Sartori: "Basta pessimismo e io non scappo da Bologna. Palladino? Un mix di Italiano e Motta"
Il dt rossoblù sul momento delicato che sta attraversando la squadra: "Esonero di Tedesco? SE allenatore e squadra non si prendono, va così. Resterò qui a vita"
Il dt rossoblù sul momento delicato che sta attraversando la squadra: "Esonero di Tedesco? SE allenatore e squadra non si prendono, va così. Resterò qui a vita"
Dal nostro inviato Matteo Dalla Vite 26 settembre - 08:46 - CASTELDEBOLE (BOLOGNA) Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleI soliti ottomila fogli sulla scrivania con un ordine quasi mistico: il mercato di domani. La solita cartina del mondo dietro le spalle: tutto sotto controllo. Il cellulare che, come suoneria, ha un tono che molti userebbero da sveglia: ma lui è sveglissimo. Lui è Giovanni Sartori, a Bologna dal 2022, una storia ben nota e un futuro che non vuole mettere in discussione. "Qualcuno dice che non rinnoverò il contratto per vari motivi? Io non scappo". Il suo ufficio, il primo a destra salendo le scale, non ha nulla da terz’ultimo posto. "Eccerto che ci sono stato al terz’ultimo posto – sorride - col Chievo tante volte, detto che il mio primo anno qui dopo 5 giornate avevamo 3 punti. Ma questo catastrofismo che avverto non fa per me e per noi. E nemmeno per una città come Bologna". E si parte da qui.
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"Ma il pessimismo cosmico mi pare troppo: attorno a noi si è creata un’aria non positiva probabilmente da quest’estate, dal dopo-mercato. È nostro dovere trasformarla in positività, così com’è dovere di chi c’è ora di trovare molto presto la quadra a una… squadra che ha bisogno del tempo per sopperire ai 4 titolari (Lucumi, Castro, Freuler, Rowe, ndr) partiti".
Il Bologna ha incassato tanto ed è meno forte di un anno fa. Tesi difensiva?
"I conti si fanno alla fine, sempre. E ripeto che nel 2022 eravamo partiti male per poi arrivare a un punto dalla Conference. In questi anni siamo stati bravi e fortunati a fare un calcio sostenibile economicamente e anche sportivamente: sembrava che potesse finire il mondo dopo gli addii di Zirkzee, Calafiori, Beukema, Ndoye; invece no, qualcosa abbiamo fatto e vinto. Voglio dire: ora siamo al mio quinto anno e speriamo di avvicinarci alla perfezione. Di questa squadra attuale mi danno fiducia tre cose: l’allenatore, il tempo per lavorare e gli uomini che valgono".
Al di là di chi ama fare i conti, i tifosi si chiedono se c’è un’aria di disimpegno da parte di Saputo.
"A me non risulta: Saputo è sempre qui e ha partecipato a tutto, mercato compreso. Quindi no".
Che cosa non è andato con Domenico Tedesco?
"L’incontro che abbiamo avuto, dopo la partita di Napoli, è stata la goccia: c’è stato un lungo confronto nel quale sono emerse forti perplessità. Il suo esonero è stata una sconfitta per tutti, è stato difficile e a maggior ragione con una persona bella come lui. A volte succede: se le due componenti, allenatore e squadra, non si prendono va così. Evidentemente non erano fatti l’uno per l’altra, anche per principi di gioco...".
Perché Palladino è l’uomo giusto?
"La sua storia parla chiaro, viene da tre anni di risultati evidenti e ha una squadra che pur perdendo 4 undicesimi ha valore. E il suo gioco si avvicina molto a quello di Italiano e non è lontano da quello di Motta".
Le ha già chiesto innesti a gennaio?
"Deve ancora conoscere bene i giocatori che ha. Ma se lo chiederà, la disponibilità c’è".
Sterziamo su di lei: circola voce che Sartori potrebbe salutare a fine stagione…
"Spesso le voci sono molto sbagliate. Ho il contratto in scadenza nel 2027 ma come avevo già detto a giugno, beh, io qui voglio restare a vita. E lo ribadisco. Non scappo di certo; e quanto al rinnovo di solito si prendono in considerazione certe cose a marzo. Altra cosa: a volte viene descritto il Bologna come un insieme di 4 parrocchie, Saputo, Fenucci, Di Vaio e il sottoscritto. La parrocchia è una e si chiama Bologna. La collegialità non è mai mancata, tanto che Palladino lo incontrammo anche 2 anni fa".
Com’è andata con Rowe?
"Fino a dieci giorni dalla fine della sessione estiva non aveva mercato. Nulla. Per noi dentro quel lasso di tempo sarebbe stato sbagliato venderlo, poi qualcosa è cambiato: si è creata una situazione sgradevole con noi, anche coi compagni dentro la quale Johnny chiedeva ripetutamente di essere ceduto. Abbiamo aperto la porta nel momento in cui è arrivata una cifra importante".
Capitolo Freuler: quanto avete tentato di “rinnovarlo”?
"La prima proposta è del settembre 2025: un uno più uno, alzando anche gli emolumenti. Ha sempre tentennato, forse col Mondiale di mezzo si attendeva una grande chiamata. Se è vero che lo riprenderemmo a gennaio? Questo lo dice lei…".
È vero che Alessandro Romano era un obiettivo?
"Sì, non entro nel merito ma poi è stata fatta la scelta di andare su un box to box, Amondarain".
Piccoli e Dovbyk: scommesse o certezze?
"Certezze. Valore riconosciuto in A e un peso calcistico sicuro. Semmai una scommessa è Enem".
Sartori, c’è un problema portiere con Skorupski? Interverrete a gennaio?
"Non c’è un problema portiere se Lukasz tornerà ai livelli degli anni precedenti, livelli molto alti".
Le piace il “nuovo calcio” in chiave arbitrale?
"Moltissimo: faccio i complimenti a Orsato".
Il rinnovo di Bernardeschi è possibile?
"Ha un’opzione di rinnovo, quindi...".
Raimondo a Frosinone sta crescendo bene.
"È un valore del Bologna, oltretutto in prestito secco ed era giusto che facesse lo stesso percorso di un altro attaccante che restò due anni nella stessa piazza, a La Spezia: quell’attaccante si chiama Pio Esposito...".
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