanto che raggiunse la tv in una compilation della Gialappa’s dedicata alle sfuriate del patron. Da Tarabotto ci si può aspettare di tutto, anche il sogno di acquisti improbabili: l’estate scorsa a Vado sbarcò Enock Barwuah, e il desiderio era quello di riunirlo al fratello maggiore, Mario Balotelli, svincolatosi dal Genoa. Alla fine Super Mario non arrivò mai ed Enock lasciò i rossoblù dopo pochi mesi ma, tant’è, sognare non costa nulla. Specie se è coinvolto Franco Tarabotto, un patron d’altri tempi che tiene vivo il ricordo del vecchio calcio di provincia.

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