Antonella Palmisano ad Alghero: "Sogno il triplete, lavorerò sulla pazienza..."
Alla CRAI Alghero Half Marathon numero 9, la campionessa olimpica di marcia si è raccontata, dai salti sui cavolfiori all’oro a Tokyo nel giorno dei suoi 30 anni, fino ai suoi sogni: "Ecco come ho imparato ad affrontare i problemi"
Alla CRAI Alghero Half Marathon numero 9, la campionessa olimpica di marcia si è raccontata, dai salti sui cavolfiori all’oro a Tokyo nel giorno dei suoi 30 anni, fino ai suoi sogni: "Ecco come ho imparato ad affrontare i problemi"
Sara Federico 29 settembre - 16:34 - MILANO Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleNel cuore della Riviera del Corallo, a pochi passi da un centro storico che fonde la cultura sarda a una straordinaria eredità catalana, circa 1.700 persone hanno scelto di non mancare un appuntamento che ormai da nove anni si rivela imperdibile: è la CRAI Alghero Half Marathon, una giornata di festa e di promozione di uno stile di vita sano e attivo in una cornice spettacolare come lungomare di Alghero. Un evento parte dello Sport & Beach Italian Tour, il progetto del Comune di Alghero con La Gazzetta dello Sportnell'ambito del G20Spiagge, il network tra le principali destinazioni balneari italiane. 21 o 10 km, prove non competitive o la Family Run, a scelta: sì perché quello che rende così speciale questa manifestazione è la capacità di coinvolgere tutti, dagli agonisti ai più piccoli, dagli aspiranti runner agli appassionati, o semplicemente agli accompagnatori e famiglie che hanno voluto respirare tutta l’energia di una giornata rappresentativa della vocazione sportiva di Alghero, che conferma un palinsesto ogni anno sempre più ricco di eventi sportivi, sostenuti e promossi con orgoglio da Raimondo Cacciotto, Sindaco di Alghero. E a rendere ancora più magica l'edizione 2026, una madrina d’eccezione: Antonella Palmisano, campionessa olimpica della 20 km di marcia a Tokyo 2020 ed europea a Roma 2024, piuttosto acclamata e molto amata dai presenti. Anche noi ci eravamo, e ne abbiamo “approfittato” per chiacchierare con lei e lasciarci ispirare ed incuriosire dal suo percorso, dai suoi successi e dalle criticità della vita da atleta, e perché no, per strapparle qualche segreto per imparare la marcia, una disciplina tanto affascinate e “per tutti” come lei stessa afferma. Ecco cosa ci ha raccontato.
"sembrava facile"
—Quello che arriva immediatamente a chi incontra per la prima volta la marciatrice di Mottola, in provincia di Taranto, è la sua spontaneità e semplicità, per nulla scontata per un’atleta che ha portato l’Italia dell’atletica sul tetto del mondo. “Come ho cominciato? Ero scarsa a correre, nelle gare campestri arrivavo ultima..” ci racconta scherzosamente. “Non è stato amore a prima vista, semplicemente la marcia mi sembrava più facile, mi veniva in maniera naturale e mi dava più soddisfazioni. Infatti sono arrivata in testa al mio primo Campionato Italiano ed ho pensato di essere portata..” E in effetti ci aveva visto lungo, visto che ad oggi ha collezionato 8 medaglie internazionali in 5 competizioni diverse e 18 titoli italiani, in 6 specialità diverse di marcia. “Col tempo ha iniziato a battermi il cuore, poi ho capito che si faticava..” aggiunge.
