Paris: "In pace dopo il bronzo. Sono diventato il più grande discesista italiano. Il rimpianto? Uno solo..."
La Gazzetta dello Sport

Paris: "In pace dopo il bronzo. Sono diventato il più grande discesista italiano. Il rimpianto? Uno solo..."

Lunedì 9 febbraio 2026
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Terzo nella discesa olimpica, quinto dopo la manche di velocità in combinata e in attesa del superG, Domme Paris traccia un bilancio della carriera: "Quest'estate mi godrò figli e famiglia, e suonerò col mio gruppo, abbiamo già tre concerti fissati"

Terzo nella discesa olimpica, quinto dopo la manche di velocità in combinata e in attesa del superG, Domme Paris traccia un bilancio della carriera: "Quest'estate mi godrò figli e famiglia, e suonerò col mio gruppo, abbiamo già tre concerti fissati"

dal nostro inviato  Andrea Fanì 9 febbraio - 12:44 - BORMIO (SONDRIO)

Bronzo nella discesa olimpica di Milano Cortina dietro Von Allmen e Franzoni, quinto dopo la manche di velocità nella combinata a squadra (ora aspetta lo slalom del compagno Tommy Sala). È un Dominik Paris sorridente e rilassato quello che si presenta nella zona mista in fondo alla pista Stelvio di Bormio. Battute, pensieri, riflessioni: dieci minuti per tracciare un bilancio della carriera. "Perché ora sono davvero in pace con me stesso".

Come si è sentito il giorno dopo il bronzo, Dominik?

"Ah finalmente ho dormito proprio bene! È stata la prima, e forse anche l'ultima, medaglia olimpica per me. Ho smaltito tutto, le tensioni, le pressioni".

Beh ma c'è ancora la combinata...

"Ah sì sì, ma io alla medaglia ci credo. Tommy Sala è uno slalomista solido e siamo in buona posizione, a 6 decimi da Franzoni-Vinatzer".

VIDEO: Milano Cortina, il meglio del giorno 1: Lollobrigida, Franzoni, Paris e non solo

Come avete scelto le coppie?

"Giovanni aveva fatto meglio in discesa quindi lui sceglieva per primo, poi io e così via. Io con Vinatzer ho già gareggiato tante volte, quindi non mi dispiace cambiare, eh eh eh".

Dopo il bronzo ha sentito la famiglia? I suoi bambini cosa le hanno detto?

"Ah sì sì, li sento tutti i giorni e ci vediamo in videochiamata. Mi hanno detto, 'papà, finalmente ce l'hai...'. Mi chiedono sempre di tornare a casa con qualcosa, stavolta torno".

E cosa gli porta? Cosa gli ha comprato?

"Comprare? No no, loro parlavano di tornare a casa con la medaglia, eh eh eh. Sono in pace con me stesso adesso. Peccato un po' di amaro se mi guardo indietro...".

Per cosa?

"La coppa di discesa che non ho mai vinto. E in buona parte per colpa mia. Io andavo sempre a tutta, pensando solo a vincere le gare. Invece se mi guardo indietro alcune volte avrei dovuto accontentarmi del piazzamento. Beat Feuz mi ha fregato così: in alcune stagioni vincevo la metà delle gare ma lui mi stava sempre attaccato. Altre volte io rischiavo troppo e lui si piazzava. Vabbè, dai, è andata. Io cerco sempre il limite, è il mio carattere".

Prossimi orizzonti?

"Mah, non ci penso. Quando ero piccolo sognavo di diventare il più grande discesista italiano di sempre, ma mai mi sarei aspettato di farcela. Invece l'ho fatto, in più la gente mi vuole bene, questo mi ripaga anche della coppa di specialità che non ho vinto e mi fa sentire in pace".

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"Ah no, no, adesso relax. Però con la band abbiamo già tre concerti fissati per l'estate: due in Svizzera e uno dalle mie parti. Ma ci stanno arrivando anche altre richieste, boh, vediamo".

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