"Basta discriminare i tifosi di calcio, riportiamo l'alcol sugli spalti": lo dice il primo ministro inglese
Andy Burnham, tifosissimo dell'Everton, ha chiesto l’abolizione di una legge in vigore da oltre quarant’anni “figlia di un’era in cui il calcio era molto differente”
Andy Burnham, tifosissimo dell'Everton, ha chiesto l’abolizione di una legge in vigore da oltre quarant’anni “figlia di un’era in cui il calcio era molto differente”
Dal nostro corrispondente Davide Chinellato 24 settembre - 12:52 - LONDRA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleRiportate le birre e l’alcol in generale sugli spalti degli stadi di Premier League. È l’appello di Andy Burnham, primo ministro britannico tifosissimo dell’Everton che ha chiesto l’abolizione di una legge in vigore da oltre quarant’anni, da prima della creazione della Premier League quando calcio inglese era sinonimo di hooligans, che definisce “discriminatoria” e “figlia di un’era in cui il calcio era molto differente”.
VIDEO: Tottenham-Everton 0-0: gli highlightsL’APPELLO
—Non è la prima volta che Burnham parla del ritorno dell’alcol sugli spalti, ma è la prima volta che lo fa da primo ministro inglese, incarico assunto ufficialmente il 20 luglio 2026. In precedenza, aveva raccontato di una sua esperienza all’Hill Dickinson Stadium, la casa del suo Everton, a vedere il rugby in compagnia del sindaco di Liverpool Steve Rotheram, fotografato con una birra in mano. “C’è qualcosa di sbagliato se queste persone possono sedersi nel mio stadio, al posto che occupo come abbonato, e fare quello che io non posso fare in una partita dell’Everton” aveva detto. Il tono da quando è l’inquilino di Downing Street non è cambiato, anzi. “Non penso che sia giusto che i tifosi di calcio vengano discriminati in questo modo - ha detto durante la sua visita all’Onu -. Quella legge è figlia di un’era in cui il calcio era molto diverso e penso sia ora di togliere quella discriminazione. Ci sono modi diversi in cui può essere fatta e magari si può cominciare con un test, un esperimento. Ma penso da tempo che questa legge sia discriminatoria e non cambierò idea: non vedo come possa essere giusto che i tifosi di uno sport vengano trattati in modo diverso dagli altri”.
PRO E CONTRO
—La legge, introdotta nel 1985, proibisce di bere alcolici in curve e tribune degli stadi, ma non di vendere bevande alcoliche negli impianti inglesi. Si può bere prima di entrare e dentro lo stadio, ma non seduti al proprio posto, mentre si guarda la propria squadra giocare. La legge, The Sporting Events Control of Alcohol Act, è in vigore in Inghilterra e in Galles per i cinque campionati calcistici principali. Le parole del primo ministro hanno già acceso il dibattito. Tom Greatrex, presidente dell’associazione tifosi, ha ricordato che la sua associazione “sostiene da tempo che sia ingiusto criminalizzare i tifosi di calcio per bersi una birra durante la partita, soprattutto perché puoi sederti nello stesso seggiolino dello stesso stadio e bere una birra mentre guardi un concerto o una partita di calcio”. Diversa invece la posizione della polizia inglese: “Sarebbe irresponsabile alimentare comportamenti violenti e criminali, che purtroppo si riscontrano durante le partite di calcio, permettendo un maggior consumo di bevande alcoliche” ha detto un portavoce. La legge del 1985 che non permette di bere seduti al proprio posto non significa che i tifosi inglesi non bevono: arrivano allo stadio “preparati”, con birra e alcol da assumere durante il viaggio, e prima della partita o all’intervallo fanno le code nei bar dello stadio, dove i prezzi restano simili a quelli dei bar nelle varie città. L’appello del Primo Ministro cambierebbe solo la possibilità di bere durante le partite, riportando l’alcol sugli spalti come ha sperimentato con successo la sempre più popolare lega femminile. Con Burnham come sostenitore, la questione è appena aperta.
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