McTominay, sollievo Napoli: contro la Roma ci sarà
Lo scozzese è insostituibile, ma nonostante l'emergenza a centrocampo Conte non lo rischierà per la gara di Coppa Italia con il Como
Lo scozzese è insostituibile, ma nonostante l'emergenza a centrocampo Conte non lo rischierà per la gara di Coppa Italia con il Como
Antonio Giordano Collaboratore 9 febbraio - 11:28 - NAPOLIMa sì, c’è di peggio nella vita di un una infiammazione al tendine che va dal gluteo all’ischiocrurale, roba che solo i medici possono maneggiare e spiegare, ma poi può darsi ci sia anche di meglio, soprattutto se già ti mancano De Bruyne, Gilmour e Anguissa. Scott McTominay è d’acciaio, dunque non si spezza, ma comunque si piega, se le partite giocate sono 27 (Nazionale inclusa), se dal 18 ottobre non si è mai fermato, se in questi quattro mesi gli è stato concesso di saltare la prima ora con il Cagliari in Coppa Italia e quella con il Lecce... È fatale, forse, o magari no, però intanto mentre il Como si avvicina e la Coppa Italia - a differenza di un anno fa - è un desiderio (in)confessabile, è il caso di usare la prudenza: a casa, o in tribuna, a meno che stamattina, presentandosi a Castel Volturno, non ricominci a zompettare come spesso gli accade.
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—In teoria, questo problema va avanti da un po’, però è sempre stato semplice da governare, almeno così ha detto il campo, e McTominay in questo periodo ci ha messo un capolavoro con la Nazionale che è valsa la qualificazione ai Mondiali e poi anche sette dei suoi dieci gol stagionali. Quelli inutili stanno in Champions, quelli provvidenziali stanno tutti in campionato: quando segna McTominay, il Napoli non perde, così raccontano le statistiche che sono inattaccabili: vittoria a Marassi, con una rete ispirata dal papà ("tira di più dalla distanza") e con la conclusione deviata da portiere genoano sul piede del rapace Hojlund; ma prima, doppietta a San Siro per il 2-2 con l’Inter, rete sferzante per afferrare il Verona, il piedino nel 3-1 sull’Inter in casa (e che piedino) e l’ouverture con il Sassuolo, quella specie di ponte che legava il passato al presente.
perché?
—Conviene non esagerare, a questo punto, perché domenica sera al Maradona c’è la Roma, c’è una fetta di Champions League in palio e il Napoli sta strettissimo a centrocampo: ne ha tre, adesso che si è capito che Vergara ha facoltà di giocare, e dunque... Niente Como, anche se McTominay ci vorrebbe essere ma gli è stato spiegato che non è il caso: avrebbe voluto rimanere anche sabato sera a Marassi, quando nell’intervallo gli hanno suggerito di arrendersi per non complicare la vita a chiunque, anche a se stesso. E lui, con la tuta, ha sfidato il freddo e si è messo in panchina, poi è corso da Hojlund per abbracciarlo per il 3-2 e ad accarezzare Buongiorno. Mvp McTominay non è solo l’Mvp della passata stagione, è l’irrinunciabile protagonista di questa stagione, è il vice-capocannoniere alle spalle di Hojlund, è luce ovunque in una annata in cui si è inventato qualsiasi cosa: esterno di sinistra, mezzala, mediano e nelle fasi più delicate della partita, pure il regista per dare una mano a Lobotka. Oltre, ovviamente, ad essere il bomber aggiunto. Ma stavolta non si può, proprio no, altrimenti c’è il pericolo concreto di doverlo perdere per la gara con la Roma, rischio inavvicinabile per l’importanza del mach e per la centralità che McTominay ha in questa squadra, piena di lui, della sua fisicità. E allora, qualcosa magari Conte si inventerà, come ha fatto a Marassi nel finale di partita, quando mescolando ha tirato fuori qualcosa di assai simile al 3-5-1, che declinandolo diversamente diventerebbe contro Fabregas 3-5-2. Perché centrocampisti non ne esistono più... E senza McTominay, manca altro, una specie di mago che si inventa gol da applausi a scena aperta dalla distanza ed interpretazioni moderne del suo ruolo, che non è ancora ben chiaro quale sia, perché gli riescono tutti bene. Ma riposare, domani, diventerà un imperativo. Una volta, senza Mct, va bene, due no.
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