Settore Automotive: componentistica italiana, valore a livello mondiale
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Settore Automotive: componentistica italiana, valore a livello mondiale

Lunedì 9 febbraio 2026
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Un tessuto imprenditoriale di oltre 2 mila aziende con 168.000 addetti, che investe in innovazione, conquista clienti in Europa e presidia i mercati emergenti

Un tessuto imprenditoriale di oltre 2 mila aziende con 168.000 addetti, che investe in innovazione, conquista clienti in Europa e presidia i mercati emergenti

Gianluigi Giannetti 9 febbraio - 12:12 - MILANO La componentistica italiana ha un grande valore economico e sociale Getty

Un valore cruciale per l’imprenditoria italiana, ma anche un asset essenziale per l’industria europea, che trova un partner in grado di offrire flessibilità su orientamenti e processi produttivi. Il settore italiano della componentistica Automotive, secondo i dati più recenti forniti dalla associazione di categoria Anfia, accoglie 2.134 imprese e impiega circa 168.000 addetti. Nel 2024, ultimo dato disponibile, ha generato un fatturato stimato complessivo pari a 55,5 miliardi di euro. Una eccellenza italiana che trae forza dalla alta specializzazione delle impese e dalla loro sensibilità nell’intercettare andamenti dell’industria, anche in circostanze macroeconomiche e geopolitiche complesse. Dopo anni positivi, il 2024 ha segnato contrazione dei ricavi totali del settore pari al 6,0%. Nell’universo delle differenti specificità, i cali più marcati hanno riguardato i fornitori di moduli e integratori di sistemi (-8,2%), gli specialisti (-7,0%) e i subfornitori delle lavorazioni (-6,8%). In controtendenza, gli specialisti del motorsport (+1,2%) e quelli dell’aftermarket (+0,6%).

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Distribuzione della aziende per regione di appartenenza (Fonte: ANFIA)

Il quadro complessivo

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Per delineare il perimetro di un ricco e vivo tessuto imprenditoriale ci basiamo sullo strumento di analisi più aggiornato, “Osservatorio sulla componentistica automotive italiana e sui servizi per la mobilità 2025”, rapporto redatto dall’Anfia sulla base di una indagine che ha interessato circa 2.090 imprese di componentistica automotive con sede legale in Italia, utilizzando come base i riscontri dell’anno 2024. Guardando la distribuzione territoriale, appare marcata la concentrazione di aziende del settore nelle regioni del Nord-ovest, con il Piemonte al primo posto (il 33,6%), seguito dalla Lombardia (il 27,0%). Queste due regioni rappresentano da sole quasi il 61% del totale nazionale. A distanza troviamo l’Emilia-Romagna (il 10,5%), il Veneto (il 9,0%) e la Campania (il 3,4%), mentre le restanti regioni presentano incidenze inferiori al 3%. Le imprese mantengono per il 44% una gestione legata al nucleo famigliare. Guardando alla struttura proprietaria, le aziende indipendenti rappresentino la quota più consistente fra quelle oggetto dell’indagine, rappresentando il 61% del totale. Le attività inserite in un gruppo aziendale si distribuiscono invece tra un 19% che fa riferimento a capogruppo estera e un 20% con capogruppo italiana. Nella valutazione dei volumi d’affari, considerando la progressione in un quinquennio, la distribuzione delle imprese per classi di fatturato si mantiene complessivamente stabile. La fascia 10–49,9 milioni di euro risulta la più rappresentata, con una quota costante del 34% dal 2022 in poi, mentre mantiene la sua posizione anche la classe 2–9,9 milioni, seppure con una contrazione rispetto al 2020. Più evidenti le oscillazioni nella fascia di imprese con volume di affari fino a 2 milioni, che dopo aver raggiunto il 25% del totale, nel 2024 si riassesta sulla quota del 17%. Le aziende di dimensioni maggiori, oltre 50 milioni, sono il 20%. La forza di quello che definiamo tessuto imprenditoriale sta anche nell’attitudine alla collaborazione tra aziende, più sensibile nelle regioni settentrionali a maggiore “vocazione automotive”, mentre al centro-sud si evidenzia una presenza più limitata. Il Piemonte (61,7%) e la Lombardia (50,0%) rappresentano i principali poli di riferimento, seguite da Emilia-Romagna (29,1%) e Veneto (26,5%).

