Maghetto McKennie: il vero bomber della Juve è l'americano
La Gazzetta dello Sport

Maghetto McKennie: il vero bomber della Juve è l'americano

Lunedì 9 febbraio 2026
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Nel 2026 sono già cinque i gol di Weston: da quando c'è Spalletti in panchina nessun centrocampista segna come lui in Serie A

Nel 2026 sono già cinque i gol di Weston: da quando c'è Spalletti in panchina nessun centrocampista segna come lui in Serie A

Dal nostro inviato  Matteo Nava 9 febbraio - 11:28 - TORINO

Scompare e ricompare, si mimetizza, trova ogni volta l’incantesimo giusto per rendersi utile per la Juventus. Weston McKennie non è un mago da copertina o da effetti speciali, però ormai ci ha preso gusto ad agitare la sua bacchetta davanti alle telecamere. Ieri, all’Allianz Stadium, lo ha fatto per la settima volta in stagione come mai gli era capitato prima nella vita e qualche istante per la sua esultanza se l’è preso anche se – in quel momento – la concentrazione per un recupero a metà dell’opera aveva fagocitato lo spazio che solitamente dedica ai festeggiamenti. A conti fatti, senza quel colpo di testa la Signora non avrebbe potuto lanciare l’infinito assalto che ha portato al definitivo pareggio. La magia, dopo tutto, rende possibile l’impossibile. 

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vita da bomber

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Chissà chi, a fine ottobre, avrebbe scommesso sulla possibilità dello statunitense di riscrivere il proprio primato di reti stagionali tra tutte le competizioni. La risposta è facile: nessuno. Quando Luciano Spalletti ha accettato la panchina proposta dall’ad bianconero Damien Comolli, McKennie era ancora a secco di gol: oggi, poco più di tre mesi dopo, è il secondo miglior marcatore della squadra a pari merito con il centravanti titolare Jonathan David e dietro soltanto alla stella Kenan Yildiz (nove reti). Ancora – chissà per quanto – nel paradossale scenario di un contratto in scadenza, Weston resta l’uomo più efficace di cui l’ex ct dispone. I suoi gol, questo è il bello, sono soltanto la scintillante carta regalo con cui il centrocampista confeziona le sue prestazioni, ma il fatto è che i suoi numeri da realizzatore, ora, sono pure migliori dei colleghi che della rete fanno la propria missione principale. Da quando Spalletti è l’allenatore della Juventus, per esempio, nessun centrocampista della Serie A è riuscito a segnare quanto lui tra competizioni nazionali e coppe europee ed è anche per merito suo che la Signora è ancora in corsa per un posto in Champions. "Non ha bisogno di minacciare – lo elogiava qualche settimana fa Spalletti -, perché lui ti guarda con un sorriso e poi ti sfida". Certo che sorride, McKennie: scompare, ricompare e poi segna. Come quando al 59’ ha rimesso la partita sui binari della rimonta. Magia.

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