La Triade dell’atleta femminile: il costo nascosto del deficit energetico
La Gazzetta dello Sport

La Triade dell’atleta femminile: il costo nascosto del deficit energetico

Sabato 26 settembre 2026
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Il dottor Luca Di Tolla spiega questa particolare condizione femminile

Il dottor Luca Di Tolla spiega questa particolare condizione femminile

Dr. Luca Di Tolla* 26 settembre (modifica alle 10:43) - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

La Triade dell’atleta femminile è una condizione caratterizzata dall’interazione di tre aree strettamente correlate: 

  • Deficit energetico → l’atleta introduce meno energia di quella necessaria a coprire metabolismo + allenamento. 
  •  Alterazioni della funzione mestruale → oligomenorrea, amenorrea o cicli irregolari. 
  • Riduzione della salute ossea → bassa densità minerale ossea e maggiore rischio di bone stress injury/fratture da stress. 

Il modello aggiornato nel 2025 considera inoltre la Triade come un continuum, quindi non è necessario che siano presenti contemporaneamente tutte e tre le manifestazioni in forma grave.

Perché è importante nell'atleta

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Il problema spesso parte da una disponibilità energetica insufficiente. L’organismo riduce alcune funzioni considerate meno urgenti, tra cui quella riproduttiva. La conseguente riduzione degli estrogeni può compromettere nel tempo la salute dello scheletro. È particolarmente importante negli sport in cui peso e composizione corporea hanno forte rilevanza, ma può comparire anche in discipline come il nuoto.

Rimedi/Cosa fare

1. Aumentare l’apporto energetico

  • aumentare gradualmente l’introito calorico;
  • assicurare carboidrati sufficienti rispetto al carico di allenamento;
  • adeguare proteine e grassi;
  • distribuire correttamente i pasti e gli spuntini nell’arco della giornata.

Le linee guida 2025 riportano che un incremento dell’introito energetico di circa 300–600 kcal/die può favorire il recupero della funzione riproduttiva, da personalizzare in base alla situazione clinica.

2. Ridurre temporaneamente il carico di allenamento quando necessario

Non significa necessariamente interrompere lo sport: può essere necessario diminuire volume/intensità o introdurre maggiore recupero, soprattutto in presenza di lesioni ossee da stress.

3. Recuperare il ciclo mestruale

La ricomparsa delle mestruazioni è un importante segnale di recupero, ma un singolo ciclo non significa necessariamente che la funzione ovarica sia completamente normalizzata.

Le linee guida 2025 sottolineano l’importanza di più cicli consecutivi regolari e del recupero dell’ovulazione.

4. Proteggere l’osso

  • adeguato apporto di calcio;
  • adeguata vitamina D;
  • sufficiente energia e disponibilità di nutrienti;
  • valutazione della densità minerale ossea quando indicata;
  • gestione delle eventuali fratture/lesioni da stress.

5. Valutazione multidisciplinare

Nei casi moderati o importanti è indicato un team composto almeno da medico/specialista in medicina dello sport + nutrizionista sportivo, con coinvolgimento di psicologo/psichiatra quando sono presenti disturbi del comportamento alimentare o problematiche psicologiche.

Un punto fondamentale

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La soluzione non è semplicemente prescrivere la pillola anticoncezionale; il trattamento deve affrontare prima di tutto la causa: deficit energetico e carico di allenamento non adeguatamente supportato dall’alimentazione. In situazioni selezionate possono essere considerate terapie ormonali, ma sotto gestione medica specialistica.

*Biologo Nutrizionista Specialista in Nutrizione dello Sport & Dietetica Applicata

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