A questo Lautaro l'Inter può chiedere solo una cosa... Che duri a lungo
La Gazzetta dello Sport

A questo Lautaro l'Inter può chiedere solo una cosa... Che duri a lungo

Sabato 26 settembre 2026
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L'argentino è il leader di cui la squadra ha bisogno e lo ha dimostrato più volte

L'argentino è il leader di cui la squadra ha bisogno e lo ha dimostrato più volte

Stefano Barigelli Direttore 26 settembre - 00:04 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Per chi suona la campana dello scudetto? Troppo presto per dirlo, ma tra le certezze che ci consegnano queste prime settimane di campionato una sovrasta le altre: Lautaro Martinez resta il giocatore più decisivo. All’Inter continua a portare in dote non soltanto i gol, che non è poco, ma soprattutto è portatore sano dell’antidoto alla suicida presunzione che ancora permea i campioni d’Italia: la fame. Lautaro hai sempre l’impressione che sia alla ricerca della prima vittoria, del primo scudetto, del primo titolo cannonieri. Invece alle spalle ne ha già collezionato una serie. Non gli è andato giù sicuramente il Mondiale, a cominciare dalle scelte incomprensibili di Scaloni: come si fa a lasciare fuori dalla finale uno degli attaccanti più forti del mondo? Per chi poi? Che sia rientrato più determinato che riposato si è capito dalla volontà di rientrare in anticipo dalle vacanze e di giocare subito, lui comunque che con la nazionale argentina era arrivato fino a metà luglio. 

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temperamento da condottiero

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Lautaro è il più capitano possibile e il più indispensabile tra i giocatori di Chivu. La stagione scorsa la situazione diventò traballante dopo il suo infortunio col Bodo. Con il rientro è arrivato l’allungo scudetto. L’Inter ne è talmente consapevole che in estate il proprio mercato è stato orientato anche dalla chiara necessità di una leadership diffusa. La scelta di Stones nasce così. Un profilo che anagraficamente sfugge alle regole economiche di Oaktree, ma che si spiega con la personalità del difensore che Guardiola, a un certo punto, si inventò a centrocampo. Stones però frequenta lo spogliatoio nerazzurro da troppo poco per determinare il temperamento dell’intera squadra. Quel lavoro ancora lo fa all’Inter meglio di tutti appunto Lautaro. Ma il calendario è lungo, gli obiettivi molto ambiziosi, il tentativo di arrivare più avanti possibile in Champions è al secondo posto nella lista dei desideri. In cima c’è sempre la riconferma dello scudetto. Alla fine della partita con la Roma, si è avvicinato a Martinez proprio Gasperini, che scherzando gli ha detto: "Ma la smetti di segnarmi ogni volta?". Dietro quella battuta che Gasperini, grande allenatore, fa raramente c’è il rispetto per un giocatore che dà sempre tutto in tutte le partite. Cos’altro puoi chiedere a un capitano? Soltanto che duri a lungo.

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