Lautaro, Paz, Mastantuono e... La Serie A fa gli straordinari per l'addio di Messi alla nazionale
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Lautaro, Paz, Mastantuono e... La Serie A fa gli straordinari per l'addio di Messi alla nazionale

Sabato 26 settembre 2026
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All’ultima del campione con l’Argentina ben sette “italiani”: in campo il 6 ottobre. E dal 10 riecco il campionato

All’ultima del campione con l’Argentina ben sette “italiani”: in campo il 6 ottobre. E dal 10 riecco il campionato

Vincenzo Di Schiavi Giornalista 26 settembre - 08:45 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

Già il prologo enfatizza l’epica dell’ultimo ballo. Ottantacinquemila biglietti polverizzati in due ore. Monumental esaurito. Maglia celebrativa che richiama la bandiera argentina, ma a tre bande verticali: in mezzo però non c’è il Sole che richiama la rivoluzione di maggio del 1810, incipit dell’indipendenza dalla Spagna. È stato posizionato sul retro forse perché un altro sole si sta spegnendo. Quello di Leo Messi, all’ultima recita con l’Albiceleste, che lo ha elevato, nella narrazione collettiva, fino all’orbita del dio Diego. Al richiamo del leader maximo, protagonista a suo modo di una rivoluzione felpata, baciata dal talento, ma comunque di matrice popolare, ha risposto la colonia argentina della Serie A. Lautaro, ovviamente: e poi Nico Gonzalez, Mastantuono, Nico Paz e i tre romanisti Balerdi, Soulé e Castro. Nel limbo altri due giallorossi: Dybala e Molina, perché al Monumental è stata chiamata anche tutta la rosa campione del mondo nel 2022 con le famiglie. La Roma quindi, ma anche Inter, Como e Juventus. Oltre alla Fiorentina. Vista da questa parte dell’oceano, nelle logiche della Serie A, un bel problema. Un tributo che potrebbe anche presentare un prezzo salato in un ottobre che si preannuncia di fuoco. 

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maratona

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Scaloni ha chiamato 28 giocatori per le tre amichevoli con Bolivia (1° ottobre), Burkina Faso (il 4) e appunto la sfida col Benin, quella che entrerà nella storia. Il 6 ottobre per il fuso di Buenos Aires. Non c’è ancora un orario ufficiale, ma si suppone la notte tra il 6 e il 7 ottobre in Italia, quando l’Argentina, e non solo, si fermerà per celebrare il proprio idolo. Festa, lacrime, emozioni, certo. Ma per i sette argentini presenti aleggia pure l’incombenza del ritorno, con la sesta giornata di Serie A sullo sfondo. La situazione più complicata pare quella di Mastantuono e Lautaro: sabato 10 ottobre ci sono Genoa-Fiorentina e Inter-Parma. Nell’ipotesi più ottimistica si parla di un rientro il giovedì. Con i giocatori di fatto a disposizione dei club nell’immediata vigilia con un viaggio intercontinentale sulle spalle e condizioni tutte da verificare. Non il massimo per Vanoli e Chivu perché si tratta di due giocatori chiave. In realtà Como e Roma non stanno meglio. Innanzitutto perché domenica al Sinigaglia c’è lo scontro diretto d’alta quota. Fabregas riavrà Nico Paz con le stesse tempistiche, il problema di Gasperini è che ne attende almeno tre. E poi Spalletti: Nico Gonzalez è tra i bianconeri più in forma e domenica sera c’è Cagliari-Juventus, particolarmente insidiosa in questo momento. Insomma, tutti dovranno fare i conti con rientri last minute che non piacciono a nessuno. Come consolarsi? Guardando chi sta peggio. Come il Cholo Simeone che al Messi-Farewell ha ben quattro giocatori compreso il figlio e sabato l’Atletico Madrid è atteso a Vitoria sul campo dell’Alaves. Non una novità per la verità. I rientri all’ultimo minuto sono la tassa da pagare per chi si deve spostare dall’altra parte del mondo, ma questa sosta, già lunga, rischia di creare non pochi scompensi. 

europei

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Se Lautaro sbarcherà giusto il tempo per una sgambata prima della sfida di San Siro, Chivu avrà a disposizione quantomeno gli “europei” con più agio. L’ultima giornata di questa finestra di Nations è prevista al massimo martedì 6 ottobre. Ma per il capitano dell’Inter sarà comunque un momento di estasi. L’addio a un compagno unico e inimitabile per cui vale la pena una maratona che porterà Lautaro a macinare migliaia di chilometri in poche ore in un frettoloso rientro. 

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leader

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Scaloni intanto riscrive le gerarchie del dopo Messi, ammesso e non concesso che rimanga al suo posto, affidando al Toro Martinez un ruolo di primissimo piano: "Il capitano sarà Romero. È già stato il terzo capitano dopo Leo e Otamendi. C’è Emiliano Martinez, che può indossare la fascia. Anche De Paul, che non giocherà in queste due partite, può indossarla, così come Lautaro Martinez". Tutti i pensieri del capitano nerazzurro sono rivolti a Leo Messi: "Rimane l’eredità che ha lasciato. Per tutti noi che abbiamo fatto la gavetta, insieme alle nuove leve, ora si tratta di ricominciare da capo, come in ogni percorso". Nico Paz è uno dei possibili eredi del 10 albiceleste: "Prenderne il posto? No, è impossibile: è il più grande della storia e non ce ne sarà mai un altro come lui. È un onore far parte della stessa squadra e condividere il campo con lui. È un sogno che si avvera". Buenos Aires caput mundi per una notte. La Serie A è ben rappresentata. Anche se il ritorno alla quotidianità sarà più duro del solito.

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