Van Bommel: "Contro l'Italia vedrete un Belgio di grande personalità. E ho fiducia in Openda"
Il neo allenatore di Lukaku e compagni ha vinto uno scudetto a Roma con il Milan: "Bei ricordi dell'Olimpico. E Moreira può togliersi con la nazionale belga tante soddisfazioni"
Il neo allenatore di Lukaku e compagni ha vinto uno scudetto a Roma con il Milan: "Bei ricordi dell'Olimpico. E Moreira può togliersi con la nazionale belga tante soddisfazioni"
Roberto Maida Giornalista 24 settembre - 20:36 - ROMA Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleGli hanno affidato una missione precisa: ringiovanire il Belgio e portarlo al Mondiale del 2030. Marc Van Bommel è stato scelto un po’ a sorpresa – non allenava da due anni - dopo un accurato casting come successore di Rudi Garcia. Con l’Anversa, sempre da olandese trapiantato in Belgio, aveva lavorato molto bene, vincendo nello stesso anno campionato e coppa. Poi però era uscito di scena per ragioni personali (suo figlio ha avuto un incidente al ginocchio e ha preferito restargli vicino) e professionali (ha ricevuto delle offerte a stagione in corso, anche dall’Italia, e ha preferito declinare). La chiamata quasi improvvisa di una nazionale prestigiosa, con un contratto di due anni più due, gli restituisce un posto di primo piano tra i tecnici. Ex centrocampista del Milan, dove ha giocato per due stagioni tra il 2010 e il 2012 vincendo uno scudetto proprio all’Olimpico di Roma, Van Bommel ricorda con gioia il periodo italiano: “Questo stadio mi riporta alla mente una serata bellissima, il Milan ha conservato un posto speciale nel mio cuore. Ovviamente per me non è come tornare a Milano. Ma quella notte all’Olimpico fu davvero speciale”.
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—Van Bommel vede analogie tra il suo progetto e quello dell’Italia di Mancini: “È difficile preparare una partita del genere in quattro giorni. Non sai cosa aspettarti dall’avversario, vale per noi e per loro. La nostra intenzione è trasmettere una filosofia di gioco, che prevede il controllo del pallone e una certa personalità in campo, ma è evidente che servirà del tempo ai giocatori per recepire le idee che vogliamo applicare. In questo momento conta il risultato, chiaro, ma anche crescere come gruppo e come squadra”. La base di partenza è buona: “Il Belgio viene da un ottimo Mondiale, è stato eliminato dai campioni della Spagna per pochi dettagli. È giusto ripartire da una rosa non molto diversa da quella che si è ben comportata in America, aggiungendo qualcosa”. L’Italia invece al Mondiale non si qualifica dal 2014: “Ma questo significa poco. Ora si riparte tutti da zero. L’Italia è una squadra forte. E noi siamo contenti di approcciare questa Nations League affrontando subito una grande partita”.
i singoli
—Lukaku ha giocato nella Roma e tante volte all’Olimpico ma potrebbe comunque cominciare dalla panchina, lasciando spazio a De Ketelaere come falso nove: “La sua esperienza e i tanti gol non sono da soli un motivo per farlo giocare dall’inizio. Anche al Fenerbahçe spesso Romelu entra dalla panchina perché ha bisogno di raggiungere la migliore condizione. Non sono preoccupato della sua situazione, presto sarà molto utile”. Come Diego Moreira, che nel Milan è partito fortissimo: “È un ragazzo di qualità, che ha tratto giovamento dal trasferimento in Italia. Può fare diversi ruoli e ha un bon carattere. Se gioca con continuità può togliersi molte soddisfazioni anche nel Belgio”. Al pari di Openda, dopo il flop Juventus: “Non so perché alla Juve sia andato così male, bisognerebbe chiederlo anche a loro. Di sicuro nel Lione sta andando alla grande e ha meritato di essere convocato. Ho fiducia in lui”. Courtois invece è rimasto a casa: “Sono andato a trovarlo a Madrid e abbiamo convenuto di fargli saltare la Nations League. Poi vedremo”.
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