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Ambiti tecnologici delle imprese del comparto  (Fonte: Anfia) 

Dinamismo e specializzazione

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La filiera italiana Automotive già mostra di applicare nella pratica industriale il principio della neutralità tecnologica, con le aziende che si dedicano cioè alla produzione di componentistica destinata a qualsiasi tipologia di veicolo. Il 38,2% delle imprese presidia specificamente la catena di valore legata ai motori a combustione interna attraverso la fornitura di componenti specifici, come basamenti, bielle, pistoni, o comunque connessi al funzionamento del powertrain endotermico. Il 18,5% delle aziende è impegnato nella produzione di componenti per veicoli elettrici e di infrastrutture di ricarica, mentre più contenute risultano le attività legate ai sistemi alternativi di alimentazione, come il Gpl/Metano (il 6,9%) e soprattutto le fuel cell a idrogeno (il 6,0%). Peso in crescita quello del digitale, con l’8,6% delle realtà che sviluppa hardware e software per veicoli connessi e autonomi, mentre nei servizi di mobilità smart e con supporto satellitare è l’orizzonte per 3,7% delle imprese oggetto della analisi Anfia. Le imprese che dichiarano di aver introdotto sul mercato almeno un prodotto nuovo o una innovazione di processo nel triennio 2022-2024 sono il 79%. Il 40,2% ha introdotto esclusivamente nuovi prodotti per il mercato di riferimento dell’impresa, mentre il 40,6% ha innovato solo prodotti già presenti. Osservando i settori di destinazione di parti e componenti/servizi, diversi dall’Automotive, quello delle “due ruote” pesa per il 22%.

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Distribuzione delle imprese e degli investimenti all'estero (Fonte: ANFIA)

Internazionalizzazione

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Nel 2024, ultimi dati disponibili, il valore delle esportazioni della filiera dei componenti per autoveicoli ha registrato una flessione (-3,1%), con un ammontare di 24,6 miliardi di Euro, pari al 4% circa dell’export totale italiano. Il comparto della componentistica italiana nel suo complesso ha chiuso il 2024 con un calo del 20,5% dell’indice della fabbricazione di parti e accessori per autoveicoli e loro motori, mentre per il fatturato la variazione negativa dell’indice è stata del 14,4%. Nello stesso periodo, si è registrata anche un discesa delle importazioni (-8,7%) per un valore di 17,8 miliardi di Euro, ovvero il 3,1% delle importazioni italiane totali. La bilancia commerciale del comparto della componentistica Automotive ha mantenuto un saldo positivo di 6,8 miliardi di Euro sul 2023. Considerando ancora le imprese di componentistica automotive prese in esame dall’analisi “Osservatorio sulla componentistica automotive italiana e sui servizi per la mobilità 2025”, ovvero 2.090 sul totale imprese di 2.134 a livello nazionale, il 33,4% di loro esporta in misura quasi totale o esclusiva, ricavando dall’estero oltre il 75% del fatturato), il 25,2% è tra i grandi esportatori con ricavi esteri fra il 51 e il 75%, il 24,5% tra i medi (25– 50%) e il 16,9% tra i piccoli, con meno del 25% del fatturato. Fra le diverse categorie, i sistemisti e modulisti emergono nettamente, con oltre il 54,5% di loro che rientra tra gli esportatori quasi totali. Quanto agli investimenti esteri, nel triennio 2022–2024, l’area più attrattiva è risultata l’Europa dell’Est, indicata dal 39% delle imprese, seguita dal Sud Est Asiatico (il 37%) e da altri Paesi europei (il 29%). Per il triennio 2025–2027, il baricentro si sposta ulteriormente, con il Sud Est Asiatico che conquista il 39%, seguito da Medio Oriente e Africa (il 36%) e dall’America del Nord (il 34%) mentre l’interesse per l’Europa dell’Est è in calo.

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