Dai gol alla panchina: Gilardino "il violinista" torna a Parma 21 anni dopo
Nel triennio 2002-2005 si affermò in gialloblù, conquistandosi Milan e Nazionale. Come in quelle stagioni, la missione è sempre la stessa: centrare la salvezza, questa volta con un'altra veste
Il palinsesto di ogni vita, lo sappiamo bene, tende a proporre repliche, sta a noi viverle da protagonisti o subirle. Quando il 18 giugno del 2005 Alberto Gilardino segnò - di ginocchio - il gol che diede la salvezza al Parma nella sfida di ritorno al Dall’Ara dello spareggio contro il Bologna, non poteva sapere che - a separarlo dal suo ritorno - ci sarebbe stata una piccola odissea, decine di gol seminati nello sviluppo di una carriera che quel giorno prese il volo e - soprattutto - una parabola che, da allenatore, l’avrebbe riportato al punto di partenza per provare a centrare lo stesso obiettivo: la salvezza. Gila che torna a Parma - oggi c’è l’ufficialità, subentra allo spagnolo Cuesta - è una storia piena di tante storie. Salutò Parma che aveva ventitré anni, ne ha quarantaquattro. Nel mezzo, c’è stata la sua ricca parabola di calciatore e quella - iniziata da poco - di allenatore.