Via ai training camp, tutti al lavoro: da LeBron ai guai Clippers, ecco come sono messe le 30 squadre
La preseason è il momento di trovare la chimica, inserire i nuovi arrivi e costruire gli equilibri: una fase sempre più importante nella Nba moderna, soprattutto per chi ha cambiato molto
La preseason è il momento di trovare la chimica, inserire i nuovi arrivi e costruire gli equilibri: una fase sempre più importante nella Nba moderna, soprattutto per chi ha cambiato molto
Simone Sandri 29 settembre - 22:48 - NEW YORK Scegli Gazzetta come fonte preferita su GoogleParte ufficialmente la stagione Nba con l’inizio dei Training Camp che chiudono la lunga offseason e gettano le basi per il campionato che prenderà il via il 20 ottobre. Un passaggio decisamente particolare per la maggior parte delle tifoserie Nba che possono provare, almeno fino a quando il parquet non inizierà a dare le sue inappellabili sentenze, a guardare alla prossima stagione con ottimismo. A meno che naturalmente non si tifi per i soliti Clippers, ma quella è un’altra storia.
VIDEO: Incredibile a Milano: la stella Nba Jaylen Brown gioca al campetto di Famagostain elicottero a new york
—Il Training Camp nella Nba moderna rappresenta qualcosa di veramente particolare. Con gli attuali ritmi, infatti, per gli staff tecnici lavorare in palestra a pieno ritmo con la squadra durante la stagione regolare diventa decisamente complicato. La “preparazione” quindi assume, nella Nba del 2026, un’importanza ancora più marcata soprattutto per le squadre che hanno cambiato tanto e sono alla ricerca della chimica giusta e per quelle con un nuovo head coach, soprattutto se si cimenta per la prima volta al basket Nba. Non a caso un po’ tutti gli addetti ai lavori hanno gli occhi puntati su Philadelphia in questa fase, per capire come procederà il lavoro di Nick Nurse con una squadra che non solo ha aggiunto pezzi da novanta, anche ingombranti a livello mediatico come LeBron James e Jaylen Brown, ma anche giocatori che avranno un peso nella rotazione come Dean Wade e Anfernee Simons. “Dobbiamo solo concentrarci sul lavoro - dice LeBron - dobbiamo imparare a sentirci a nostro agio anche quando le cose si complicano, e lo possiamo fare solo attraverso la fatica e il lavoro”. Primo allenamento intenso per James e poi primo volo in elicottero verso New York, visto che “The King” farà spola tra la Big Apple e Philadelphia durante tutta la stagione.
occasione
—Trovare la chimica giusta non è naturalmente l’unico obbiettivo dei vari Training Camp. Per tanti giocatori di secondo piano senza contratti garantiti ogni allenamento diventa un’occasione per mostrare di meritare una conferma. Tante storie che diventano intriganti durante la stagione nascono proprio grazie al lavoro durante il training camp e alle opportunità conquistate, magari anche inaspettatamente, da cestisti che si fanno trovare pronti al momento giusto. Non sono solo i giocatori che la Nba la sognano a dover lottare per uno dei 15 posti al sole dei roster Nba, sintomatico per esempio è il caso dei Knicks che hanno portato al loro camp senza un contratto garantito ben cinque veterani con un passato importante: Bruce Brown, John Konchar, Drew Eubanks, Ochai Agbaji e la seconda scelta assoluta del draft 2020 James Wiseman. Di questi uno soltanto potrà realisticamente ambire a un posto in squadra.
la prima panchina
—Per chi poi nella Nba non ha mai allenato, come nel caso del coach dei Mavs Dusty May, il Training Camp rappresenta molto di più di una semplice preparazione alla stagione. Impostare il lavoro in una situazione completamente nuova con equilibri tutti da scoprire rappresenta un ostacolo non semplice da superare per i “rookie” coach al loro primo Training Camp. “Per adesso sta andando tutto alla grande - sottolinea il tecnico 49enne reduce dal successo al torneo Ncaa con la sua Michigan - stiamo lavorando tutti con grande impegno e ho la fortuna di poter contare su un gruppo straordinario”. La nota negative dei Training Camp arriva invece da alcuni bollettini medici che toglie ai rispettivi coach la possibilità di lavorare durante la preparazione con giocatori importanti come ad esempio Kon Knueppel o Kristaps Porzingis. Subito brutte notizie per alcune squadre, quindi, senza dimenticare naturalmente chi sembra essere perseguitato dalla sfortuna: i soliti Clippers. La franchigia che dovrà convivere con la punizione inflitta per l’affaire Leonard comunica, infatti, che Brandon Ingram, arrivato a LA proprio nella trade di Kawhi, resterà fuori a tempo indeterminato dopo aver subito un’operazione al tendine d’Achille. Peggio di così non si poteva iniziare in casa Clippers…
Leggi anche KJ, il play che sfidò Jordan: la doccia con una minorenne e la torta in faccia quando...LeBron: "Mi volevano 5 squadre. Ho scelto Philly per il mio amico Maxey"© RIPRODUZIONE RISERVATA