Non è un'Italia per vecchi: i 37 ragazzi che riporteranno in alto la Nazionale. Ma solo se i club...
La Gazzetta dello Sport

Non è un'Italia per vecchi: i 37 ragazzi che riporteranno in alto la Nazionale. Ma solo se i club...

Mercoledì 30 settembre 2026
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La nuova generazione convince. Con Kayode e i suoi fratelli il ct Mancini pensa positivo in vista della doppia missione Europeo-Mondiale. Il futuro è roseo-azzurro, però molto dipenderà da quanto giocheranno nelle rispettive squadre

La nuova generazione convince. Con Kayode e i suoi fratelli il ct Mancini pensa positivo in vista della doppia missione Europeo-Mondiale. Il futuro è roseo-azzurro, però molto dipenderà da quanto giocheranno nelle rispettive squadre

dal nostro inviato  Fabio Licari 30 settembre - 07:42 - BURSA English version Scegli Gazzetta come fonte preferita su Google

"Kayode? Da dove spunta questo Kayode?", si sarà chiesto qualche tifoso ammirando le discese inarrestabili a destra, il gol, le rimesse laterali da lancio del giavellotto. Chi si fosse emozionato per Italia-Portogallo del 17 luglio 2023, finale dell’Europeo Under 19 vinta dagli azzurri di Bollini, oggi vice di Mancini, non può aver dimenticato quel ragazzo schierato ala destra del 4-3-3, una furia, autore anche del gol del successo. Scrivevano allora: “Un terzino adattato all’ala”. Si vedeva che non era un tipo comune. Bravo è stato Mancini a schierarlo. Coraggioso? Per l’Italia sì, perché siamo un Paese per diversamente giovani, e uno di 24 anni come Ruggeri è un “giovane” nell’immaginario comune. All’estero no. Senza scomodare la vecchia teoria dei bamboccioni, forse le ultime legnate hanno dato la scossa definitiva. Se uno è bravo, gioca, anche se ha diciassette anni come Yamal a Euro 24. Quello è un fenomeno, noi non siamo derelitti. C’è un bel bacino di under che possono alimentare l’Italia del futuro, con vista sull’Europeo e il Mondiale. Kayode, con il suo gol, è solo il frontman.

portieri

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Da Zoff a Buffon, passando per Zenga, Peruzzi, Pagliuca e Marchegiani, e atterrando su Donnarumma, ex titolare minorenne, mai stati problemi. Carnesecchi ne ha solo 26, ma arrivano Pessina (18), inserito in lista, il sorprendente Palmisani (22) del Frosinone, Daffara (21), e volendo esagerare, Mascardi (20), Fortin (23)... No problem.

difensori laterali

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Colpiti da improvviso benessere, potremmo mettere un’ipoteca su un futuro decennale soprattutto a destra: Kayode, 22, sarebbe la seconda scelta dopo Palestra (21) ora ko. Alle loro spalle spinge l’ultima sensazione Lulli (19) e c’è anche Favasuli (22). Tutti terzini-ali. Concorrenza spietata, qualcuno potrebbe trasferirsi in attacco. Meno ricca la sinistra, ma Calafiori (24) è un top mondiale, a Ruggeri (24) ha fatto benissimo l’Atletico e ora c’è l’Aston Villa. Senza dimenticare che Udogie ne ha ancora 23 e sta arrivando Fortini con i suoi 20 anni.

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difensori centrali

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Il “vecchio” Scalvini ha appena 22 anni, Mancini lo lanciò a 18 anni, sta recuperando dalla sfortuna. Un veterano rispetto a quelli in arrivo. Speriamo si sbrighino, perché qui non siamo nell’abbondanza. Il più promettente è Leoni (19), voluto dal Liverpool ma infortunato: destra e sinistra, importantissimo. Così come Ahanor (18) che è di proprietà Chelsea e può fare il centrale e l’esterno sinistro. Il ct segue Palma (18) dal doppio passaporto, ma pare il ragazzo si senta più italiano. Baldini ha Comuzzo (21), Chiarodia (21), Mane (21), Reggiani (18). Tra i grandi c’è anche Ghilardi (23). Cercando nuovi Bonucci-Chiellini.

mediani centrali

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Tra i pivot di una mediana a tre non siamo messi benissimo. Ecco perché Romano che, non dimentichiamo, ha 20 anni e può solo crescere, anzi dovrà farlo in fretta. Lo farà. Dall’U21 si fa strada Lipani (21). Meglio in mezzala: Doumbia (22) e Pisilli (22) sembrano i nomi del futuro, il primo fisico devastante e incursore, il secondo “tardellino” che può stare nella trequarti. Da Ndour (22) a Faticanti (22) il serbatoio è pieno, grande attesa per Liberali, 19 anni e Fabregas come tecnico: un 10 che oggi può giocare da mezzala di regia alta.

esterni d'attacco

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La lista di ali, chiamiamole così, è numericamente ampia. Manca l’equilibratore, il Politano, il Callejon di una volta. Sono quasi tutti offensivi, ma possono quasi tutti giocare su entrambe le fasce. Seba Esposito (24) sta evolvendo tra classe e disciplina tattica. Al ct piace molto Zoma (22): all’Olimpico s’è vista un’ala di quelle velocissime e dribblomani. In lista c’è Samuele Inacio, appena 18, titolare nel Borussia: può fare l’ala e il centravanti, dicono sia il più forte. E poi Vergara (23) dai colpi anarchici, Koleosho (22) che punta l’uomo e scatta, il milanista Cisse (19) dal senso del gol. E Fini, Cherubini, Cacciamani.

centravanti

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Pio Esposito, 21, non sbaglia una partita in azzurro, ha già segnato 6 gol, sa fare il 9 d’area e di movimento, con una punta più vicina e le mezzali che entrano è la sponda ideale, s’è visto a Bursa. Raimondo (22) sta crescendo e ha colpi niente male. Camarda l’abbiamo schiacciato di responsabilità ma ha ancora 18 anni. Ora è infortunato, ma Ekhator ha 19 anni e può fare la prima e la seconda punta.

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una squadra

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Molti di questi giovani sono oggi nell’Under 21 per ragion di Stato, leggi qualificazione a Europeo e Olimpiade, ma al massimo in un anno saranno col Mancio. Ora non ha senso passare dalla crisi nera del Belgio all’euforia turca, ma il futuro roseo-azzurro è un dato oggettivo. Il fatto è un altro: non è la prima volta che parliamo di tanti giovani, solo che in Spagna, per citare il modello, questi fanno parte di un progetto nei club e poi in nazionale. E giocano. Da noi è tutto da vedere. Il nostro benessere deve farsi squadra.

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