La rimpatriata di Van Bommel: Italia-Belgio nello stadio in cui vinse lo scudetto col Milan
Il tecnico dei Diavoli Rossi è stato a Milanello una stagione e mezza, vincendo due titoli, ed è molto legato all'ambiente rossonero. In passato è anche stato fra i papabili per la panchina
Il tecnico dei Diavoli Rossi è stato a Milanello una stagione e mezza, vincendo due titoli, ed è molto legato all'ambiente rossonero. In passato è anche stato fra i papabili per la panchina
Marco Pasotto Giornalista 24 settembre - 18:28 - MILANO English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google Mark van Bommel, 49 anni. AfpLo chiamavano "Generale", e ovviamente non ha nulla a che fare con uniformi e orientamenti politici. Mark van Bommel a Milanello era il Generale per diritto (acquisito) di leadership. Perché era un comandante naturale già quando giocava ancora a pallone. Predisposizione poi confermata nella sua seconda vita calcistica trascorsa in panchina, che venerdì sera lo vedrà sfidare la nuova Italia di Mancini alla guida del Belgio in Nations League. Il calcio sa sempre come riallacciare i fili del passato, elargendo quel pizzico di nostalgia: si gioca all'Olimpico di Roma, ovvero dove Van Bommel vinse lo scudetto 2010-11 con Allegri in panchina.
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—Mark ha trascorso una stagione e mezza intensa a Milanello. Arrivato a gennaio del 2011 dal Bayern a titolo gratuito, dopo un addio burrascoso con Van Gaal, oltre al campionato ha vinto anche la Supercoppa di Lega nel derby milanese giocato a Pechino. In rossonero ha messo insieme, tutto compreso, 50 presenze tonde. Allegri lo piazzò davanti alla difesa, al posto dell'acciaccato Pirlo, sovvertendo di fatto uno dei dogmi di casa rossonera: al centro della mediana a tre non più il regista dai piedi raffinati e il lancio visionario, ma una roccaforte eretta soprattutto a beneficio della fase difensiva. Delegando quindi la maggior parte del lavoro di costruzione alle mezze ali. Van Bommel peraltro non aveva assolutamente piedi ruvidi, non era un semplice frangiflutti. E ci mise poco a conquistare la gente milanista: professionalità a fondo scala, spirito di sacrificio, bene collettivo sempre davanti alle esigenze personali, serietà, quella sana dose di agonismo che i tifosi apprezzano sempre. Un senatore nato, che all'epoca aveva 34 anni.
Van Bommel a contrasto con Fabregas. Ansatrofei
—Un affetto che l'olandese ha sempre ricambiato. Milano e il Milan per lui sono stati, e sono ancora, posti del cuore lungo una carriera in cui comunque ha giocato in club come Psv, Barcellona e Bayern. Tanto che, nelle settimane febbrili di due anni fa in cui la panchina rossonera era in subbuglio - ricordate il #Nopetegui? -, Van Bommel era stato uno dei nomi circolati fra i papabili. Ed è ricomparso sui radar, ma con meno insistenza, anche successivamente. A spingere per lui c'era Ibrahimovic, che con Mark ha condiviso spogliatoio e trofei, e che per Mark nutre una stima profonda. D'altra parte, quando l'olandese si congedò dal mondo rossonero, disse queste parole: "Ricordo quando Galliani mi ha detto 'Puoi venire a Milano? Abbiamo bisogno di te'. Comunque questo è un arrivederci, magari tornerò qui come allenatore". Per adesso in Italia ci torna da avversario degli azzurri, nello stadio dove vinse uno scudetto. Poi, chissà.
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