Antonella Palmisano, Raimondo Cacciotto, Sara Federicoquei 30 anni d'oro a tokyo, da infortunata
—La prima Olimpiade di Antonella Palmisano risale al 2016, a Rio de Janeiro, un periodo che lei ricorda con grande emozione, a prescindere dal risultato, quel “quarto posto che per me è stata una medaglia d’oro” per usare le sue parole. “Quando parti da un piccolo paese dove nessuno crede nello sport e arrivi a un’ Olimpiade, dopo esserti allenata saltando sui cavolfiori nei campi, perché non hai a disposizione strutture adeguate, capisci che puoi andare oltre i tuoi limiti”. E lo ha dimostrato con l’impegno e la determinazione che la rappresentano, a fianco di suo marito Lorenzo Dessi, ex marciatore azzurro e tecnico delle Fiamme Gialle, suo coach dal 2023: “Quel giorno ho capito che, lavorando ancora di più, a Tokyo avrei potuto fare qualcosa di più bello”. Quel “qualcosa” che è arrivato il giorno del suo 30° compleanno, paradossalmente in uno stato di forma per nulla ottimale: “Dopo un periodo di intenso lavoro, 6 mesi prima delle competizioni mi sono infortunata per un problema che mi sono trascinata per due anni.. è stata una lotta con qualsiasi personale medico” ci spiega col sorriso “ma io non ci avrei rinunciato per nulla al mondo”. Non solo ha gareggiato, ma ha conquistato l’oro in un giorno davvero speciale, in un'estate azzurra incredibile, quella di Jacobs nei 100 metri, Tamberi nel salto in alto e della stessa Palmisano nei 20km di marcia. Oggi rappresenta il modello perfetto di questa disciplina in tutto il mondo. E i presenti lo hanno visto dal vivo, dopo aver svelato sul palco un piccolo tutorial tecnico per chi vuole imparare a marciare.
"Allenare la pazienza, non pensando a quanto manca..."
—Anche una campionessa olimpica come la Palmisano ha dei punti deboli: “Il mio è la pazienza” ci confessa. “Per questo prediligo la distanza dei 20 km, perché è la mia specialità e so come arrivare al traguardo: studio le avversarie intorno a me in gara, sento il loro respiro, se c’è qualche attacco, sento il ritmo che cresce verso il traguardo”. Anche se a quanto pare la cava benissimo anche nei 35 km, dove al suo esordio su questa distanza, ha raggiunto il primo record italiano. E ora le aspetta una nuova sfida, poichè World Athletics ha ufficializzato l'introduzione della marcia sui 42 km a partire dal 1° gennaio 2026. “Dovrò allenare e lavorare sulla pazienza nelle lunghe distanze, io sono testarda e ci riuscirò” afferma. “L’importante sarà non pensare a quanto manca all'arrivo...” aggiunge.
Antonella Palmisano e Sara FedericoNon "rimuginare" sui problemi
—Si sa, gli atleti sono costantemente esposti al rischio di infortuni, e la Palmisano lo sa bene, poiché per lungo tempo ha dovuto gestire delle problematiche fisiche prima e dopo le grandi competizioni. “Le prime volte ho passato giornate a piangere e ho anche pensato di mollare.. Oggi sono grata di come ho attraversato questi momenti difficili" afferma. "Ho imparato ad accettarli perché fa parte del gioco quando decidi di essere atleta. La chiave? Non focalizzarsi sul problema, cercare di “non considerarlo”, non pensare e cercare sempre qualcosa per migliorarsi piuttosto che “rimuginare”.
Il sogno del triplete
—Lezioni di vita per tutti noi e per se stessa, per realizzare il suo sogno: “Mi manca l'Oro ai Campionati Mondiali, per ambire al triplete”, poichè finora nel suo palmares trova tre medaglie in queste competizioni: un argento a Tokyo 2025 e due bronzi, a Londra 2017 e a Budapest 2023. Un traguardo che in Italia ha già raggiunto, centrando per 4 volte la tripletta di titoli italiani nello stesso anno e 2 volte la doppietta. Ma lo sport ci insegna che è necessario continuare a credere nei propri sogni e nei propri obbiettivi. Ed è esattamente il messaggio che la CRAI Alghero Half Marathon vuole trasmettere: «L'essenza dello sport è passione, determinazione e sacrificio” afferma Raimondo Cacciotto, Sindaco di Alghero. “Questi valori ci permettono di affrontare le difficoltà della vita e possono permettere di raggiungere obiettivi importanti, ogni giorno”. Ci vediamo ad Alghero per nuovi imperdibili appuntamenti!
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